Antiossidanti – Cosa sono?

Lo stress ossidativo può essere definito come una particolare forma di stress chimico indotto dalla presenza di una quantità eccessiva di specie reattive per un’aumentata produzione e/o inadeguata inattivazione delle stesse.

Dal punto di vista eziologico, un aumento della produzione di SCO (specie chimiche ossidanti) può essere ricondotto a fattori ambientali (radiazioni, inquinamento), situazioni fisiologiche, stile di vita (alimentazione, alcool, fumo, esercizio fisico incongruo), fattori psicologici (stress psico-emotivo), malattie (traumi, infiammazioni, infezioni, vasculopatie neoplasie) e fattori iatrogeni (farmacoterapia, radioterapia, raggi X) ecc..

Una riduzione delle difese antiossidanti è da imputarsi sostanzialmente ad un deficit assoluto o relativo di antiossidanti, comunque determinatosi. A proposito delle malattie, va precisato che alcune di esse si accompagnano ad un’aumentata produzione di specie reattive, altre ad una riduzione delle difese antiossidanti, altre ancora, infine, alla combinazione di ambedue i meccanismi.

I radicali liberi sono molecole che si formano all’interno delle cellule del corpo quando l’ossigeno viene utilizzato nei processi metabolici per produrre energia (processo di ossidazione).
Queste molecole sono particolarmente instabili in quanto possiedono un solo elettrone anziché due; ciò le porta a ricercare un equilibrio appropriandosi dell’elettrone di altre molecole con le quali vengono a contatto, molecole che diventano instabili e che a loro volta ricercano un elettrone e così via, innescando un meccanismo di instabilità definito a “catena”. Dal punto di vista bioelettrico questo fenomeno dinamico si traduce in rapidissimi cambiamenti dell’equilibrio ionico. Queste reazioni possono durare da frazioni di secondo ad alcune ore e possono essere contrastate dall’azione degli agenti antiossidanti che, interagendo con l’elettrone mancante, permettono di neutralizzare i radicali liberi.

L’azione distruttiva di queste molecole è indirizzata soprattutto alle cellule, in particolare sui lipidi che ne formano le membrane, sugli zuccheri, sui fosfati, sulle proteine e sugli enzimi.

L’azione persistente dell’elevato stress ossidativo è causa dell’insorgenza di svariate patologie croniche dovute ad un precoce invecchiamento cellulare.

Oltre alle reazioni chimico-fisiologiche di ossidazione cellulare, contribuiscono pesantemente alla formazione dei radicali liberi:
• gli stati patologici (persistenza di infiammazione cronica);
• lo stress cronico (attivazione persistente dell’asse HPA);
• le errate abitudini alimentari;
• l’abuso di farmaci;
• il fumo e l’eccesso di alcool;
• l’inquinamento ambientale.

La funzione degli agenti antiossidanti è quella di riportare l’equilibrio chimico di queste molecole instabili (radicali liberi) grazie alla possibilità di fornire loro gli elettroni di cui sono prive.

L’organismo umano, producendo degli antiossidanti endogeni come la superossido dismutasi, la catalasi e il glutatione, si difende in parte dai radicali liberi. Quando il livello di ossidoriduzione supera una certa soglia è necessario un apporto esterno di antiossidanti.

È da tener presente che ciascun antiossidante ha un campo di azione limitato a specifiche molecole, pertanto è necessaria un’azione sinergica di molteplici agenti antiossidanti attraverso una alimentazione e una supplementazione controllata nell’arco della giornata, per garantire un’efficace azione antiossidativa. I principali agenti antiossidanti derivano da minerali, pigmenti vegetali, vitamine, micronutrienti ed enzimi.

Antiossidanti in risposta al fabbisogno diurno
Minerali: Molibdeno, Selenio;
Vitamine: B1, B2, B6, B12, C, Niacina, Acido Folico, Acido Pantotenico;
Pigmenti vegetali: Estratto di thè verde, Licopene.

Antiossidanti in risposta al fabbisogno notturno
Minerali: Zinco, Rame, Manganese;
Vitamine: E, Beta-carotene;
Pigmenti vegetali: Estratto di vite rossa;
Altri: Coenzima Q10.

È ovvio che il discorso è ben più complesso, ma il concetto appena esposto è sufficiente per comprendere i principali aspetti dello stress ossidativo.

Lo stress ossidativo comporta un invecchiamento della cellula e quindi dei tessuti con tutto quel che ne consegue in termini di efficienza.

L’invecchiamento precoce della pelle è uno dei segnali più conosciuti.

Il danno cellulare inizia a livello della membrana con un’alterazione degli scambi tra interno ed esterno della cellula; all’interno viene alterata la formazione di ATP che è la batteria, la fonte di energia della cellula, e si può arrivare fino all’alterazione del DNA con effetti mutageni e quindi tumore.

Antiossidanti per combattere l’aging precoce della pelle.
L’invecchiamento cutaneo non ha solo ragioni di natura intrinseca, come il trascorrere degli anni o i cambiamenti ormonali, ma viene accelerato dall’esposizione agli agenti esterni: il cosiddetto “aging precoce” indotto dall’aggressione dei raggi UV, dall’inquinamento, dal fumo e dallo stress è ormai scientificamente dimostrato.

L’attacco degli agenti esterni scatena infatti un processo di ossidazione cellulare: l’organismo inizia a produrre radicali liberi, cioè molecole instabili, con un solo elettrone, anziché due.

In condizioni fisiologiche normali vi è uno stato di equilibrio tra la produzione endogena di radicali liberi e la loro neutralizzazione da parte dei meccanismi antiossidanti dell’organismo.

I ROS (Sostanze Reattive dell’Ossigeno) sono molecole instabili di ossigeno, innescate nell’organismo da un certo numero di fattori ambientali e di abitudini igieniche soltanto apparentemente salutari.
Un ROS è una specie chimica altamente reattiva. E’ un atomo o una molecola con un elettrone libero.
I ROS reagiscono rapidamente e in modo indiscriminato con le molecole circostanti, per catturare gli elettroni loro mancanti. I metalli di transizione promuovono la produzione di ROS. Nei sistemi biologici, ferro e rame sono catalizzatori particolarmente importanti della produzione dei ROS.
I ROS possono danneggiare le proteine, ossidare le basi del materiale genetico e causare perossidazione dei lipidi.

I ROS non sono soltanto dannosi, sono utili per combattere le infezioni, per uccidere i batteri e per controllare il tono della muscolatura liscia, che regola il funzionamento degli organi interni e dei vasi sanguigni. La cosa fondamentale perché i ROS svolgano nell’organismo un’azione efficace e “buona” é l’equilibrio fra questi e gli antiossidanti. Per neutralizzare i ROS, infatti, il nostro corpo produce degli spazzini, i cosiddetti antiossidanti endogeni. Ma spesso, purtroppo, questo equilibrio si rompe a nostro svantaggio.

Lo stress ossidativo, essendo una condizione squisitamente biochimica, non dà luogo a manifestazioni cliniche proprie, né soggettive né oggettive.

Da quanto detto, appare chiaro che in presenza di una barriera antiossidante di protezione, non sufficientemente elevata, le nostre cellule si ritrovano sprovviste dei naturali sistemi di difesa contro l’attacco dei radicali liberi andando incontro ad una progressiva cascata di eventi che porteranno alla distruzione delle cellule e del patrimonio genetico.

Inquinamento ambientale, dieta sbilanciata, fumo di tabacco, droghe, alcol, scarsa attività fisica e stress psico-emotivo sono sicuramente i fattori che inficiano in maniera assolutamente negativa la nostra barriera antiossidante predisponendoci all’attacco dei radicali liberi e quindi all’insorgenza di uno squilibrio dei fisiologici e naturali sistemi di regolazione di base cui sottende il benessere del nostro organismo.

Attività antiossidante

Gli antiossidanti, funzionano bloccando i radicali liberi e convertendoli in sostanze innocue. Aiutano a stabilizzare i radicali liberi (molecole per natura instabili) presenti nelle cellule, riducendo le caratteristiche pro-ossidanti di queste sostanze.

Secondo il Dott. Jan Karlsson, autore Antioxidant and Exercise, siccome gran parte dei processi metabolici si verifica nelle membrane e strati lipidici cellulari, l’attività protettiva è svolta dalla difesa antiossidante liposolubile. Mentre la difesa alla formazione di radicali liberi nei processi metabolici citoplasmatici è ad opera degli antiossidanti liposolubili.

Quindi esistono antiossidanti liposolubili e idrosolubili. 
Il nostro organismo riesce a tenere sotto controllo l’attività dei radicali liberi attraverso speciali sostanze antiossidanti endogene (sintetizzate autonomamente) tra le quali rientrano enzimi come la superossidodismutasi, la catalasi e il glutatione ridotto ed esogene (presenti negli alimenti).

Se da un lato molti alimenti esercitano un’azione protettiva nei confronti dei radicali liberi, dall’altro abitudini alimentari scorrette possono aumentarne l’attività (dieta troppo ricca di grassi animali, consumo eccessivo di oli vegetali e pesce grasso, eccesso di ferro, intolleranze alimentari).

Gli alimenti più pericolosi in assoluto sono quelli ricchi di lipidi ed in particolare di acidi grassi polinsaturi (pesci, oli vegetali, frutta secca). La natura ha tuttavia saputo associare a tali nutrienti elevate quantità di vitamina E in modo da neutralizzare, almeno in parte, la formazione di radicali liberi.

Anche l’esposizione ad inquinanti atmosferici, a radiazioni ionizzanti o ultraviolette, l’abuso di farmaci, il fumo e l’attività fisica intensa sono in grado di aumentare pericolosamente la sintesi di radicali liberi.

Il potere antiossidante dei nutrienti

Esiste una prova di laboratorio in grado di misurare i livelli antiossidanti negli alimenti ed in altri nutrienti, essa riguarda il potere di assorbimento dei radicali liberi (ORAC).

E’ lo standard con cui viene misurata l’attività antiossidante. Più alto è il punteggio ottenuto da un alimento o integratore che sia, più è alta l’attività antiossidante.

Questa lista è elaborata in base alle unità di O.R.A.C. contenute negli alimenti

Alimenti che apportano da 1000 a 2000 unità ORAC :
Succo di arancia un bicchiere = 1142 unità
Fragole una tazza = 1170 unità
Pompelmo rosa 1 = 1188 unità
Succo di pompelmo un bicchiere = 1274 unità
Cavoli di Bruxelles cotti una tazza = 1384 unità
Prugne nere 3 = 1454 unità
More una tazza = 1466 unità
Barbabietola cotta una tazza = 1782 unità

Alimenti che apportano da 500 a 1000 unità ORAC :
Peperone 1 = 529 unità
Uva nera un grappolino = 569 unità
Avocado 1 = 571 unità
Patata arrosto 1 = 575 unità
Susina 1 = 626 unità
Arancia 1 = 983 unità

Alimenti che apportano fino a 500 unità ORAC: 
Cetrioli 1 = 36 unità
Pomodori 1 = 116 unità
Albicocche 3 = 172 unità
Spinaci crudi un piatto = 182 unità
Melone tre fette = 197 unità
Pera 1 = 222 unità
Banana 1 = 223 unità
Pesca 1 = 248 unità
Mela 1 = 301 unità
Melanzana 1 = 326 unità
Uva bianca un grappolo = 357 unità
Cipolla 1 = 360 unità
Uvetta nera un cucchiaio = 396 unità
Cavolfiore cotto una tazza = 400 unità
Fagiolini cotti una tazza = 404 unità
Patata americana 1 = 433 unità
Kiwi 1 = 458 unità

Ecco i migliori estratti integratori e sostanze naturali ad azione antiossidante:

  • ACIDO ALFA LIPOICO
  • ACAI (ESTRATTO)
  • ASTAXANTINA
  • BETA CAROTENE
  • BETAINA ANIDRA
  • BIOFLAVONOIDI
  • CANNELLA (ESTRATTO)
  • COENZIMA Q10
  • CARDO MARIANO
  • CURCUMA LONGA (ESTRATTO)
  • GINKGO BILOBA
  • GLUTATIONE
  • LICOPENE
  • LUTEINA
  • MANGOSTINO
  • MIRTILLI NERI (ESTRATTO)
  • N ACETIL CISTEINA
  • NADH
  • OMEGA 3
  • POLIFENOLI
  • PICOGENOLO
  • PROANTOCIANIDINE
  • RESVERATROLO
  • RUTINA
  • SELENIO
  • TAURINA
  • TE VERDE
  • VITAMINA C
  • VITAMINA E
  • VITE ROSSA (ESTRATTO)
  • XANTONI
  • ZEAXANTINA


Sempre più studi indicano come un elevato stress ossidativo sia associato a molte malattie degenerative tra cui i tumori. 

A contribuire pesantemente agli elevati livelli di radicali liberi che si riscontrano nei pazienti è una carenza cronica di antiossidanti causata da un’alimentazione sempre più povera e artificiale.

Un studio svolto nel 2006 da ricercatori della University of California/ Los Angeles ha messo in evidenza come l’assunzione giornaliera di circa 200ml di succo di melograno da parte di pazienti affetti da tumore della prostata induce una riduzione significativa del PSA, l’antigene usato per monitorare l’evoluzione del tumore. Questo secondo i ricercatori indica un vero e proprio rallentamento della progressione della malattia. Recentemente altri ricercatori hanno individuato alcune componenti del melograno che sembrano capaci di inibire il movimento delle cellule cancerogene e di indebolire i loro segnali chimici, elementi che sono alla base della capacità del tumore di generare metastasi per esempio all’osso.

Con questo non si vuole sostenere che il melograno è una cura per il tumore prostatico ma che un elevato stress ossidativo non diagnosticato ne tanto meno corretto dagli approcci oncologici standard, contribuisce all’evoluzione della malattia tumorale . In altre parole l’oncologia attuale si concentra correttamente sulla riduzione della massa tumorale ma non interviene sul terreno biologico che l’ha prodotta. Per questo si osserva un’incidenza ancora drammaticamente elevata di recidive. E’ un pò come se un contadino che vede crescere molte piante malate si limitasse ad estirparle senza effettuare una vera e propria bonifica del terreno che le ha generate.

In tutti i rami della medicina, una buona terapia deve quindi non solo estirpare la pianta malata ma anche correggere il terreno biologico. Oggi è possibile misurare i livelli di stress ossidativo con specifici esami di laboratorio che permettono poi al medico di prescrivere gli antiossidanti più indicati (fonte: dottor Filippo Ongaro).  

E’ il bilancio del dare e dell’avere che crea il benessere 

Il bilancio ossidanti-antiossidanti è importante per assicurare la funzionalità del sistema immunitario  

Gli antiossidanti sono essenziali per mantenere efficace il sistema immunitario. Questa necessità è ancora più importante con l’avanzare dell’età, quando vi è un incremento della formazione di radicali liberi. Gli antiossidanti contribuiscono a mantenere l’integrità e la funzionalità dei lipidi di mem brana, delle proteine cellulari e degli acidi nucleici.

Il nostro sistema immunitario è potente mediatore del nostro stato di salute. Attraverso cellule specializzate definite linfociti, riesce a neutralizzare e distruggere virus e batteri. Una delle sue caratteristiche fondamentali è quello di essere finemente regolato in perfetto equilibrio con l’ambiente che ci circonda, ma in situazioni in cui l’alimentazione è fortemente sbilanciata, una vita troppo sedentaria, la mancanza di esercizio fisico e lo stress cronico, tendono a disregolare l’immunità aumentando le probabilità di andare incontro a infezioni o al contrario di sviluppare patologie. autoimmunitarie, allergie e intolleranze. 

Questo equilibrio è molto simile a una bilancia con i suoi piatti ben in equilibrio fra loro. Uno dei piatti serve per aiutare l’organismo a difendersi da virus e batteri (sistema TH1), mentre l’altro serve contro le aggressioni di parassiti e virus endocellulari (sistema TH2).

Quando questo equilibrio viene a mancare si ha uno sbilanciamento di un piatto rispetto all’altro. Un sistema TH1 troppo marcatopur difendendo da molte infezioni, determina una maggiore probabilità di contrarre patologie autoimmunitarie come l’artrite reumatoide e la sclerosi multipla. Al contrario, se pesa di più il sistema TH2, si presentano spesso allergie e patologie da autoanticorpi come le tiroiditi o nei casi gravi anche una maggiore incidenza del cancro.

L’alimentazione attraverso i suoi nutrienti è capace di ristabilire l’equilibrio della bilancia.

Studi recenti indicano che le vitamine svolgono un ruolo importante. In particolare le ricerche si sono concentrate sulla vitaminaB6 e B12. È stato visto che queste due vitamine presenti soprattutto nei cereali integrali, uova e latte, svolgono una potentestimolazione del sistema TH1 contro tutte le infezioni virali e batteriche. Gli anziani sono più a rischio di un loro deficit, in quanto presentano una maggiore atrofizzazione dello stomaco, che compromette l’assorbimento di queste vitamine a livello intestinale.

La vitamina C scoperta nel 1970 da Pauling grazie alla quale è stato insignito del premio Nobel, fu molto reclamizzata come toccasana per il comune raffreddore. In effetti queste caratteristiche non furono mai confermate, ma fu visto che supplementazioni di vitamina C erano efficaci nel ridurre l’intensità e la durata di questo disturbo invernale.

La vitamina E è un potente stimolatore TH1.

Il selenio alla dose di 200 microgrammi al giorno è capace di contrastare le infezioni virali stimolando il sistema TH1 e le cellule natural killer potenti distruttori di virus e batteri.

Lo zinco ha le stesse potenzialità del selenio ma ha un effetto diverso in base alla dose somministrata. Se si vogliono contrastare i malanni invernali, la dose giornaliera non deve superare i 25-35 milligrammi per un periodo non oltre le 2-3 settimane. Dosi superiore e per periodi più prolungati stimolano il sistema TH2 e dunque possono avere effetto su patologie autoimmunitarie, ma anche indurre allergie e tiroiditi.

L’utilizzo dei probiotici rafforzano il sistema immunitario dell’intestino contro tutti quei virus e batteri che prediligono il sistema gastro-intestinale.

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Scopri chi sono i Killer delle nostre cellule…e come combatterli!

Quando il nostro organismo è attaccato dai radicali liberi, ecco cosa devi sapere e cosa fare…

Di recente molti studi si sono concentrati sul rapporto tra la formazione di radicali liberi e i danni muscolari ad essi connessi. Cercherò prima di tutto di spiegare cosa sono i radicali liberi: questi si formano come normale conseguenza dei processi metabolici dell’organismo, e possono essere causati anche da fattori ambientali come l’inquinamento e le radiazioni.

Tuttavia sarai sorpreso nello scoprire che anche l’esercizio fisico è associato alla formazione di radicali liberi. Cosa sono dunque queste molecole, e quale è la minaccia che rappresentano per l’atleta?

Tutte le cellule del corpo sono composte da atomi che, a loro volta, contengono coppie di particelle chiamate elettroni. Quando ciascun elettrone di un atomo è accoppiato con un altro elettrone, si parla di atomo stabile. Un radicale libero è un atomo, o un gruppo di atomi (molecola), privo di un elettrone, e viene considerato un elemento molto instabile. Per ritrovare il proprio equilibrio, il radicale libero si attiva per cercare di sottrarre un elettrone ad un altro elettrone. Queste molecole sono note anche come ossidanti perché di solito è l’atomo di ossigeno che perde un elettrone e che quindi sottrae elettroni di altre molecole. Il danno da radicali liberi viene perciò anche chiamato stress ossidativo.

E’ stato dimostrato che attività aerobiche a lungo termine, come la corsa, il ciclismo o lo sci di fondo, aumentano la produzione di queste molecole molto instabili. I danni che queste molecole possono determinare sono soprattutto a carico delle membrane delle cellule con le quali vengono a contatto; esse possono essere cellule del sangue o di organi o apparati, come ad esempio l’apparato vascolare dove il danno determinato sulle cellule endoteliali (le cellule che circondano i vasi) può essere considerato propedeutico ai danni cardiovascolari.

Inoltre attaccano le pareti delle cellule muscolari e dei mitocondri (piccoli organelli intracellulari che sono fondamentali nella produzione di energia), dove provocano la scomposizione delle proteine e sono anche, almeno in parte, responsabili delle infiammazioni e del dolore muscolare, tutte condizioni che contribuiscono a ridurre la resistenza.

Le ricerche hanno dimostrato che gli antiossidanti possono essere elementi fondamentali nel ridurre il dolore muscolare post esercizio e limitare i danni dello stress ossidativo.

A questo punto possono venirci in aiuto gli antiossidanti sotto forma di integratori alimentari, i quali grazie alla loro comodità di impiego ed efficacia si distinguono come le migliori soluzioni attuali. Tra i più efficaci e rinomati troviamo la microidrina nelle varie formule MICROHYDRIN, MICROHYDRIN PLUS e H-500

Scopri da cosa nasce lo stress ossidativo ovvero: La “CENERENTOLA” Ossigeno

L’ossigeno è l’elemento vitale per eccellenza. Infatti, legando l’idrogeno generato dal catabolismo cellulare, esso genera l’energia chimica necessaria per lo svolgimento di tutti i processi vitali (movimento, secrezione, crescita ecc.). Sotto forma di “radicali liberi”, poi, esso aiuta l’organismo a difendersi dalle infezioni. Eppure, molti nutrizionisti spesso non tengono in adeguata considerazione il fatto che le cellule “mal sopportano” un abbassamento dei livelli tissutali di ossigeno (ipossia), specialmente se seguita da un suo brusco innalzamento (ischemia riperfusione), in quanto ambedue le situazioni possono generare un eccesso di radicali liberi che, sfuggendo al controllo dei sistemi di difesa antiossidante, scatenano una condizione di stress ossidativo.

QUALI LE CONSEGUENZE?

L’alterata biodisponibilità di ossigeno può provocare danni a livello dei vasi sanguigni, della membrana extracellulare e delle cellule, da cui insorgenza e/o aggravamento di malattie da stress ossidativo (oltre 100) ed invecchiamento precoce.

Microhydrin ristabilendo I valori alcalini ottimali, contrasta l’acidosi e l’eccessiva produzione di radicali liberi (azione antiossidante), come si osserva anche nelle sindromi ischemico-riperfusive

Microhydrin aiuta a ripristinare, se alterata, l’integrità biochimica ed anatomo-funzionale della matrice extracellulare, favorendo gli scambi metabolici tra il sangue e i tessuti e facilitando l’eliminazione delle scorie metaboliche (azione disintossicante, depurante e drenante).

Microhydrin è un integratore alimentare privo di potere calorico e di effetti collaterali indesiderati, assolutamente atossico. Esso, inoltre, non è un farmaco e non contiene sostanze dopanti, né lattosio, né glutine, per cui può essere assunto in sicurezza sia da chi pratica attività sportiva a livello agonistico sia da chi soffre di comuni allergie/intolleranze alimentari.

Microhydrin è suggerito come coadiuvante, nel contesto di uno stile di vita salutare, in tutte le situazioni di carenza nutrizionale (da stress psico-fisico, diete squilibrate, etc.), nei disturbi legati ad un’ossigenazione insufficiente dei tessuti (es. cefalea, difficoltà di concentrazione, astenia, etc.), nei casi di aumentata produzione di radicali liberi e/o carenza di antiossidanti (da malattie infiammatorie, degenerative, metaboliche o terapie mediche, es. pillola, associate a stress ossidativo), nelle sindromi ischemico-riperfusive , nei deficit immunitari, nelle intossicazioni croniche (es. da alcol o farmaci), nella sindrome da ipersensibilità chimica multipla, nella fibromialgia e nelle intolleranze/allergie alimentari. Esso, infine, può essere utile nella prevenzione dell’invecchiamento precoce (specialmente nel contesto di protocolli di disintossicazione, drenaggio, depurazione) e nel supporto nutrizionale dell’attività sportiva, amatoriale o agonistica.

Ogni volta che respiriamo, o anche l’acqua stessa che beviamo, mettiamo in circolo ossigeno che entra a far parte dei processi di ossidazione che si svolgono in tutte le cellule del nostro corpo.

I radicali liberi si formano all’interno delle nostre cellule, dove l’ossigeno viene utilizzato per produrre energia.

Non tutto l’ossigeno viene consumato ma in parte va a formare queste molecole che contengono uno o più atomi di ossigeno.

L’ossigeno è sempre alla ricerca di qualcuno che gli presti due elettroni e, dato che è unMolecola-H2O atomo piuttosto piccolo, ha un alto valore di elettronegatività. L’idrogeno ha un solo elettrone e quindi quando forma dei legami con altri atomi può mettere in gioco appunto un solo elettrone. I due atomi di idrogeno prestano il loro elettrone (in rosso nel disegno) all’ossigeno, in questo modo l’ossigeno può “far finta” di avere otto elettroni nei suoi orbitali esterni (s e p non distinti nel disegno).

Questi radicali “liberi” appunto cercano di tornare in equilibrio rubando elettroni alle altre cellule e possono danneggiarle in vari modi, come ad esempio iniziando un tumore.

Ecco che gli antiossidanti combattono il rischio con un meccanismo semplicissimo : cedono ai radicali liberi l’elettrone che a loro manca e quindi “disinnescano la miccia”.

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Come i Radicali Liberi Perossidi possono danneggiare le nostre cellule?

La nuova formula di Microhydrin ha dimostrato di fornire elettroni alla superficie nanocluster ™ che hanno il potere di prevenire la formazione dei radicali perossidi. Il test ORAC, misura nello specifico i radicali liberi perossidi. L’utilizzo di un test specifico per misurare questa tipologia di radicali liberi è molto importante, perché i perossidi sono gli ossidanti maggiormente presenti nei sistemi biologici e quindi potenzialmente più dannosi.

Come i Radicali Liberi Perossidi possono danneggiare le nostre cellule?

perossidoIl perossido è una tipologia di radicale libero che si forma all’interno della delicata membrana cellulare. Dal momento che i radicali liberi all’interno o all’esterno di una cellula, attaccano la struttura degli acidi grassi che costituiscono la membrana cellulare, questi creano i radicali liberi chiamati perossidi.

Dal momento che un radicale libero di perossido inizia il suo processo distruttivo nei confronti di una cellula, e nel nostro corpo non è disponibile un adeguato numero di antiossidanti per contrastarlo, si attiverà una catena di eventi che porterà alla distruzione della membrana cellulare. Se questa serie di aggressioni ai danni della membrana cellulare può essere prevenuta, allora la cellula rimarrà intatta. Se invece la cellula non sarà protetta da questo processo degenerativo allora morirà.

Anche se ci sono svariati tipi di radicali liberi e vari test per misurarli, attualmente il test dell’ORAC è diventato di primaria importanza ed è quello raccomandato da biologi ed esperti di antiossidanti.

La validità e la valutazione di questo test è stato supportato dal Dipartimento dell’Agricoltura americano che attualmente lo utilizza come verifica primaria per valutare il potenziale antiossidante di frutta e verdura.

Perché gli elettroni e ioni di idruro in Microhydrin® sono così importanti?

La nuova Microhydrin® fornisce elettroni a varie potenzialità.

Alcuni elettroni oltre ad essere importanti cofattori energetici sono anche abbastanza forti per prevenire i danni causati dai radicali liberi perossidici, come il superossido o l’idrossile.

Molti enzimi all’interno delle nostre cellule trasportano elettroni tramite atomi di idrogeno oppure li trasferiscono direttamente dagli elettroni dell’idrogeno. Questi enzimi sono chiamati deidrogenasi ovvero che tolgono idrogeno, e idrogenasi quelli che invece ne aggiungono.

Alcuni reazioni richiedono un protone di idrogeno con due elettroni ( H- ), altre un protone di idrogeno con un elettrone, e altre ancora fanno uso semplicemente di un singolo elettrone o di una coppia di elettroni. Quando necessario, gli enzimi dall’interno della cellula trasferiscono con molta cura gli ioni di idruro (elettroni da idrogeno) da una molecola all’altra.

Per alimentare le cellule, i mitocondri ovvero il magazzino energetico delle nostre cellule, richiedono H- ed elettroni trasportati dall’ NAD (H). Questo processo serve per attivare e aumentare la produzione dell’ATP. L’ATP è la molecola per la creazione dell’energia primaria del nostro organismo. Per la regolazione di tutte queste funzioni gli elettroni sono fondamentale importanza.

Come dimostrato dai valori molto bassi di ORP -780 mV (Potenziale di Ossido Riduzione), la nuova Microhydrin® ha evidenziano l’apporto di miliardi di elettroni disponibili per l’annientamento di numerose tipologie di radicali liberi.

Anni di ricerca in vari settori, tra cui la biologia, la tecnologia ambientale, chimica dell’acqua e la fisica, hanno dimostrato l’importanza universale ad avere una grande disponibilità di ioni negativi ed elettroni, tale da fornire energia simile a quella energia immagazzinata nelle batterie. Ora possiamo capire come le molecole del corpo e i composti cellulari possono beneficiare di questi elettroni di energia e come possano aiutare a ricostituire e riparare il corpo.

E’ ora riconosciuto che i danni dei radicali liberi sono una delle cause primarie dell’invecchiamento biologico. Alcuni danni tuttavia possono essere invertiti o riparati con l’uso di antiossidanti.

Gli antiossidanti hanno dimostrato di fornire:

  • Resistenza ai vasi sanguigni e la loro rispettiva protezione
  • Salvaguardia delle funzioni di apprendimento e la memoria
  • Protezione dell’apparato polmonare
  • Salvaguardia della flessibilità delle articolazioni e delle ossa
  • Protezione delle membrane cellulari
  • Protezione al DNA
  • Supporto al sistema cardiovascolare

Lascia un commento a questo articolo e ti ricontatterò al più presto.

Uno Studio Preliminare su Microhydrin Evidenzia le sue Caratteristiche Protettive Contro lo Stress Ossidativo

Su un gruppo di 7 persone è stato condotto uno studio pilota a doppio cieco incrociato con l’impiego di placebo.

Per due settimane, ogni giorno hanno ricevuto 4 capsule di un placebo e successivamente per altre due settimane sono state somministrate 4 capsule di Microhydrin.

Sono stati quindi misurati nell’urina e messi a confronto i rapporti alchenali / creatinina.

Durante il periodo in cui è assunta Microhydrin, la protezione verso i radicali liberi è stata osservata essere maggiore del 43% rispetto al gruppo placebo.

Grazie a questo studio, si è quindi osservato che Microhydrin offre una protezione anche contro questa forma di radicali.

Gli Alcheni sono i prodotti ossidativi dei perossidi lipidici, che si verificano a seguito degli attacchi dei radicali liberi alle membrane lipidiche cellulari e lipoproteine.

Gli Alcheni sono indicatori di danni al corpo, dovuti ai radicali liberi. Questi son associati ad un più alto rischio di malattie legate all’età.

(Unpublished data: Gary Osborn, R.Ph. and Heriberto Salinas, MD., Texas Insitute of functional medicines, 1999)

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Integratori antiossidanti naturali e farmaceutici: cosa sono ed a cosa servono?

Gli integratori di antiossidanti rappresentano una fonte aggiuntiva che può essere utile in caso di carenze o di aumentato fabbisogno di queste sostanze. Ma che differenze ci sono tra gli integratori naturali, e quelli farmaceutici? Scopriamo a cosa servono, ed analizziamone le caratteristiche tenendo presente che gli i vantaggi ed anche gli eventuali effetti collaterali.

Un integratore di antiossidanti è unaintegratori-antiossidanti sostanza che viene utilizzata per assumere, nel
corso della giornata, una quantità adeguata o maggiore di queste sostanze, importantissime per garantire sia la salute che la bellezza dell’intero organismo.

Esistono due grandi categorie di integratori di antiossidanti:

  • quelli naturali, ovvero alimenti che naturalmente contengono le sostanze antiossidanti,
  • quelli farmaceutici, che solitamente sono preparati erboristici o sintetici, che si utilizzano in caso di carenze alimentari o di situazioni in cui gli alimenti non bastano a coprire il fabbisogno di antiossidanti giornaliero. E come vedremo anche in questa macrocategoria è possibile identificare due sottocategorie, gli integratori alimentari naturali e quelli invece creati in laboratorio.

GLI INTEGRATORI FARMACEUTICI NATURALI E DI SINTESI

Per integratori farmaceutici si intendono tutti quei prodotti che vengono realizzati dall’industria farmaceutica e che, solitamente, si definiscono anche alimentari in quanto vengono assunti per via orale, come se fossero un alimento.

Come accennato sopra anche gli integratori farmaceutici possono essere di due diverse tipologie:

  • naturali, quando la loro produzione prevede l’impiego di materie prime naturali come le piante o gli alimenti, e da cui si estraggono i principi attivi che verranno poi inseriti negli integratori,
  • di sintesi, quando i principi attivi non sono estratti da sostanze naturali ma vengono sintetizzati chimicamente in laboratorio e pertanto risultano essere “sintetici”.

COSA DEVONO CONTENERE GLI INTEGRATORI ANTIOSSIDANTI?

Non tutti gli integratori sono meritevoli di interesse, poiché per avere un buon effetto un integratore deve avere determinate caratteristiche che ne accertino il contenuto di principi attivi e quindi la comprovata efficacia.

In particolare un integratore farmaceutico deve:

  • Contenere una concentrazione di antiossidanti tale da garantire a colui che li assume l’efficacia pubblicizzata. È sempre bene pertanto controllare le etichette e vedere quanta percentuale di sostanza antiossidante è contenuta.
  • Avere un buon rapporto qualità/prezzo ovvero il costo deve essere rapportato alla quantità di antiossidante contenuto e alle materie prime utilizzate.
  • Contenere antiossidanti che abbiano azione sinergica, cioè che agiscano insieme per favorire il benessere dell’organismo, e che siano complementari tra loro, cioè che l’uno non annulli o diminuisca l’azione dell’altro.
  • Essere prodotto con tecniche di estrazione del principio attivo che comportino la minor perdita possibile di sostanza antiossidante.
  • Avere alle spalle diversi trial clinici, cioè diversi test che ne comprovano l’efficacia sugli esseri umani.

 

Integratori contro i radicali liberi: “ingredienti” ed utilizzi.

Come abbiamo detto gli integratori farmaceutici di antiossidanti sono preparazioni, naturali o sintetiche, che contengono le sostanze di interesse estratte dalla pianta che li contiene o prodotte chimicamente in laboratorio.

Ne esistono di diverse tipologie e forme in commercio, ma le categorie principali sono integratori di vitamine e minerali, di acidi grassi essenziali, di flavonoidi e polifenoli e di altri antiossidanti.

Si acquistano presso farmacie ed erboristerie.

Vediamo nel dettaglio qual sono i più diffusi ed il loro impiego.

VITAMINE E MINERALI

Gli integratori di vitamine e minerali sono quasi tutti di sintesi, ovvero i componenti vengono prodotti chimicamente e non estratti da piante presenti in natura, sebbene in taluni casi siano anche di origine naturale. Tra quelli più presenti in commercio abbiamo:

  • Vitamina A: utile per il benessere degli occhi, per la pelle e per l’abbronzatura, è presente in commercio sottoforma di integratore singolo, cioè solo di vitamina A, o sottoforma di complessi multivitaminici. Nel primo caso è possibile trovare sia un integratore di vitamina A già pronta sia un integratore contenente carotenoidi cioè i precursori della vitamina A. si trova solitamente sottoforma di capsule morbide, ed i costi sono di circa 15 euro per 100 compresse.
  • Vitamina E: rappresenta uno dei più potenti antiossidanti anti – age, che contrasta i segni del tempo e dell’invecchiamento precoce. Si trova solitamente sottoforma di perle gelatinose contenenti solo vitamina E, o in complessi multivitaminici. I costi per le confezioni da 60 – 100 capsule variano da un minimo di 6 euro a un massimo di 22 euro.
  • Vitamina C: un integratore di acido ascorbico (altro nome della vitamina C) è molto utile per rafforzare il sistema immunitario e proteggersi da diverse malattie. Si trova in commercio sotto diverse forme, a lento rilascio o a rilascio rapido, in compresse, da ingoiare o masticabili o effervescenti, in polvere, in bustine effervescenti, con costi variabili tra 5 e 25 euro. Essendo una vitamina idrosolubile viene eliminata dall’organismo molto rapidamente e pertanto di solito gli integratori si assumono più volte al giorno per raggiungere il corretto fabbisogno.
  • Selenio: particolarmente utile in associazione alla vitamina E come antiossidante anti – age, il selenio si trova in commercio sottoforma di capsule, con prezzi variabili dai 6 ai 15 euro.
  • Zinco: utile per la cicatrizzazione dei tessuti, per la salute dei capelli e delle unghia, per il benessere del fegato e per rafforzare il sistema immunitario. Si trova in diverse forme come compresse, tavolette masticabili, con prezzi variabili tra 10 e 20 euro.

Acidi grassi essenziali.

Gli acidi grassi essenziali, così chiamati poichè il nostro organismo non è in grado di sintetizzarli e vanno assunti con la dieta, sono degli ottimi antiossidanti e proteggono da diverse patologie, in particolare da quelle cardiovascolari e neurodegenerative. In commercio troviamo integratori che contengono sia gli omega 3 che gli omega 6 poichè tali sostanze vanno assunte in un determinato rapporto omega 3/omega 6 che è compreso tra 1:2 e 1:6.

Possono essere di origine naturale, cioè estratti dalla fonte naturale di acidi grassi essenziali che sono il pesce o i semi oleosi, oppure di origine sintetica, ma in generale è bene scegliere un integratore che:

  • Rispetti il rapporto tra omega 3 e omega 6.
  • Contenga vitamina E che favorisce sia l’assorbimento degli acidi grassi essenziali sia la corretta conservazione del prodotto grazie alle sue caratteristiche antiossidanti.
  • Rispetti il tipo di acidi grassi essenziali contenuti e nel dettaglio riporti la dicitura “acido linoleico” per quanto riguarda gli omega 6 e di “DHA” ed “EPA” (le forme metabolicamente attive dell’acido alfa linolenico) per quanto riguarda gli omega 3.

In commercio esistono integratori solo di omega 3, solitamente derivati dall’olio di pesce, solo di omega 6, solitamente derivati dall’olio di borragine, oppure integratori che contengono sia omega 3 che omega 6. Sono presenti in commercio sottoforma di capsule molli o perle gelatinose, e si consiglia di assumerne circa 1 – 2 capsule o perle al giorno. I costi variano dai 10 ai 20 euro.

ALTRI ANTIOSSIDANTI

Oltre a vitamine, minerali ed acidi grassi essenziali vi sono altre sostanze antiossidanti molto importanti per il benessere dell’organismo e che si possono trovare sottoforma di integratori. Tra quelli più utili abbiamo:

  • Flavonoidi: rappresentano uno degli antiossidanti più importanti per il benessere dei vasi sanguigni e della circolazione in generale. Vengono venduti degli integratori che contengono un mix di flavonoidi tra cui antocianine, catechine, flavoni, ed altri. Solitamente sono integratori erboristici, i cui principi attivi vengono estratti da frutta e verdura, in particolare da bacche, the verde, barbabietole e uva. Si assumono sottoforma di compresse o tavolette, hanno costi variabili dai 10 ai 20 euro e si consiglia l’assunzione due volte al giorno.
  • Polifenoli: rappresentano un’ampia classe di antiossidanti che contiene fenoli semplici, bioflavonoidi e tannini e pertanto in commercio possono trovarsi diversi integratori contenenti diversi antiossidanti polifenolici. Si estraggono solitamente dalle piante, per esempio dalle olive, le bacche o il maqui, contenenti moltissimi polifenoli diversi. Si assumono sotto forma di capsule e hanno costi e posologie variabili in base alla tipologia di integratore scelto.
  • Coenzima Q10: è un antiossidante, solitamente prodotto dal nostro organismo, utile per il benessere della pelle poichè molto potente nel contrastare i radicali liberi. Gli integratori contengono coenzima Q10 di sintesi, sono in commercio sottoforma di capsule o perle gelatinose, e hanno un costo variabile tra 10 e 35 euro. La dose giornaliera è di circa 2 capsule al giorno per raggiungere una copertura di 200 mg giornalieri.
  • Complessi anti age: sono integratori contenenti un mix di antiossidanti anti invecchiamento che aiutano a prevenire l’invecchiamento precoce delle cellule e le sue manifestazioni sintomatiche. Solitamente sono degli integratori completi, essendo sia multivitaminici che ricchi di antiossidanti, e si trovano in commercio sottoforma di compresse o capsule i cui costi e posologie variano in base alla marca ed al contenuto dell’integratore.

A cosa servono? Quando sono utili questi integratori.

n alcuni casi assumere un integratore di antiossidanti potrebbe essere utile per il benessere dell’organismo. Per esempio gli integratori di antiossidanti sono utili in caso di:

  • Carenze: in caso di gravi carenze alimentari per denutrizione, malnutrizione o dieta povera di frutta e verdura, risultano molto utili gli integratori di antiossidanti completi, quelli cioè che contengono vitamine, minerali, flavonoidi, polifenoli. Sono anche utili gli integratori di acidi grassi essenziali per riuscire a coprire il fabbisogno giornaliero.
  • Gravidanza: in casi di aumentato fabbisogno, come per esempio in gravidanza, se non si riesce a raggiungere la quantità giornaliera consigliata con l’alimentazione, si può ricorrere ad un integratore di antiossidanti. Sarà il medico a decidere quali integratori assumere e in che quantità.
  • Menopausa: per prevenire l’invecchiamento cellulare e contrastare i sintomi della menopausa, è possibile in questo periodo ricorrere agli integratori di antiossidanti. Si consigliano in particolare i complessi multivitaminici contenenti anche minerali, gli integratori di acidi grassi essenziali, quelli contenenti flavonoidi per il benessere dei vasi sanguigni, quelli contenenti isoflavoni (in particolare derivati dalla soia) per contrastare i sintomi della menopausa e quelli contenenti coenzima Q10 per la pelle e l’invecchiamento in generale.
  • Sport: ai soggetti sportivi può essere utile un’integrazione con antiossidanti poichè lo sport se praticato in maniera agonistica o comunque giornaliera, tende ad aumentare la produzione di radicali liberi (ma anche a potenziare l’azione dei sistemi antiossidanti dell’organismo). In alcuni casi quindi assumere un integratore multivitaminico con minerali potrebbe aiutare lo sportivo nelle sue performance.
  • Capelli: in caso di capelli deboli, tendenti a sfibrarsi ed a rompersi un integratore di antiossidanti a base di minerali quali lo zinco, flavonoidi per favorire il microcircolo e vitamine, potrebbe essere utile per ripristinare l’equilibrio del cuoio capelluto e risolvere il problema.
  • Prevenzione: in alcuni casi un’integrazione con antiossidanti può essere utile per la prevenzione di alcune patologie. Ad esempio un integratore contenente beta carotene, vitamina A, vitamina E, vitamina C e luteina può essere utile per la salute degli occhi e della retina, mentre uno a base di omega 3 ed omega 6 potrebbe aiutare a prevenire patologie quali ictus, infarto e ad abbassare i livelli di colesterolo nel sangue.

Quando sono dannosi: i possibili effetti collaterali.

Se da un lato l’utilizzo degli integratori di antiossidanti viene visto come un qualcosa di estremamente benefico per l’organismo, alcune opinioni sono contro il loro utilizzo sconsiderato. In particolare gli esperti suggeriscono di porre l’attenzione sul fatto che tali sostanze possono essere inutili o perfino dannose per l’organismo. In particolare si è visto che:

  • Gli integratori a base di glutatione, un potente antiossidante prodotto dal nostro organismo, sono quasi inutili poichè il glutatione assunto per via orale sembra non apportare nessun beneficio a causa del suo scarso assorbimento.
  • Gli integratori a base di vitamine liposolubili (A ed E) possono provocare iperaccumulo della vitamina nel tessuto adiposo e portare a problemi quali tossicità (nel caso della vitamina A) ed aumento del rischio di cancro (nel caso della vitamina E).
  • L’utilizzo di integratori a base di zinco potrebbe causare l’insorgenza di infezioni del tratto urinario, brividi di freddo, febbre e dolore toracico.
  • L’eccesso di omega 6, in particolare se assunti insieme alla vitamina E, potrebbe causare un aumento del rischio di cancro a causa di un complesso che si forma e che provoca danni al DNA.

Stress ossidativo: cos’è? Sintomi, cause, rimedi e conseguenze per la salute.

Lo stress ossidativo è una condizione causata dall’eccessiva produzione di radicali liberi da parte dell’organismo, che non riesce più a smaltirli normalmente. Questa situazione ha gravi conseguenze per la salute, con sintomi come invecchiamento cutaneo, patologie cardiovascolari e neurodegenerative e, in generale, danni cellulari. Ma quali sono le cause dell’aumento incondizionato dei radicali liberi? E quali i rimedi? Approfondiamo il tema!

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Cos’è lo stress ossidativo?

Ormai se ne sente parlare molto spesso, ma cosa si intende con “stress ossidativo”? Per la precisione, si tratta del’alterazione dell’equilibrio tra la formazione e l’eliminazione delle specie ossidanti fisiologicamente prodotte nel nostro organismo. Queste ultime, meglio conosciute con il nome di radicali liberi, possono formarsi in misura maggiore a causa di stress, cattivo stile di vita, eccessiva esposizione ai raggi solari o dieta scorretta.

In tali circostanze, i sistemi di difesa antiossidanti dell’organismo non riescono a contrastare i radicali liberi che causano il tanto temuto stress ossidativo. In realtà, esso stesso in sé non apporta danni diretti, ma è causa di patologie secondarie, alcune delle quali anche molto gravi.

Per prima cosa, però, cerchiamo di capire nel prossimo paragrafo come si formano i radicali liberi! Tu lo sai?

COME SI FORMANO LE ROS

Per comprendere bene cosa sia lo stress ossidativo è necessario conoscere il meccanismo con cui vengono prodotti gli agenti ossidanti. I radicali liberi, più correttamente indicati con il termine “specie reattive dell’ossigeno” o ROS, si formano nell’organismo a partire da numerosi processi biochimici in cui sia presente l’ossigeno. In particolare:

  • I processi di riduzione dell’ossigeno in acqua che avvengono a livello delle membrane dei mitocondri producono il radicale anione superossido.
  • Se due molecole di anione superossido si combinano insieme, danno origine al perossido di idrogeno, un radicale molto attivo, capace di attraversare la membrana cellulare in maniera rapida.
  • Dalla reazione di ioni metallici e perossido di idrogeno si forma il radicale ossidrilico, uno dei ROS più reattivi.

I radicali liberi così prodotti sono specie instabili che necessitano del legame con le strutture cellulari per riuscire a stabilizzarsi. Infatti, quando uno di essi si lega ad una cellula (ad esempio al DNA, alle proteine o ai lipidi), si dice che la struttura cellulare viene ossidata; poi, l’ossidazione rende la cellula sensibile ai processi di invecchiamento precoce e alla degradazione. Normalmente, i radicali liberi vengono neutralizzati dai sistemi antiossidanti, quali gli importantissimi enzimi glutatione e superossido dismutasi, ma, in caso di eccessiva produzione degli agenti ossidanti, la cellula non riesce a neutralizzarli tutti e di conseguenza questi si accumulano, provocando la condizione di stress ossidativo.

Adesso ti è sicuramente più chiaro come avviene la formazione dei radicali liberi, vero? Allora possiamo procedere con il prossimo approfondimento, che si concentra sulle cause dello stress ossidativo! Sai che sono per lo più le nostre cattive abitudini a determinarlo?

Quali sono le cause dello stress ossidativo?

I motivi della comparsa di stress ossidativo sono correlati prevalentemente a comportamenti scorretti o a stili di vita che fanno aumentare la produzione dei radicali liberi nell’organismo. Volendo fare un elenco, tra i fattori che determinano questa situazione ci sono:

  • L’esposizione prolungata e senza filtro protettivo ai raggi solari: le radiazioni UV provocano sia danni diretti al DNA, sia aumentano i fenomeni di ossidazione nell’organismo, incrementando, quindi, la produzione di radicali liberi.
  • Il fumo di sigaretta: fumare è un’attività altamente ossidante e, pertanto, aumenta a dismisura la produzione di radicali liberi, con il conseguente stress ossidativo.
  • L’esposizione a radiazioni ionizzanti: esporsi, per esempio, ai raggi X utilizzati per alcune indagini diagnostiche come le radiografie o la tac, intensifica i fenomeni di ossidazione.
  • Una dieta povera di frutta e verdura: ingerire quantità insufficienti di frutta e verdura può essere molto dannoso, poiché in questi alimenti sono contenute tantissime sostanze antiossidanti che aiutano l’organismo a neutralizzare i radicali liberi in eccesso.
  • La predisposizione genetica: possono esserci anche cause genetiche alla base di una minore funzionalità dei sistemi antiossidanti endogeni (per esempio degli enzimi catalasi, superossido dismutasi e glutatione). In conseguenza di ciò, l’organismo sarà meno in grado di contrastare i radicali liberi, i quali produrranno stress ossidativo.
  • Le patologie metaboliche: diabete, sovrappeso e obesità (che insieme all’ipertensione costituiscono la sindrome metabolica) provocano stress ossidativo; in caso di diabete (compreso quello gestazionale), gli alti livelli di glicemia causano un aumento dei fenomeni ossidativi; l’obesità e il sovrappeso producono, invece, infiammazioni a livello degli adipociti (cioè delle cellule costituenti il tessuto adiposo), avendo come effetto un eccesso di radicali liberi.
  • L’abuso di alcol: le bevande alcoliche e soprattutto i superalcolici sono off-limits per chi vuole combattere i radicali liberi, poiché ingerire troppo alcol accelera in maniera impressionante i processi ossidativi dell’organismo.
  • Un eccesso di attività fisica (specialmente aerobica): l’avresti mai detto che eccedere con gli allenamenti non è affatto positivo per la salute? Invece è proprio così! Infatti, quando il muscolo è attivo durante lo sport, trasforma il 2-5% dell’ossigeno in radicali liberi. Pertanto, se pratichi attività sportiva in maniera eccessiva, sappi che a lungo andare potresti soffrire di stress ossidativo.
  • Un danno mitocondriale: se in qualche modo viene danneggiato il mitocondrio, dove si trovano alcuni sistemi enzimatici antiossidanti, può crearsi o aumentare lo stress ossidativo; le cause del danneggiamento possono essere varie, come l’esposizione a tossine, l’ipossia cellulare o anche lo stesso aumento dei radicali liberi.
  • L’esposizione a sostanze chimiche: chi è spesso a contatto con metalli pesanti, benzene, reagenti chimici e industriali, a causa della capacità di queste sostanze di aumentare i processi di ossidazione dell’organismo, può andare soggetto a stress ossidativo.

Insomma, è quasi sempre “colpa” di una nostra leggerezza o di un eccesso se siamo vittime dello stress ossidativo!

Ma quali sono le conseguenze di questa alterata condizione dell’organismo? Sebbene essa stessa non sia una vera e propria patologia riconosciuta, tuttavia può portare a numerosi disturbi, come vedremo nel paragrafo seguente.

Sintomi e conseguenze dell’eccesso di radicali liberi.

Quali conseguenze provoca lo stress ossidativo al nostro organismo? Rispondere non è tanto facile, dato che l’eccesso di radicali liberi può essere causa o concausa di diverse condizioni patologiche o degenerative dovute al danno cellulare. I suoi effetti principali sono:

  • Invecchiamento cutaneo: è uno dei principali sintomi di stress ossidativo e si manifesta con pelle secca, poco elastica e tendente a formare rughe specialmente sul viso.
  • Problemi ai capelli: un eccesso di radicali liberi danneggia la capigliatura, dal bulbo pilifero al capello vero e proprio, provocando caduta, fragilità e tendenza a spezzarsi, ma anche insorgenza di doppie punte e comparsa di capelli bianchi.
  • Infertilità: troppi radicali liberi possono essere dannosi per tutte le cellule dell’organismo, compresi ovuli e spermatozoi implicati nella fertilità. Pertanto, lo stress ossidativo può essere una causa di infertilità sia maschile che femminile.
  • Psoriasi: questa patologia infiammatoria della pelle è causata da uno squilibrio del sistema immunitario. Sebbene le cause effettive non siano ancora ben conosciute, si pensa che lo stress ossidativo sia una concausa di malattia poiché contribuisce all’aumento dei fenomeni infiammatori.
  • Fibromialgia: sebbene vi siano ancora ricerche in corso, pare che l’insorgenza di questa patologia, che provoca un dolore muscolare cronico associato a rigidità delle articolazioni, possa essere correlata alla presenza di stress ossidativo. Sembrerebbe, infatti, che rigidità articolare e dolori ai muscoli siano una risposta dell’organismo all’eccesso di radicali liberi presenti. Tale conclusione, però, non è stata ancora confermata.
  • Patologie cardiovascolari: i radicali liberi ossidano molte strutture cellulari, tra cui i lipidi, causando un fenomeno noto come perossidazione lipidica. Quando ciò avviene, possono insorgere placche aterosclerotiche, che sono spesso causa di problemi cardiovascolari come infarto, ipertensione o ictus.
  • Malattie neurodegenerative: la perossidazione lipidica sopra descritta, insieme agli altri danni cellulari a scapito di proteine e DNA, può indurre anche patologie neurodegenerative come il morbo di Parkinson e l’Alzheimer.
  • Steatosi epatica: sembra che lo stress ossidativo possa essere una concausa di questa patologia consistente nell’accumulo di grassi nel fegato. Probabilmente, ciò è dovuto ai processi di ossidazione lipidica causati dai radicali liberi.
  • Osteoporosi: una delle principali cause di osteoporosi (una patologia che causa demineralizzazione e fragilità delle ossa) è proprio lo stress ossidativo. La correlazione tra le due condizioni sarebbe da imputare ai danni cellulari causati dai radicali liberi.
  • Vitiligine: questa patologia provoca ipopigmentazione della cute, cioè comparsa di chiazze biancastre sulla pelle in alcune zone, per una ridotta concentrazione di melanina. Lo stress ossidativo sembrerebbe essere una delle principali concause di tale disturbo, in quanto nei soggetti affetti si avrebbe un deficit di enzima catalasi, che neutralizza il radicale perossido di idrogeno.
  • Tumori: lo stress ossidativo è una delle maggiori concause nell’insorgenza del cancro. Questa correlazione è dovuta ai danni che i radicali liberi causano a DNA e proteine, i quali si traducono nella mancata regolazione dei processi di crescita e morte cellulare.
  • Disturbi alla tiroide: anche il metabolismo tiroideo può essere influenzato dallo stress ossidativo, infatti, i danni causati alle cellule possono provocare sia l’infiammazione del tessuto tiroideo, sia problemi nella sintesi degli ormoni tiroidei.

Come vedi, sono veramente tanti i problemi causati dallo stress ossidativo, per cui diventa fondamentale diagnosticare l’esistenza di questa condizione. Per scoprire come si fa non puoi proprio perderti il prossimo approfondimento!

Con quali esami si diagnostica lo stress ossidativo?Abbiamo visto che dei valori elevati di stress ossidativo provocano l’insorgenza di numerose patologie ed è, quindi, molto importante effettuarne una corretta diagnosi per poter intervenire il più tempestivamente possibile. Ad oggi, tale valutazione può essere eseguita mediante i seguenti esami:

  • Test FORT (Free Oxygen Radicals Test): è un test colorimetrico (basato su un cambiamento di colore) che misura la capacità di alcuni metalli (in particolare di quelli definiti di transizione) di scindere i radicali liberi presenti nel campione da analizzare. Si pone, quindi, il campione di plasma del paziente a contatto con i reagenti metallici e, mediante reazione colorimetrica, si determina la quantità di radicali liberi presenti.
  • Test d-ROMs (Reactive Oxygen Metabolites): è un test che misura la capacità ossidante del campione di plasma del paziente, mettendolo a contatto con una sostanza cromogena, cioè che cambia colore in base alla quantità di radicali liberi presenti. Viene eseguito in associazione con il BAP test (Biological Antioxidant Potential), un esame che rivela la quantità di antiossidanti presenti nell’organismo, mediante uno strumento chiamato FRAS (Free Radical Analytical System).

Dai test sopra elencati possiamo, dunque, conoscere lo stato di stress ossidativo del nostro organismo, in termini di valori numerici dei radicali liberi, che nel test d-ROMs si misurano in unità Carratelli (abbreviato CARR) e si associano alla concentrazione in micromoli (microM) di antiossidanti presenti.

Il bilancio ossidativo ottimale secondo il test d-ROMs si ottiene quando i radicali liberi hanno un valore compreso tra 250 e 300 CARR, mentre gli antiossidanti sono presenti in concentrazione superiore a 2200 microM.

Alla luce di questo, abbiamo:

  • Iporeattività assoluta e relativa (valori più bassi del normale), quando i radicali liberi hanno un valore inferiore ai 250 CARR e gli antiossidanti sono presenti rispettivamente in concentrazione inferiore o superiore a 2200 microM.
  • Stress ossidativo relativo quando i valori di radicali liberi sono di 250-300 CARR e valori di antiossidanti inferiori a 2200 microM.
  • Stress ossidativo potenziale quando i valori di radicali liberi sono superiori a 300 CARR e quelli di antiossidanti superiori a 2200 microM.
  • Stress ossidativo assoluto quando i valori di radicali liberi sono superiori a 300 CARR e quelli di antiossidanti inferiori a 2200 microM.

Invece, per quanto riguarda il test FORT i valori sono diversi e vengono espressi in unità FORT. In base ai risultati dell’esame avremo:

  • Valori considerati normali quando le unità FORT sono inferiori a 300-310.
  • Valori al limite (borderline) quando le unità FORT sono comprese tra 300 e 330.
  • Condizione di stress ossidativo quando le unità FORT sono superiori a 330.

Una volta conosciuto lo stato di stress ossidativo attraverso queste analisi, si può intervenire mediante l’assunzione di antiossidanti, ricordando sempre che la prevenzione è la migliore strategia anche in questo caso.

Adesso vuoi sapere in che modo puoi contrastare l’eccesso di radicali liberi?

I principali rimedi per combattere i radicali liberi.

Lo stress ossidativo non va assolutamente trascurato, ma per fortuna si può combattere mediante l’assunzione di sostanze antiossidanti molto benefiche per l’organismo. In particolare, ti consigliamo i seguenti rimedi, alcuni dei quali naturali:

  • Dieta a base di frutta e verdura, soprattutto pomodori (contenenti licopene), agrumi e kiwi (contenenti vitamina C), semi oleosi (contenenti vitamina E), frutti rossi (contenenti antociani, polifenoli e flavonoidi), frutta e verdura di colore arancione come albicocche e carote (contenenti carotenoidi).
  • Integratori fitoterapici di antiossidanti (estratti da diverse piante), tra i quali si consiglia di assumere complessi contenenti flavonoidi, polifenoli, antociani e carotenoidi.
  • Integratori di vitamine e minerali, in particolare complessi multivitaminici contenenti vitamina A, C ed E, e di minerali quali zinco, magnesio e selenio.
  • Integratori  di acidi grassi essenziali appartenenti alla famiglia degli omega-3 e omega-6 (che però si possono assumere in buone quantità anche con il pesce azzurro).
  • Integratori di glutatione e coenzima Q10, antiossidanti naturalmente prodotti dall’organismo umano, che possono essere assunti anche per via esogena.
  • Assunzione delle OPC, cioè le proantocianidine oligomeriche, estratte dalla corteccia del Pino Marittimo e della Vitis Vinifera (la vite da uva). La corteccia del pino marittimo, infatti, contiene tra i suoi principi attivi il picnogenolo, che protegge sia le cellule della pelle che quelle del cuore e dei vasi sanguigni. La vite, invece, è ricca di resveratrolo, principio attivo dalle proprietà antinfiammatorie e antinvecchiamento.
  • Specifici rimedi omeopatici (combinati alle cure tradizionali), che l’esperto di omeopatia può stabilire di volta in volta solo dopo aver esaminato tutti i sintomi del paziente.

In ogni caso, prima di iniziare ad assumere qualsiasi integratore, ti raccomandiamo di chiedere sempre il parere del tuo medico curante, affinché con la sua professionalità possa indirizzarti verso la terapia più adatta a te.

In verità, al di là di tutte le possibili cure, il principio “prevenire è meglio che curare” vale anche per quanto riguarda la lotta ai radicali liberi. Ma come si può fare?

L’arma più efficace contro lo stress ossidativo? La prevenzione.

Il modo migliore per non soffrire di stress ossidativo, quando si riesce a intervenire in tempo, è sicuramente la prevenzione, che permette di creare e mantenere una forte barriera antiossidante. In particolare, per evitare l’attacco degli agenti ossidanti, ti consigliamo di:

  • Svolgere uno stile di vita attivo, rinunciando alla sedentarietà che favorisce l’aumento di peso.
  • Praticare uno sport ma senza esagerare, bastano 2-3 volte a settimana di allenamento oppure 30-40 minuti al giorno di passeggiata a passo sostenuto.
  • Seguire una dieta sana e varia, in cui non devono mancare frutti rossi, pomodori, carote, agrumi, kiwi, e spinaci; a ciò vanno aggiunti anche il pesce azzurro, ricchissimo di acidi grassi insaturi, e i semi oleosi, così come, in generale, tutti gli alimenti contenenti sostanze antiossidanti (vitamina A, C ed E, polifenoli, antociani, flavonoidi, resveratrolo, carotenoidi e licopene).
  • Evitare l’abuso di alcol e il fumo di sigaretta, poiché entrambe le cose favoriscono l’aumento di radicali liberi.
  • Non esporti al sole nelle ore più calde della giornata e non dimenticare mai di utilizzare creme con filtri solari protettivi, per non danneggiare la struttura cellulare della pelle.
  • Non abusare di indagini diagnostiche non necessarie, quali radiografie e tac, che, come abbiamo già detto, possono accelerare i processi di ossidazione.
  • Tenere sotto controllo la glicemia (una delle maggiori cause di stress ossidativo), sia assumendo pochi zuccheri attraverso dolci, bevande zuccherate, caramelle e così via, sia introducendo nella propria dieta cereali integrali e alimenti a basso indice glicemico.