Effetti Clinici dell’Introduzione nella Dieta dell’ Antiossidante Minerale Silicato, Microhydrin®, Sulla Risposta Cardiovascolare Durante l’Esercizio Fisico

Journal of Medicinal Food  –  Volume 4, Number 3, 2001 –  Marie Ann Liebert, Inc.

Kimberly L. Purly Lloyd, M.S.,1 Wendy Wasmund, B.S.,2 Leonard Smith,  M.D.,1 e Peter B. Raven, Ph.D2.

ANALISI

I minerali silicati amorfi, spesso descritti come polvere farinosa di roccia, erano una volta molto comuni nelle acque sorgive e nei flussi d’acqua di origine glaciale. Le particelle minerali della silice non solo legano chimicamente acqua ed altri elementi per trasportarli; ma possono legare anche idrogeno ridotto, che rilascia elettroni, svolgendo attività antiossidante o riducente sui fluidi circostanti. Lo scopo di questo studio è stato quello di esaminare la risposta del sistema cardiovascolare durante l’esercizio fisico dopo l’introduzione nella dieta dell’ integratore minerale silicato antiossidante, la microidrina (RBC Life Sciences, Inc., Irving, TX). E’ stato svolto un trial clinico che ha coinvolto anche un esperimento incrociato, a doppio cieco con controllo placebo. I soggetti hanno ricevuto l’agente attivo oppure placebo, 4 pastiglie al giorno, per sette giorni, prima della prova. L’esperimento ha coinvolto sei ciclisti allenati che hanno svolto un esercizio ciclistico equivalente a 40 Km. Sono stati valutati i parametri di percezione dello sforzo e misure di consumo dell’ossigeno, battito cardiaco, prestazioni durante lo sforzo, e concentrazione del lattato nel sangue sia prima sia dopo l’esercizio. Nonostante non ci fossero differenze (P ≥0.05) riguardo a prestazioni, battito cardiaco, consumo d’ossigeno e tasso di percezione dello sforzo durante l’esercizio, i valori di concentrazione di lattato (acido lattico) dopo lo sforzo erano significativamente più basse (P ≤ 0.05) nei casi in cui era stato usato l’integratore, in confronto all’assunzione di placebo. Questi dati suggeriscono un effetto benefico della Microhydrin sul metabolismo del lattato.

INTRODUZIONE

I flussi d’acqua glaciale di tutto il mondo sono ricchi di minerali silicati amorfi, molti dei quali hanno le dimensioni in scala nanoparticellare (‹ 1 μ).1,2 E’ stato riportato da McCarrison3 dopo la sua visita presso Hunza ,Pakistan Ovest,che gli abitanti locali avevano una salute eccellente in modo fuori dal comune ed una longevità eccezionale. Nonostante alcuni abbiano polemizzato sui metodi e l’accuratezza dei dati sulla longevità nell’area Hunza, altri sono propensi a supportare la notizia che gli individui locali abbiano una salute eccezionale ed abbiano una indubbia longevità.1,2,4-8 Un Team di cardiologi ha osservato e riportato che lo stato di salute cardiaca dei centenari di quest’ area è eccezionalmente buona e che questo possa essere un effetto di rallentamento dell’invecchiamento.5 Il buono stato di salute e di longevità è stato attribuito in gran parte all’uso di acqua glaciale per l’irrigazione delle coltivazioni e per il consumo di acqua potabile.6

Analisi geochimiche hanno dimostrato che i minerali silicati colloidali mostrano una varietà di caratteristiche, inclusa la formazione di acqua strutturata attorno all’interfaccia, la quale fornisce una superficie idratata che assorbe elementi o composti come potassio, ferro, magnesio, litio, calcio e idrogeno2,9 (Fig. 1). E’ stato sintetizzato un analogo strutturale di uno specifico silicato per l’integratore dietologico, simile a quelli trovati nelle acque glaciali e che mantiene le proprietà geofisiche inerenti a tali minerali. Le particelle  silicate che spaziano tra i 50 ed i 100 Å di diametro possono essere sintetizzate e vengono chiamate clusters o Microclusters® (un procedimento privato è stato sviluppato da : Flanagan Technologies, Inc., Cottonwoods, AZ). I microcluster, all’interfaccia, possono essere saturati con idrogeno ridotto o con ioni idruro (H). Ciascuna di queste particelle quindi agisce come riducente o antiossidante quando è in soluzione (potenziale standard di ossidoriduzione: -550 mV). L’acqua strutturata all’interfaccia stabilizza il trasferimento elettronico2 (Fig 1). Specifiche interazioni con i silicati potrebbero verosimilmente avere un ruolo sostanziale nella biodisponibilità alimentare tramite l’aumento delle proprietà di solvatazione, trasporto di ioni ed acqua e la capacità di protezione antiossidante da agenti come i radicali liberi. 2,10,11

Il microcluster silicato idrato, Microhydrin (procedimento privato, Flanagan Technologies, Inc., Cottonwoods, AZ), fornisce anche potenziale antiossidante in analisi standard su antiossidanti. image002

Interfaccia Acqua-Silicato

Fig 1: Diagramma che mostra l’interfaccia acqua-silicato (legami silanici SiOH) e la disposizione dell’acqua strutturata in modo concentrico sulla superficie (tre strati d’acqua denominati omega, beta e delta), con assorbimento di altri elementi all’interno degli strati.

Risultati preliminari indicano che le proprietà del silicato antiossidante nella dieta possono ridurre nicotinammide adenina di nucleotide (NADH), citocromo C, epinefrina ed il radicale libero super ossido in test in vitro standard (Joe McLord, comunicazione personale). Lo scopo di questo studio è stato quello di testare gli effetti cardiovascolari dell’antiossidante durante l’esercizio fisico in confronto all’effetto placebo. E’ stato svolto un esercizio ciclistico di 40 Km per determinare gli effetti dell’integratore sulla produzione dell’energia durante lo sforzo.

MATERIALI E METODI

Le procedure di Trial clinico sono state effettuate in accordo con gli standard etici del Comitato sulla Sperimentazione Umana e la Dichiarazione di Helsinki. Le procedure sperimentali e le forme di consenso, firmate dai volontari prima della partecipazione, sono state approvate dal Consiglio di Revisione Istituzionale dell’Università del Centro di Scienze Sanitarie del Texas Nord. Ogni pastiglia conteneva 250 mg di minerale silicato colloidale, Microhydrin assieme a polvere di riso (350 mg), come composto eccipiente ed è fornito da: RBC Life Sciences, Inc., Irving, Texas. L’integratore minerale silicato consiste in un derivato della silice commestibile con proprietà colloidali, contenente carbonato di potassio e solfato di magnesio formulato in particelle nano colloidali sferiche silicate. I placebo, assunti durante il periodo di controllo, contenevano circa 570 mg di polvere di crusca di riso.

Sei soggetti maschi sono stati incrociati per dare a ciascuno, come integrazione nella dieta integratore oppure placebo per 7 giorni prima di competere in un trial ciclistico cronometrato di 40 Km. I soggetti hanno ricevuto un appropriato numero di pastiglie per tre volte al giorno ( 1 pastiglia al mattino, 2 a pranzo ed 1 alla sera ), per 1 settimana prima del giorno del test e nel giorno stesso del test di prova. Un campione di popolazione di sei  ciclisti maschi che erano sani, esenti da farmaci e/o droghe e non fumatori tra i 20-29 anni di età hanno effettuato un test ciclistico cronometrato (Time Trial). I soggetti avevano un elevato grado di preparazione atletica, intesa come consumo massimo di ossigeno (VO2 max), sotto sforzo ciclistico, maggiore di 60 ml/Kg/ min. Ogni soggetto ha completato un questionario su eventuali interventi medici precedenti ed attività fisica e si è sottoposto ad elettrocardiogramma (ECG) a riposo, svolto in collaborazione con fisiologi professionisti.

Ogni soggetto è stato in laboratorio tre volte -una per lo screening iniziale, una dopo l’assunzione di placebo ed una dopo assunzione di Microhydrin. Lo screening iniziale ha compreso un ECG a 12 guide, una misura della pressione sanguigna durante il riposo, un questionario di storia medica ed un test sotto sforzo graduale con una cyclette stazionaria (ID 5500; Scifit Lahaina, Maui, HI), per la valutazione di VO2 max. Ai soggetti è stato richiesto di scrivere un memoriale sul loro consumo di cibo, integratori e bevande durante la settimana precedente al test per consentire lo svolgimento delle linee dietetiche previste. Ai soggetti è stato richiesto di astenersi da integratori alimentari durante le settimane del test. Il pasto assunto prima del test è stato uguale per tutti onde evitare qualsiasi differenza nella dieta. I soggetti si sono astenuti da esercizio, caffeina ed alcool per 24 ore prima del test.

Ogni soggetto ha svolto due turni di esercizio fisico in ordine casuale, con 1 settimana di intervallo tra le prove per riposo. Nel giorno della prova (Trial Ciclistico) ogni soggetto ha ingerito le due pastiglie con un bicchiere d’acqua, 30 minuti prima di iniziare l’esercizio.Campioni di lattato ematico a riposo sono stati raccolti 5 minuti prima della corsa (lattato ematico pre-esercizio) e 5 minuti dopo l’esercizio, a riposo in posizione seduta (lattato post-esercizio). Durante la prova di 40 Km, il tasso di percezione dello sforzo (RPE), e misure del battito cardiaco, VO2, e rendimento sono state misurate ogni 10 minuti. Ogni soggetto ha corso su una cyclette stazionaria ergometrica a velocità costante (90-100 rpm) per 40 Km (24.8 miglia).

I soggetti hanno potuto rendere la massima prestazione che potessero raggiungere durante il test. Il battito cardiaco è stato monitorato di continuo da un ECG a tre guide (Hewlett Packard model #78354A; Agilent Technologies, Palo Alto, CA).

L’analisi respiratoria è stata eseguita passo-passo facendo espirare i soggetti in un boccaglio collegato ad una turbina a trasduzione volumetrica (Alpha Technologies, Laguan Hills, CA; VMM). L’ O2 respirato e le frazioni di CO2 sono state misurate da un campionatore del boccaglio connesso tramite un tubicino capillare di campionamento ad uno spettrometro di massa calibrato (Perkin-Elmer, Pomona, CA; MGA 1100). Il segnale analogico di entrambi gli spettrometri di massa ed il misuratore volumetrico sono stati trattati con una conversione dati analogico-digitale tramite computer da laboratorio. La respirazione passo-passo è stata registrata online utilizzando un software ottimizzato, specifico per il VO2. I valori di RPE sono stati raccolti ogni 5 minuti durante l’esercizio in condizioni stazionarie in accordo con il metodo di Dunbar.12

Cinque minuti dopo il completamento del test, un campione di lattato ematico post-esercizio, è stato raccolto tramite una puntura capillare. Il lattato nel sangue (15-50 μl) è stato misurato tramite il dispositivo per il monitoraggio del lattato Accusport (Indianapolis, IN), in accordo con le procedure standard.13,14

ANALISI DEI DATI

Tutte le variabili sono state valutate statisticamente tramite analisi della varianza (ANOVA) con misure effettuate in doppio con due fattori di ripetizione per comparsa nelle condizioni di integratore attivo e di placebo. Le differenze individuali sono state valutate tramite una media a due campioni accoppiati, il test del t di Student. Le variazioni nei parametri del test (VO2, RPE, battito cardiaco e rendimento) sono state anch’esse valutate tramite ANOVA con misure ripetute. Lo studio ha avuto un design incrociato per ogni soggetto necessario per il proprio controllo in misure ripetute tramite ANOVA. La tempistica di completamento dell’esercizio e le misurazioni delle concentrazioni di lattato hanno avuto solo un valore unico pre-esercizio ed uno post-esercizio.

RISULTATI

La figura 2 schematizza le velocità medie del battito cardiaco nei sei soggetti, le cui misure sono state mediate in battiti al minuto (bpm) in risposta all’esercizio sia con assunzione di placebo che nel caso di integratore attivo; le misure sono state raccolte durante lo sforzo ad intervalli di 10 minuti. Non sono state osservate differenze significative tra l’integratore attivo ed il placebo.

image003 Valori medi del battito cardiaco

Fig 2:  Tasso di battito cardiaco medio relativo ai sei soggetti, misurato in battiti al minuto ogni 10 minuti, durante un esercizio ciclistico di 40 Km in condizioni di placebo e di integrazione attiva.

La Figura 3 schematizza il VO2 medio dei sei soggetti in risposta all’esercizio con il placebo e l’integratore attivo, con misure effettuate ogni 10 minuti durante il trial ciclistico.

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Fig 3:  Valori medi di VO2 dei sei soggetti, misure effettuate ogni 10 minuti durante un esercizio ciclistico di 40 Km in condizioni di placebo e di integrazione attiva.

Non sono state rilevate differenze significative tra i soggetti assumenti l’integratori e quelli addizionati con il placebo. La Figura 4 riassume il rendimento medio (Watts) dei sei soggetti in risposta all’esercizio in condizioni di trattamento con integratore attivo e placebo, misure raccolte ad intervalli di 10 minuti.

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Fig 4:  Resa agonistica media (Watts) relativa ai sei soggetti, misure effettuate ogni 10 minuti durante un esercizio ciclistico di 40 Km in condizioni di placebo e di integrazione attiva.

Non sono state rilevate differenze significative in caso di integratore attivo e placebo. La figura 5 schematizza i valori medi di RPE relativi ai sei soggetti durante l’esercizio fisico, valori raccolti ogni 10 minuti. Non sono state rilevate differenze significative in caso di integratore attivo e placebo.

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Fig 5:  Percezione dello sforzo medio (RPE) ) relativo ai sei soggetti, misure effettuate ogni 10 minuti durante un esercizio ciclistico di 40 Km in condizioni di placebo e di integrazione attiva.

La Figura 6 riassume i valori medi di lattato nel sague, sia pre-esercizio che post-esercizio, nei sei ciclisti. Nella misura precedente alla prova fisica non sono state riscontrate differenze.

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Fig 6:  Valori medi di concentrazione di lattato nel sangue, relativi ai sei soggetti, sia pre-esercizio che post-esercizio, in condizioni di assunzione di placebo e di integratore attivo.

L’esercizio ha rivelato un notevole incremento nel sangue della concentrazione di lattato in entrambi i casi -integratore attivo e placebo- (P= 0,01 e P=0,03 rispettivamente). Nonostante questo, il lattato ematico post-esercizio era significativamente differente (P= 0,03) confrontando i gruppi “placebo” e “integratore attivo”.

Il gruppo con l’integratore attivo ha mostrato una concentrazione globale di lattato post-esercizio ematica (2,57 mmol/L, comparato con 3,37 mmol/L per i placebo).

La figura 7 confronta le variazioni  dei livelli di lattato dei placebo dopo l’esercizio in confronto a quelli nel caso di integratore attivo.  Le differenze tra i due gruppi erano statisticamente significative a P= 0,03. L’accumulo di lattato dei ciclisti che avevano consumato l’integratore attivo era significativamente minore di quello riscontrato in chi aveva assunto un placebo.

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Fig 7:  Variazioni medie di concentrazione di lattato nel sangue, relativi ai sei soggetti, sia pre-esercizio che post-esercizio, in condizioni di assunzione di placebo e di integratore attivo, le quali mostrano differenze statisticamente significative (P= 0,03) tra i due gruppi.

DISCUSSIONE

Nonostante gli studi standard avessero rivelato che l’integratore dietetico Microhydrin avesse proprietà antiossidanti, è stato interessante stimare dove la microidrina potesse fornire un beneficio nello svolgimento di attività fisica. I parametri standard di un esercizio prolungato sono stati valutati  per osservare qualsiasi possibile modifica o beneficio da una integrazione nella dieta durante lo svolgimento dell’esercizio stesso. La maggior parte dei test su esercizi prolungati per valutare gli effetti di antiossidanti tendono a misurare i prodotti di perossidazione lipidica e il miglioramento della resa agonistica, ma non necessariamente il livello di lattato nel sangue. Uno studio ha valutato gli effetti della somministrazione per 5 mesi di α-tocoferolo sul rendimento fisico durante l’esercizio di allenamento aerobico su 30 ciclisti. L’integrazione di Vitamina E non ha provocato significative variazioni sulla concentrazione di lattato nè di rendimento agonistico in confronto al placebo.15

Nonostante la letteratura sia divisa sull’interpretazione dei dati di sforzi prolungati, la capacità di resistenza è stata generalmente espressa come VO2 MAX.16,17.

Ad ogni modo è stato riscontrato di recente che il VO2 non è il miglior strumento di predizione per la capacità di resistenza sotto sforzo. La scala del tasso di percezione dello sforzo (RPE, da 6 a 20) è stato descritto inizialmente da G.V.Borg nel 1970, successivamente numerosi studi hanno dimostrato che questa scala era un buon indicatore dello stress fisico e della capacità di compiere lavoro fisico. Nonostante ciò permane una elevata variabilità nei valori di RPE in soggetti che svolgano le stesse costanti relative di rendimento (percentuale di consumo massimale di ossigeno).23

Nel determinare la soglia anaerobica, alcuni confidano maggiormente su analisi del battito cardiaco ed altri su sui livelli di lattato o su analisi respiratorie. Anche se i parametri cardiovascolari sono stati monitorati durante l’esercizio fisico, non si sono riscontrate variazioni significative durante la prova ciclistica in VO2 max, RPE, rendimento, battito cardiaco.

I livelli di lattato ematico-venoso capillare post-esercizio erano significativamente più bassi (P= 0,03) durante l’assunzione di integratore in confronto al consumo di placebo.

L’analisi dello status del lattato sanguigno capillare si sta diffondendo progressivamente su corridori ben allenati, in modo da monitorare l’intensità dell’esercizio prolungato.24

Spesso i trial atletici monitorizzano il lattato per confrontare individui molto o poco allenati a sforzi prolungati per individuarne la soglia di resistenza. L’allenamento di resistenza prima dei test sotto sforzo fisico hanno mostrato in alcuni casi un significativo decremento post-esercizio dei livelli di lattato ematico.21

Spengler e Co.21 hanno ipotizzato che la riduzione ematica della concentrazione di lattato possa essere dovuta ad un migliore assorbimento di lattato o da un incremento della capacità di metabolizzare esso stesso, ritenendo quindi che l’ allenamento aerobico del muscolo possa avere un effetto sull’utilizzo del lattato.

Nel presente studio, gli atleti sono stati comparati in modo simile ed erano ben allenati, ma non hanno partecipato ad ulteriori allenamenti sulla respirazione o la resistenza prima del test. La VO2 respiratoria non ha mostrato variazioni significative prima o dopo l’esercizio, in relazione all’uso di Microhydrin o placebo. Un incremento di produzione energetica aerobica rispetto al processo anaerobico potrebbe essere associato ad un incremento del VO2.21

Lo schema sperimentale a doppio cieco ha indicato che l’integratore alimentare svolgeva un certo effetto sui livelli di lattato post-esercizio. Abbiamo ipotizzato che livelli più bassi di lattato possano riflettere un effetto metabolico dovuto a un apporto di antiossidante nella dieta, ripristinando le funzioni energetiche durante l’esercizio. In ogni caso, diversi processi metabolici potrebbero essere alla base della produzione di lattato e della sua rimozione dal sangue, nell’ambito di molti protocolli di esercizio fisico.22

L’osservazione di differenze significative nei livelli di lattato post-esercizio potrebbe indicare 1) che è aumentata la rimozione di lattato 2) che la produzione di lattato è diminuita. Sono necessari ulteriori studi biochimici per discernere quale dei processi correlati al metabolismo del lattato possa essere coinvolto durante l’assunzione dell’integratore.

In definitiva, Microhydrin potrebbe agire positivamente sul metabolismo del lattato durante lo sforzo fisico e potrebbe preservare in parte il consumo di glicogeno, apportando quindi un beneficio al rendimento ed alla resistenza sotto sforzo.

RINGRAZIAMENTI

Desideriamo ringraziare Patrick Flanagan, l’ideatore dei Flanagan Microclusters® e della Microhydrin, per la sua assistenza e contributo alla sperimentazione sulla Microidrina. Gli autori ringraziano i ciclisti per la loro partecipazione allo studio. Questo progetto è stato permesso da: RBC Life Sciences, Inc., Irving, Texas. Desideriamo ringraziare Joe McCord dell’Istituto di Ricerca sugli Antiossidanti, università del Colorado, Centro di Ricerca di Scienze della Salute, Denver, Colorado, per i suoi studi sugli antiossidanti.

 

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2301 Crown Court

Irving, TX 75038

Traduzione a cura di Steve Zanardi. Vietata la copia o qualsiasi forma di riproduzione non autorizzata. Proprietà di http://www.coraldigitalnetwork.com

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Abstracts di Studi Preliminari su Microhydrin® – Un Nanocolloide Funzionale Silicato

Clinton H. Howard and Kimberly Lloyd
Revisione di Gennaio, 2000

RBC Life Sciences sta conducendo una serie crescente di studi clinici e di laboratorio volti a valutare le caratteristiche nutrizionali ed i benefici della Microhydrin (250 mg per pastiglia), come minerale antiossidante. Gli articoli seguenti sono brevi riassunti dei risultati ottenuti da studi conclusi in gennaio 2000.

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La Microhydrin® ha Effettivamente Abbassato i Livelli di Acido Lattico presenti  nel Sangue Durante Esercizi Intensivi

 

Il Dipartimento di Fisiologia dello Sport dell’Università del Centro di Scienze della Salute, nel Nord del Texas a Fort Worth (Texas), ha condotto uno studio incrociato a doppio cieco con controllo placebo su 6 ciclisti maschi riguardo alla presenza di acido lattico (lattato) nel sangue durante 40K (24.8 mi), cronometrati nella corsa in bici a velocità massima. I soggetti hanno ricevuto 4 pastiglie di Microhydrin o di placebo giornaliere, assumendone una al mattino, due al pomeriggio ed una la sera, nella settimana prima del test ed anche nella stessa settimana del test. I soggetti si sono astenuti da ogni altro tipo di integratore non prescritto dal test durante il periodo dell’ esperimento; inoltre, ogni soggetto ha ricevuto 2 pastiglie con acqua 30 minuti prima di ogni prima dell’inizio di ogni prova fisica. I livelli di lattato nel sangue sono stati misurati prima e 5 minuti dopo ogni sessione di esercizio. La Microhydrin ha significativamente diminuito i livelli di acido lattico (lattato) se comparati con i placebo durante sforzo intensivo (p=0,03). (Pubblicazione tratta da: “ Journal of Medical Foods”, 1999 Vol 3 No.4 p151-159 Peter Raven Ph.D. 1999 & Wendy Wasmund, B.S. University of North Texas Health Science Center at Fort Worth, 1999.)

L’acido lattico si accumula durante esercizio intensivo o prolungato. E’ un problema comune tra atleti, persone che lavorano in ambienti esterni, praticano sports oppure fanno esercizio fisico per tempi prolungati.

I livelli decrementati di acido lattico (lattato) immediatamente dopo un esercizio intensivo sono un ulteriore indicatore dell’ abilità della Microhydrin ad aiutare a fornire una fonte energetica diretta (la produzione di ATP) necessaria alle funzioni cellulari. Una funzione energetica ergogenica si attua quando una sostanza aumenta l’energia biochimica senza l’introduzione di ulteriori carboidrati o calorie nella dieta.

La Microhydrin nell’idratazione intra ed extracellulare

E’ stato condotto uno studio preliminare a doppio cieco con controllo di tipo placebo utilizzando l’analizzatore a impedenza bioelettrico RJL che misura l’idratazione del corpo basandosi sullo status nutrizionale del paziente, metodo sviluppato da R.J.Liedtke. Sette soggetti hanno ricevuto 4 pastiglie giornaliere di placebo (polvere di crusca di riso). I valori medi hanno dimostrato un incremento dell’idratazione sia intracellulare che extracellulare dovuta al consumo di Microhydrin se comparati con quelli del gruppo placebo.

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Quando è stata consumata Microhydrin , il valore di idratazione totale corporea (acqua intra ed extra cellulare) è stata incrementata di 2.7%. Le variazioni osservate in TBW quando i soggetti hanno assunto Microhydrin ,  confrontati con i placebo, hanno mostrato sigificatività statistica  (p < 0.05) utilizzando il test del t di Student per piccoli campioni statistici.L’acqua intracellulare, l’indicatore più sensibile dello stato nutrizionale e metabolico, è aumentato del 2,7%. La massa cellulare corporea (volume intracellulare), un altro indicatore dell’acqua all’interno delle cellule, ha mostrato anch’esso un incremento del 2% durante l’assunzione della Microhydrin .image007     image008

Questi incrementi dei parametri osservati in acqua extracellulare sono risultati essere statisticamente significativi (p < 0.05) in caso di consumo di Microhydrin, se comparati con chi assumeva placebo. (Dati non pubblicati, Gary Osborn R.Ph. & Heriberto Salinas, MD Texas Institute of Functional Medicines, 1999)
La Massa Cellulare Corporea (BCM) e l’acqua intracellulare (ICW) sono valutazioni del volume intracellulare e dell’acqua entro ogni cellula, rispettivamente. L’acqua corporea extracellulare, la quale bagna le cellule, ha mostrato anch’essa un incremento di volume. L’acqua intracellulare rappresenta circa il 60% dell’acqua totale del corpo in un adulto sano. L’acqua intracellulare, come indicatore di integrità cellulare, è risultato essere più elevata nei lattanti, ma decrementa nel corso dell’invecchiamento o nella perdita di massa cellulare corporea. I tessuti cellulari sani mantengono acqua all’interno delle cellule ed hanno un più elevato metabolismo anabolico (sintesi) così come catabolico (frammentazione).

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La Microhydrin Protegge da Stress Ossidativo

E’ stato condotto uno studio preliminare a doppio cieco con controllo di tipo placebo su 7 soggetti che hanno ricevuto 4 pastiglie al giorno di Microhydrin  per due settimane, ricevendo in seguito 4 pastiglie di placebo al giorno per le successive due settimane. Sono stati misurati i livelli di alchenali/creatinina nelle urine. Durante l’assunzione di Microhydrin , è stata osservata una prtezione del 43% di incremento nella protezione da radicali liberi in confronto al gruppo che assumeva placebo. E’ stato osservato in questo studio che la Microhydrin  protegge nei confronti degli alchenali del siero. Gli alchenali sono i prodotti ossidativi dovuti a perossidazione dei lipidi del siero, causata da attacchi da parte dei radicali liberi verso lipidi di membrana e lipoproteine. Essi sono indicatori di danno da radicali liberi nel corpo, associato ad aumentato rischio di malattie correlate all’invecchiamento.

(Dati non pubblicati, Gary Osborn R.Ph. & Heriberto Salinas, MD Texas Institute of Functional Medicines, 1999)

Valutazione dell’Attività Microhydrin Nella Produzione di NADH in Vitro

La produzione di ATP, la principale fontedi energia nei mitocondri, dipende dalla produzione di NADH. L’idrogeno ridotto, generato dal ciclo di Krebs, viene trasportato dall’ NADH nei mitocondri tramite la reazione a catena di trasporto di elettronico che al suo culmine produrrà una molecola di ATP ed una molecola d’acqua.

L’Idrogeno è uno dei più importanti elementi donatori di un elettrone, un doppietto elettronico oppure del prorpio protone per le reazioni di ossido/riduzione di numerosi enzimi o intermedi all’interno di cicli metabolici cellulari. Tramite osservazione in vitro, è stata misurata la conversione di NAD+ ad NADH dopo l’aggiunta di Microhydrin. Il dosaggio di quantità a concentrazioni crescenti di Microhydrin  al NAD+ ha mostrato un incremento lineare nella produzione di NADH, misurandone l’assorbimento a 350 nm. (Dati non pubblicati, Joe McCord, Ph.D University of Colorado Health Sciences Center, 1998).

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Microhydrin Incrementa La Produzione di NADH Mitocondriale e Aumenta il Potenziale di Membrana Mitocondriale in Cellule di Fegato Intatte

Microhydrin  (200 mg/ml) è stata addizionata a cellule di fegato di ratto coltivate al 90% di terreno (500,000 cells/ 4ml medium). L’autofluorescenza nel blu dell’ NADH mitocondriale è stata visualizzata tramite scansione a microscopia confocale con laser invertito Zeiss LSM 410, utilizzando una lente ad immersione 40X e sfruttando una luce di eccitazione a 356/365 nm fornita da un laser ad argon UV. Nelle condizione operative scelte, l’autofluorescenza insorge principalmente da parte dell’ NADH mitocondriale. L’ossidazione da NADH a NAD+ comporta la perdita di fluorescenza dato che sono l’ NADH è fluorescente.

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Le linee del grafico schematizzano i dati dovuti a 3 esperimenti con Microhydrin e 3 campioni di controllo. Nel gruppo della Microhydrin  l’NADH è aumentato del 20% per 20 minuti, mentre nel gruppo di controllo si è verificato un decremento nella fluorescenza di NADH di circa il 30%. Questi esperimenti preliminari suggeriscono che la Microhydrin promuova il trasferimento elettronico al NAD+ in epatociti viventi intatti. Inoltre, la Microhydrin previene l’ossidazione spontanea (o sbiancamento) dell’ NADH che avviene generalmente durante un’incubazione di questo tipo (vedere esperimento di controllo), indicando dunque una continua ricarica del nucleotide piridinico (NADH).
Il potenziale di membrana mitocondriale è stato monitorato utilizzando una coltura di epatociti overnight (in incubazione per 12 ore), simile a quella usata nell’esperimento NADH e che è stata trattata per 20 minuti con la sonda fluorescente tetrametilrodamina metilestere (TMRM). Il medium di coltura è stato stabilizzato a pH 7.4 per garantire che gli effetti precedentemente osservati non fossero dovuti a effetti di pH. Le cellule trattate con TMRM sono state osservate in microscopia confocale con laser invertito Zeiss LSM 410, attraverso una lente da obbiettivo al 63X. In questi esperimenti, un incremento della fluorescenza mitocondriale di TMRM rappresenta un aumento della polarizzazione mitocondriale (potenziale di membrana più negativo). Le linee del grafico rappresentano i dati di 3 esperimenti con Microhydrin e 4 esperimenti di controllo. Nel gruppo di controllo la fluorescenza del TMRM è decrementata del 6% in 20 minuti. Nel gruppo con la Microhydrin , il segnale di TMRM è aumentato di circa 25% del suo valore basale. Queste osservazioni preliminari suggeriscono che la Microhydrin incrementi il potenziale di membrana mitocondriale in epatociti intatti e viventi. La combinazione di un aumento del potenziale di membrana mitocondriale e di aumento di NADH suggerisce un incremento della capacità bioenergetica dei mitocondri qualora sia presente Microhydrin  nella sospensione cellulare (Dati non pubblicati, 1999). La  sembra fornire elettroni o H- (ioni idruro) disponibili a cofattori che siano in grado di utilizzarli per la produzione di energia cellulare. L’ NADH apporta elettroni ai mitocondri tramite la catena di trasporto elettronico producendo H2Microhydrin 0 ed ATP, la sorgente energetica principale per numerose reazioni biochimiche intracellulari.Le linee del grafico schematizzano i dati dovuti a 3 esperimenti con Microhydrin e 3 campioni di controllo. Nel gruppo della Microhydrin l’NADH è aumentato del 20% per 20 minuti, mentre nel gruppo di controllo si è verificato un decremento nella fluorescenza di NADH di circa il 30%. Questi esperimenti preliminari suggeriscono che la Microhydrin  promuova il trasferimento elettronico al NAD+ in epatociti viventi intatti. Inoltre, la  previene l’ossidazione spontanea (o sbiancamentoMicrohydrin ) dell’ NADH che avviene generalmente durante un’incubazione di questo tipo (vedere esperimento di controllo), indicando dunque una continua ricarica del nucleotide piridinico (NADH).

Valutazione della Microhydrin come Eliminatore di Radicali Liberi

I test sulla Microhydrin  sono stati condotti utilizzando la tecnica di risonanza di spin elettronico (ESR), da parte di scienziati che sono specializzati nella valutazione di antiossidanti nell’ambito di autorevoli Università. Le notizie seguenti sono tratte dai risultati del test:

“Abbiamo condotto uno studio sull’attività antiossidante della Microhydrin attraverso numerosi metodi sperimentali. E’ stata rilevata attività di rimozione dei radicali idrossilici in due diversi preparati contenenti Microhydrin ”.

“Le nostre conclusioni sono che la Microhydrin abbia attività antiossidanti nei confronti di radicali idrossilici. I radicali idrossilici sono tra i più pericolosi radicali liberi dell’ossigeno che compaiano nei sistemi biologici. Sono gli stessi radicali che si formano tramite esposizione a radiazioni ionizzanti. Dunque, si è potuto stabilire che la Microhydrin  abbia attività a tale riguardo”. (Comunicazione Personale: Lester Packer, Ph.D., University of California at Berkley, 1999)

Valutazione della Microhydrin come Eliminatore di Radicali Liberi, Rapporto II

I test sulla Microhydrin  sono stati condotti utilizzando la tecnica di risonanza di spin elettronico (ESR), da parte di scienziati che sono specializzati nella valutazione di antiossidanti nell’ambito di Università differenti. Il testo seguente è stato tratto da un rapporto dello studio eseguito: “ Quando abbiamo effettuato il test standard dell’ attività della Superossido Dismutasi basata sulla riduzione del citocromo c tramite xantina xanthine (see J. Biol. Chem. 244: 6049-6055, 1969), la Microhydrin ha rivelato di avere due caratteristiche”:

1) La Microhydrin  può direttamente ridurre il citocromo c, dimostrando di essere un agente riducente (come un antiossidante).

2) La Microhydrin  può può inibire la riduzione del citocromo c mediata dal superossido, indicando di avere la possibilità di rimuovere il radicale libero superossido.

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“Quando testata con un metodo alternativo basato sulla capacità del superossido di ossidare l’epinefrina ad adenocromo, la Microhydrin  ha anche mostrato la sua capacità di rimuovere il radicale superossido e di inibirne il processo”. (Comunicazione personale: Joe McCord, Ph.D., University of Colorado Health Sciences Center, 1998).Un abstract di questi dati relativi ad antiossidanti in vitro è stato presentato e pubblicato agli atti nel 10° congresso dell’associazione nazionale dell’Idrogeno, pg. 595-610; 1999)

Medico che Utilizza Microhydrin Scala il Monte Everest Senza Ossigeno

Nel 1991, all’età di 39 anni, Denis Brown M.D. di British Columbia tentò di scalare il Monte Everest senza ossigeno di riserva. Raggiunse la quota di 7800 metri. Ancora nel 1994 ritentò la scalata e raggiunse gli 8400 metri prima di arrendersi alle condizioni estreme e tornare indietro. Nel 1999, a 47 anni aggiunse Microhydrin  al suo regime alimentrare. La Microhydrin  aiuta ad impedire la formazione di radicali liberi e l’acido lattico, e sostiene la produzione di ATP. Egli quindi riuscì a raggiungere la sommità sud alla quota di 8625 metri, senza ossigeno di scorta, riportando che stavolta si sentiva più forte ed aveva più energie rispetto alle scalate precedenti.

Maratoneta Migliora i Tempi di Percorrenza Utilizzando Microhydrin

Nel gennaio 1997, all’età di 39 anni, Andrey Kusnetzov disputò la maratona Brasiliana e finì in 2 hr. 17 min. and 52 sec. Il Dicembre successivo, aggiunse la Microhydrin al suo regime alimentare, assumendo due pastiglie con una terza pastiglia spezzata, in un bicchiere d’acqua al mattino ed ancora ogni sera. In Gennaio, corse due minuti più veloce, vincendo il premio della divisione “Master” (età 40+) alla Maratona Metodistica di Houston. Nel successivo Aprile 1998 egli continuò a migliorare i suoi tempi e vinse la maratona di Boston della categoria Master. Un anno dopo, all’età di 41 anni, in una gara con 12000 corridori, vinse ancora la maratona di Boston, categoria Master, nel miglior tempo di 2 hr. 14 min. and 20 sec., in antitesi con il forte vento ed il calore che ha causato agli altri corridori ai primi posti di finire in tempi più lenti rispetto agli anni passati. Seguendo la corsa, il direttore medico della RBC entrò nello spogliatoio dove i corridori esausti erano stremati sulle panche, ed erano soccorsi per collasso, ipertermia e nausea. Andrey restò in piedi, rilassato, e sembrava non avere risentito della corsa.

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Test sulle Funzioni della Microhydrin

La Microhydrin  è un Minerale silicato (silicio, potassio e magnesio), formatosi  tra colloidi estremamente piccoli e carichi negativamente (nanocolloidi), i quali sono stati saturati da idrogeno. I minerali sono risultati essere grandi tra 1-5 micrometri di diametro quando analizzati con microfotografie a scansione elettronica. La loro funzione è quella di fornire letteralmente trilioni di anioni idrogeno in grado di donare elettroni nei fluidi corporei. Gli elettroni, che Albert Szent-Gyorgyi ha chiamato il “carburante della vita”, sono abbondantemente disponibili in verdure crude cresciute in natura, frutta, e granaglie, ma sono carenti nella nostra dieta moderna troppo sovra-raffinata, acida o altamente ricca di cibi ossidanti, bibite e acqua da bere non di qualità. L’acqua imbottigliata ed in lattina è ossidata, acida, e non fornisce una fonte di elettroni. Quando consumata, il corpo deve sostanzialmente alterare le sue caratteristiche chimiche in modo da convertire l’acqua in fluido corporeo ottimale, sia intra che extracellulare. Tre di queste caratteristiche sono la conduttività (r), il potenziale di ossidazione/riduzione (ORP), e la tensione superficiale.

Traduzione a cura di Steve Zanardi. Vietata la copia o qualsiasi forma di riproduzione non autorizzata.