Antiossidanti – Cosa sono?

Lo stress ossidativo può essere definito come una particolare forma di stress chimico indotto dalla presenza di una quantità eccessiva di specie reattive per un’aumentata produzione e/o inadeguata inattivazione delle stesse.

Dal punto di vista eziologico, un aumento della produzione di SCO (specie chimiche ossidanti) può essere ricondotto a fattori ambientali (radiazioni, inquinamento), situazioni fisiologiche, stile di vita (alimentazione, alcool, fumo, esercizio fisico incongruo), fattori psicologici (stress psico-emotivo), malattie (traumi, infiammazioni, infezioni, vasculopatie neoplasie) e fattori iatrogeni (farmacoterapia, radioterapia, raggi X) ecc..

Una riduzione delle difese antiossidanti è da imputarsi sostanzialmente ad un deficit assoluto o relativo di antiossidanti, comunque determinatosi. A proposito delle malattie, va precisato che alcune di esse si accompagnano ad un’aumentata produzione di specie reattive, altre ad una riduzione delle difese antiossidanti, altre ancora, infine, alla combinazione di ambedue i meccanismi.

I radicali liberi sono molecole che si formano all’interno delle cellule del corpo quando l’ossigeno viene utilizzato nei processi metabolici per produrre energia (processo di ossidazione).
Queste molecole sono particolarmente instabili in quanto possiedono un solo elettrone anziché due; ciò le porta a ricercare un equilibrio appropriandosi dell’elettrone di altre molecole con le quali vengono a contatto, molecole che diventano instabili e che a loro volta ricercano un elettrone e così via, innescando un meccanismo di instabilità definito a “catena”. Dal punto di vista bioelettrico questo fenomeno dinamico si traduce in rapidissimi cambiamenti dell’equilibrio ionico. Queste reazioni possono durare da frazioni di secondo ad alcune ore e possono essere contrastate dall’azione degli agenti antiossidanti che, interagendo con l’elettrone mancante, permettono di neutralizzare i radicali liberi.

L’azione distruttiva di queste molecole è indirizzata soprattutto alle cellule, in particolare sui lipidi che ne formano le membrane, sugli zuccheri, sui fosfati, sulle proteine e sugli enzimi.

L’azione persistente dell’elevato stress ossidativo è causa dell’insorgenza di svariate patologie croniche dovute ad un precoce invecchiamento cellulare.

Oltre alle reazioni chimico-fisiologiche di ossidazione cellulare, contribuiscono pesantemente alla formazione dei radicali liberi:
• gli stati patologici (persistenza di infiammazione cronica);
• lo stress cronico (attivazione persistente dell’asse HPA);
• le errate abitudini alimentari;
• l’abuso di farmaci;
• il fumo e l’eccesso di alcool;
• l’inquinamento ambientale.

La funzione degli agenti antiossidanti è quella di riportare l’equilibrio chimico di queste molecole instabili (radicali liberi) grazie alla possibilità di fornire loro gli elettroni di cui sono prive.

L’organismo umano, producendo degli antiossidanti endogeni come la superossido dismutasi, la catalasi e il glutatione, si difende in parte dai radicali liberi. Quando il livello di ossidoriduzione supera una certa soglia è necessario un apporto esterno di antiossidanti.

È da tener presente che ciascun antiossidante ha un campo di azione limitato a specifiche molecole, pertanto è necessaria un’azione sinergica di molteplici agenti antiossidanti attraverso una alimentazione e una supplementazione controllata nell’arco della giornata, per garantire un’efficace azione antiossidativa. I principali agenti antiossidanti derivano da minerali, pigmenti vegetali, vitamine, micronutrienti ed enzimi.

Antiossidanti in risposta al fabbisogno diurno
Minerali: Molibdeno, Selenio;
Vitamine: B1, B2, B6, B12, C, Niacina, Acido Folico, Acido Pantotenico;
Pigmenti vegetali: Estratto di thè verde, Licopene.

Antiossidanti in risposta al fabbisogno notturno
Minerali: Zinco, Rame, Manganese;
Vitamine: E, Beta-carotene;
Pigmenti vegetali: Estratto di vite rossa;
Altri: Coenzima Q10.

È ovvio che il discorso è ben più complesso, ma il concetto appena esposto è sufficiente per comprendere i principali aspetti dello stress ossidativo.

Lo stress ossidativo comporta un invecchiamento della cellula e quindi dei tessuti con tutto quel che ne consegue in termini di efficienza.

L’invecchiamento precoce della pelle è uno dei segnali più conosciuti.

Il danno cellulare inizia a livello della membrana con un’alterazione degli scambi tra interno ed esterno della cellula; all’interno viene alterata la formazione di ATP che è la batteria, la fonte di energia della cellula, e si può arrivare fino all’alterazione del DNA con effetti mutageni e quindi tumore.

Antiossidanti per combattere l’aging precoce della pelle.
L’invecchiamento cutaneo non ha solo ragioni di natura intrinseca, come il trascorrere degli anni o i cambiamenti ormonali, ma viene accelerato dall’esposizione agli agenti esterni: il cosiddetto “aging precoce” indotto dall’aggressione dei raggi UV, dall’inquinamento, dal fumo e dallo stress è ormai scientificamente dimostrato.

L’attacco degli agenti esterni scatena infatti un processo di ossidazione cellulare: l’organismo inizia a produrre radicali liberi, cioè molecole instabili, con un solo elettrone, anziché due.

In condizioni fisiologiche normali vi è uno stato di equilibrio tra la produzione endogena di radicali liberi e la loro neutralizzazione da parte dei meccanismi antiossidanti dell’organismo.

I ROS (Sostanze Reattive dell’Ossigeno) sono molecole instabili di ossigeno, innescate nell’organismo da un certo numero di fattori ambientali e di abitudini igieniche soltanto apparentemente salutari.
Un ROS è una specie chimica altamente reattiva. E’ un atomo o una molecola con un elettrone libero.
I ROS reagiscono rapidamente e in modo indiscriminato con le molecole circostanti, per catturare gli elettroni loro mancanti. I metalli di transizione promuovono la produzione di ROS. Nei sistemi biologici, ferro e rame sono catalizzatori particolarmente importanti della produzione dei ROS.
I ROS possono danneggiare le proteine, ossidare le basi del materiale genetico e causare perossidazione dei lipidi.

I ROS non sono soltanto dannosi, sono utili per combattere le infezioni, per uccidere i batteri e per controllare il tono della muscolatura liscia, che regola il funzionamento degli organi interni e dei vasi sanguigni. La cosa fondamentale perché i ROS svolgano nell’organismo un’azione efficace e “buona” é l’equilibrio fra questi e gli antiossidanti. Per neutralizzare i ROS, infatti, il nostro corpo produce degli spazzini, i cosiddetti antiossidanti endogeni. Ma spesso, purtroppo, questo equilibrio si rompe a nostro svantaggio.

Lo stress ossidativo, essendo una condizione squisitamente biochimica, non dà luogo a manifestazioni cliniche proprie, né soggettive né oggettive.

Da quanto detto, appare chiaro che in presenza di una barriera antiossidante di protezione, non sufficientemente elevata, le nostre cellule si ritrovano sprovviste dei naturali sistemi di difesa contro l’attacco dei radicali liberi andando incontro ad una progressiva cascata di eventi che porteranno alla distruzione delle cellule e del patrimonio genetico.

Inquinamento ambientale, dieta sbilanciata, fumo di tabacco, droghe, alcol, scarsa attività fisica e stress psico-emotivo sono sicuramente i fattori che inficiano in maniera assolutamente negativa la nostra barriera antiossidante predisponendoci all’attacco dei radicali liberi e quindi all’insorgenza di uno squilibrio dei fisiologici e naturali sistemi di regolazione di base cui sottende il benessere del nostro organismo.

Attività antiossidante

Gli antiossidanti, funzionano bloccando i radicali liberi e convertendoli in sostanze innocue. Aiutano a stabilizzare i radicali liberi (molecole per natura instabili) presenti nelle cellule, riducendo le caratteristiche pro-ossidanti di queste sostanze.

Secondo il Dott. Jan Karlsson, autore Antioxidant and Exercise, siccome gran parte dei processi metabolici si verifica nelle membrane e strati lipidici cellulari, l’attività protettiva è svolta dalla difesa antiossidante liposolubile. Mentre la difesa alla formazione di radicali liberi nei processi metabolici citoplasmatici è ad opera degli antiossidanti liposolubili.

Quindi esistono antiossidanti liposolubili e idrosolubili. 
Il nostro organismo riesce a tenere sotto controllo l’attività dei radicali liberi attraverso speciali sostanze antiossidanti endogene (sintetizzate autonomamente) tra le quali rientrano enzimi come la superossidodismutasi, la catalasi e il glutatione ridotto ed esogene (presenti negli alimenti).

Se da un lato molti alimenti esercitano un’azione protettiva nei confronti dei radicali liberi, dall’altro abitudini alimentari scorrette possono aumentarne l’attività (dieta troppo ricca di grassi animali, consumo eccessivo di oli vegetali e pesce grasso, eccesso di ferro, intolleranze alimentari).

Gli alimenti più pericolosi in assoluto sono quelli ricchi di lipidi ed in particolare di acidi grassi polinsaturi (pesci, oli vegetali, frutta secca). La natura ha tuttavia saputo associare a tali nutrienti elevate quantità di vitamina E in modo da neutralizzare, almeno in parte, la formazione di radicali liberi.

Anche l’esposizione ad inquinanti atmosferici, a radiazioni ionizzanti o ultraviolette, l’abuso di farmaci, il fumo e l’attività fisica intensa sono in grado di aumentare pericolosamente la sintesi di radicali liberi.

Il potere antiossidante dei nutrienti

Esiste una prova di laboratorio in grado di misurare i livelli antiossidanti negli alimenti ed in altri nutrienti, essa riguarda il potere di assorbimento dei radicali liberi (ORAC).

E’ lo standard con cui viene misurata l’attività antiossidante. Più alto è il punteggio ottenuto da un alimento o integratore che sia, più è alta l’attività antiossidante.

Questa lista è elaborata in base alle unità di O.R.A.C. contenute negli alimenti

Alimenti che apportano da 1000 a 2000 unità ORAC :
Succo di arancia un bicchiere = 1142 unità
Fragole una tazza = 1170 unità
Pompelmo rosa 1 = 1188 unità
Succo di pompelmo un bicchiere = 1274 unità
Cavoli di Bruxelles cotti una tazza = 1384 unità
Prugne nere 3 = 1454 unità
More una tazza = 1466 unità
Barbabietola cotta una tazza = 1782 unità

Alimenti che apportano da 500 a 1000 unità ORAC :
Peperone 1 = 529 unità
Uva nera un grappolino = 569 unità
Avocado 1 = 571 unità
Patata arrosto 1 = 575 unità
Susina 1 = 626 unità
Arancia 1 = 983 unità

Alimenti che apportano fino a 500 unità ORAC: 
Cetrioli 1 = 36 unità
Pomodori 1 = 116 unità
Albicocche 3 = 172 unità
Spinaci crudi un piatto = 182 unità
Melone tre fette = 197 unità
Pera 1 = 222 unità
Banana 1 = 223 unità
Pesca 1 = 248 unità
Mela 1 = 301 unità
Melanzana 1 = 326 unità
Uva bianca un grappolo = 357 unità
Cipolla 1 = 360 unità
Uvetta nera un cucchiaio = 396 unità
Cavolfiore cotto una tazza = 400 unità
Fagiolini cotti una tazza = 404 unità
Patata americana 1 = 433 unità
Kiwi 1 = 458 unità

Ecco i migliori estratti integratori e sostanze naturali ad azione antiossidante:

  • ACIDO ALFA LIPOICO
  • ACAI (ESTRATTO)
  • ASTAXANTINA
  • BETA CAROTENE
  • BETAINA ANIDRA
  • BIOFLAVONOIDI
  • CANNELLA (ESTRATTO)
  • COENZIMA Q10
  • CARDO MARIANO
  • CURCUMA LONGA (ESTRATTO)
  • GINKGO BILOBA
  • GLUTATIONE
  • LICOPENE
  • LUTEINA
  • MANGOSTINO
  • MIRTILLI NERI (ESTRATTO)
  • N ACETIL CISTEINA
  • NADH
  • OMEGA 3
  • POLIFENOLI
  • PICOGENOLO
  • PROANTOCIANIDINE
  • RESVERATROLO
  • RUTINA
  • SELENIO
  • TAURINA
  • TE VERDE
  • VITAMINA C
  • VITAMINA E
  • VITE ROSSA (ESTRATTO)
  • XANTONI
  • ZEAXANTINA


Sempre più studi indicano come un elevato stress ossidativo sia associato a molte malattie degenerative tra cui i tumori. 

A contribuire pesantemente agli elevati livelli di radicali liberi che si riscontrano nei pazienti è una carenza cronica di antiossidanti causata da un’alimentazione sempre più povera e artificiale.

Un studio svolto nel 2006 da ricercatori della University of California/ Los Angeles ha messo in evidenza come l’assunzione giornaliera di circa 200ml di succo di melograno da parte di pazienti affetti da tumore della prostata induce una riduzione significativa del PSA, l’antigene usato per monitorare l’evoluzione del tumore. Questo secondo i ricercatori indica un vero e proprio rallentamento della progressione della malattia. Recentemente altri ricercatori hanno individuato alcune componenti del melograno che sembrano capaci di inibire il movimento delle cellule cancerogene e di indebolire i loro segnali chimici, elementi che sono alla base della capacità del tumore di generare metastasi per esempio all’osso.

Con questo non si vuole sostenere che il melograno è una cura per il tumore prostatico ma che un elevato stress ossidativo non diagnosticato ne tanto meno corretto dagli approcci oncologici standard, contribuisce all’evoluzione della malattia tumorale . In altre parole l’oncologia attuale si concentra correttamente sulla riduzione della massa tumorale ma non interviene sul terreno biologico che l’ha prodotta. Per questo si osserva un’incidenza ancora drammaticamente elevata di recidive. E’ un pò come se un contadino che vede crescere molte piante malate si limitasse ad estirparle senza effettuare una vera e propria bonifica del terreno che le ha generate.

In tutti i rami della medicina, una buona terapia deve quindi non solo estirpare la pianta malata ma anche correggere il terreno biologico. Oggi è possibile misurare i livelli di stress ossidativo con specifici esami di laboratorio che permettono poi al medico di prescrivere gli antiossidanti più indicati (fonte: dottor Filippo Ongaro).  

E’ il bilancio del dare e dell’avere che crea il benessere 

Il bilancio ossidanti-antiossidanti è importante per assicurare la funzionalità del sistema immunitario  

Gli antiossidanti sono essenziali per mantenere efficace il sistema immunitario. Questa necessità è ancora più importante con l’avanzare dell’età, quando vi è un incremento della formazione di radicali liberi. Gli antiossidanti contribuiscono a mantenere l’integrità e la funzionalità dei lipidi di mem brana, delle proteine cellulari e degli acidi nucleici.

Il nostro sistema immunitario è potente mediatore del nostro stato di salute. Attraverso cellule specializzate definite linfociti, riesce a neutralizzare e distruggere virus e batteri. Una delle sue caratteristiche fondamentali è quello di essere finemente regolato in perfetto equilibrio con l’ambiente che ci circonda, ma in situazioni in cui l’alimentazione è fortemente sbilanciata, una vita troppo sedentaria, la mancanza di esercizio fisico e lo stress cronico, tendono a disregolare l’immunità aumentando le probabilità di andare incontro a infezioni o al contrario di sviluppare patologie. autoimmunitarie, allergie e intolleranze. 

Questo equilibrio è molto simile a una bilancia con i suoi piatti ben in equilibrio fra loro. Uno dei piatti serve per aiutare l’organismo a difendersi da virus e batteri (sistema TH1), mentre l’altro serve contro le aggressioni di parassiti e virus endocellulari (sistema TH2).

Quando questo equilibrio viene a mancare si ha uno sbilanciamento di un piatto rispetto all’altro. Un sistema TH1 troppo marcatopur difendendo da molte infezioni, determina una maggiore probabilità di contrarre patologie autoimmunitarie come l’artrite reumatoide e la sclerosi multipla. Al contrario, se pesa di più il sistema TH2, si presentano spesso allergie e patologie da autoanticorpi come le tiroiditi o nei casi gravi anche una maggiore incidenza del cancro.

L’alimentazione attraverso i suoi nutrienti è capace di ristabilire l’equilibrio della bilancia.

Studi recenti indicano che le vitamine svolgono un ruolo importante. In particolare le ricerche si sono concentrate sulla vitaminaB6 e B12. È stato visto che queste due vitamine presenti soprattutto nei cereali integrali, uova e latte, svolgono una potentestimolazione del sistema TH1 contro tutte le infezioni virali e batteriche. Gli anziani sono più a rischio di un loro deficit, in quanto presentano una maggiore atrofizzazione dello stomaco, che compromette l’assorbimento di queste vitamine a livello intestinale.

La vitamina C scoperta nel 1970 da Pauling grazie alla quale è stato insignito del premio Nobel, fu molto reclamizzata come toccasana per il comune raffreddore. In effetti queste caratteristiche non furono mai confermate, ma fu visto che supplementazioni di vitamina C erano efficaci nel ridurre l’intensità e la durata di questo disturbo invernale.

La vitamina E è un potente stimolatore TH1.

Il selenio alla dose di 200 microgrammi al giorno è capace di contrastare le infezioni virali stimolando il sistema TH1 e le cellule natural killer potenti distruttori di virus e batteri.

Lo zinco ha le stesse potenzialità del selenio ma ha un effetto diverso in base alla dose somministrata. Se si vogliono contrastare i malanni invernali, la dose giornaliera non deve superare i 25-35 milligrammi per un periodo non oltre le 2-3 settimane. Dosi superiore e per periodi più prolungati stimolano il sistema TH2 e dunque possono avere effetto su patologie autoimmunitarie, ma anche indurre allergie e tiroiditi.

L’utilizzo dei probiotici rafforzano il sistema immunitario dell’intestino contro tutti quei virus e batteri che prediligono il sistema gastro-intestinale.

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Sapevi che la guarigione inizia da un processo alcalino

Negare l’importanza del principio alcalino porta l’organismo ad ogni genere di degenerazione fisica.

Quando modifichi la dieta, includendo sempre più alimenti ed integratori alcalinizzanti, le scorie acide che sono accumulate nell’organismo iniziano a muoversi verso i canali di smaltimento del flusso sanguigno e del sistema linfatico. Qualunque cosa si trova depositata nei tessuti, sia che si tratti di farmici somministrati da tua madre all’età di 5 anni, che le tossine prodotte dai 150 litri di analcolici che hai assunto (il consumo pro capite annuale nazionale), sarà scaricata nella circolazione generale per essere rimossa. Questo è denominato Processo di Guarigione.

Possono verificarsi oscillazioni di caldo e freddo che comprendono la comparsa di febbre da qualche parte nell’organismo anche quando non sia registrabile con un termometro. La febbre è indice della liquefazione e circolazione di prodotti di scarto. Potrebbero manifestarsi sudore, nausea, diarrea e indolenzimento generale. Potresti sentirti insolitamente più spirituale e chiederti il perché. E’ perché hai fatto la scelta di ripulire il tuo tempio ed arrivare ad essere a più stretto contatto con DIO. Purgarsi dai rifiuti acidi appartiene naturalmente al tuo desiderio di rafforzare questo rapporto. Stai elevandoti al divino!

La durata di questo perido di guarigione è variabile. Secondo la mia esperienza, i processi di guarigione più faticosi avvengono solitamente all’inizio e possono durare da uno a dieci giorni. Anche se raramente, mi sono capitati prolungamenti del periodo fino ad un mese prima che ci fosse una completa ripresa. Dipende tutto da quanto sei sovraccarico di acido, da quanto forte è il tuo organismo prima che inizi il processo e da quanto sei determinato a cambiare.

Secondo il mio punto di vista, più è resistente la costituzione fisica della persona, più intensamente si manifesta il processo di guarigione. In altre parole, gli organismi forti guariscono in maniera veloce.

Quando si avvia il processo di guarigione, è molto probabile che un qualsiasi virus si manifesterà in qualche parte del tuo corpo. Ciò dipende dal fatto che il corpo si sta disfacendo attraverso il sangue e la linfa massicciamente dei prodotti i scarto tissutali immagazzinati. I microbi adorano l’acido, ci banchettano lautamente. Grazie al cambiamento in corso nel vostro corpo, i microbi trovano prontamente la tavola imbandita.

Tuttavia, la tua infezione microbica non è la stessa del vostro vicino che non smette di rimpinzarsi con cibi chimicamente manipolati! Anche quando lo specialista di turno ti dice che sei interessato dalle stesse problematiche del tuo amico, che mangia cibo spazzatura acidificante, non è così. La differenza è che stai riguadagnando alcalinità e questo microdo opportunista ti sta riducendo più velocemente i rifiuti acidi tissutali. Il sistema immunitario risulterà rinforzato e con molto meno acido dopo questa depurazione.

Eccoti la solita scena: un individuo contrae un’infezione e compare la febbre che è il modo in cui il corpo si depura. Egli si affretta a prendere antibiotici. Se gli vengono date raccomandazioni riguardo l’alimentazione, si tratterà dell’invito a bere molti liquidi. Quindi, egli trangugia succhi di frutta con zucchero raffinato oppure i soliti analcolici. Tutte queste sostanze sono acidificanti e indeboliscono. Ben poco è stato fatto per ricostituire le sue riserve alcaline oppure rafforzare il suo sistema immunitario.

Il corpo desidera salute! E’ geneticamente programmato per essere in salute. Non persegue il declino a 50 anni. Infiniti sono i casi registrati di individui che arrivano a vivere fino a 150 anni o più. Aiuta il corpo nel suo desiderio intrinseco di guarire obbedendo al principio dell’alimentazione alcalina. E’ il patrimonio di cui disponi per godere di una san e lunga vita.

Per alcalinizzare e purificare velocemente il tuo corpo ti consiglio l’uso combinato di CORAL-MINE e della microidrina MICROHYDRIN.

Continua a seguirmi nei prossimi articoli.

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La scoperta più sensazionale del secolo? La Microidrina il più potente antiossidante al mondo

MICROIDRINA aumenta la longevità, riduce il rischio di malattie e dona forza inesauribile. Ecco l’essenza dell’acqua più benefica del pianeta Terra

È stato ribattezzato come il più potente antiossidante al mondo. Ma va subito detto che un’affermazione di questo genere porta molte implicazioni nel mondo scientifico. I suoi vantaggi sono indiscutibili, ma ancora molto bisognerà fare affinché questa sostanza – e il relativo utilizzo – possano essere completamenti accettati.

Tutto nasce in Nepal
Sicuramente molti di voi hanno già sentito parlare degli Hunza. Si tratta di una delle popolazioni più longeve al mondo e, soprattutto, meno malate. Sembra che loro non conoscano malattie cardiovascolari, carie e tumori. Vivono nelle montagne del Nepal a 2700 metri di altitudine a nord del Pakistan e su di loro sono stati condotti numerosi studi per comprendere il motivo di tanta salute. Anni fa, due coniugi ricercatori – dottor Patrick e Gael Crystal Flanagan – eseguirono 30 anni di studi sull’acqua che bevevano gli Hunza, proveniente dai ghiacciai della zona. Tale acqua pare avere proprietà completamente differenti a quelle che si trovano nel resto del globo. Per esempio bolle a temperature diverse e ha una viscosità e tensione che nulla hanno a che fare con l’acqua che conosciamo.

Una curiosità
Sapevi che il popolo degli Hunza è conosciuto anche per la sua estrema resistenza fisica? Sembra che molti di loro siano soliti percorrere una strada montana nella regione Gilgit che li costringe a camminare per 190 km (andata e ritorno) senza dormire. E tutto questa senza particolare fatica. Effetto simile riuscì a ottenerlo l’alpinista Dennis Brown che ha 47 anni scalò la cima del monte Everest, arrivando a 8.763 metri di altitudine, dopo aver assunto per un po’ di tempo la Microidrina. Dieci anni prima ci provò senza successo.
L’incontro tra Coanda e Flanagan
In realtà prima dei coniugi Flanagan, il dottor Henry Coanda studiò a fondo l’acqua degli Hunza. I tre si incontrarono in occasione di una collaborazione con il Pentagono. Fu in tale circostanza che i due coniugi capirono che la longevità degli Hunza era dovuta non all’ambiente o all’alimentazione – per altro molto povera – piuttosto alla particolarità dell’acqua. I Flanagan impiegarono quindi quasi trent’anni della loro vita per eseguire test di bioenergetica, campi magnetici, elettrostatici e cristalli che potessero offrire un’acqua simile a quella degli Hunza. Tutte le ricerche furono vane: l’acqua dopo breve tempo perdeva le proprietà ed era impossibile renderla identica a quella che usavano gli Hunza.

La scoperta sensazionale
Dopo trent’anni di ricerche i coniugi Flanagan scoprirono cosa conferisce all’acqua proprietà straordinarie: i minerali che arrivano direttamente dai ghiacciai. Minerali che presero il nome di ‘micro clusters’. Si tratta, sostanzialmente, di micro particelle di silice che attraggono molecole di acqua scindendo naturalmente i grandi gruppi molecolari che si trovano al suo interno.
Particelle infinitesimali
Le particelle di quest’acqua sono talmente piccole da passare tranquillamente dento i tradizionali filtri e di bypassare una distillazione. In sostanza si tratta di colloidi; anzi, per la precisione di nanocolloidi perché hanno dimensioni infinitamente microscopiche: non superano i 10 nanometri. Questi, una volta a contatto con l’acqua reagiscono con essa come fossero una sorta di potentissimi magneti. In tal modo attirano le molecole d’acqua trasformandole e conferendole una forte carica elettrica negativa. E così che un’acqua che sembra normale diviene una ’’super acqua’’.

Come nasce la Microidrina?
Inutile dire che la scoperta della ’’super acqua’’ era sensazionale. I Flanagan avevano trovato un metodo per aumentare la longevità e godere di ottima salute. E così che inizialmente ebbero l’idea di esportare l’acqua in tutto il mondo. Ma tutto ciò – come è ben comprensibile – non era affatto semplice. Diedero così vita a un prodotto secco in grado di mantenere le stesse identiche virtù di un liquido. Per un chimico tutto ciò sfiora il miracolo, ma i ricercatori riuscirono nel loro intento. Il suo nome? Microidrina, un prodotto commercializzato ancora oggi. Il bello di questa sostanza era che miscelando la Microidrina a sostanze nutritive di tutto rispetto, aiutava a assimilarle velocemente senza dover passare attraverso la metabolizzazione epatica.

L’importanza dei colloidi
Il nostro organismo è fisiologicamente strutturato per la presenza di colloidi. A livello della membrana citoplasmatica, per esempio, non possono entrare sostanze superiori a 10 nanometri. Secondo alcune teorie, se il sangue è a ridotto numero di colloidi alcuni tipi di cellule potrebbero ‘appiccicarsi’ tra di loro e invecchiare prima a causa della ridotta attività e scarsità di ossigeno.

Il valore ORP
L’ORP è la capacità di ossido riduzione. Si tratta di una scala di valori misurabile in millivolt (mV) che indica la capacità di una sostanza di prendere o cedere elettroni. Più ha un potenziale positivo più acquista elettroni, per cui ossida e invecchia. Maggiore è il potenziale negativo più elevata è la sua capacità di ravvivare. Indicativamente possiamo dire che molti tipi di acqua – specie quella del rubinetto, distillata o purificata – hanno un altissimo valore ORP che varia dai +200 ai + 400 mV. Per fare un esempio, l’acqua potabile non dovrebbe superare i +60 mV, mentre un succo di verdure biologico ha un potenziale decisamente più negativo, intorno ai -120 mV. Ma l’acqua proveniente dai ghiacciai dell’Hunza arriva a -350 mV. Mentre un bicchiere con estratto secco di Microidrina arriva fino a -650 mV. Ovviamente va subito detto che il valore ORP – trattandosi di un potenziale – non è sufficiente a determinare la qualità di un’acqua. Generalmente perché il tutto sia reso disponibile è necessario anche un ottimo equilibrio con l’idrogeno molecolare: fattore che la Microidrina possiede. Esiste, secondo i ricercatori, un’unica forma di idrogeno biologicamente attivo che viene chiamato idruro H-, la sua peculiarità è quella di possedere un elettrone supplementare. Esso si trova anche nel sangue umano.

La composizione della Microidrina
La Microidrina è formata per lo più da SiOH. Ciò significa che oltre al silicio contiene idrogeno e ossigeno. Possiede anche percentuali minime di solfato di magnesio e potassio.

Come si assume la Microidrina
Le dosi indicative sono di una capsula al giorno fino ad arrivare a 2 nel giro di un paio di mesi. Le capsule devono essere assunte insieme ad almeno 250 ml di acqua. L’assimilazione avviene nel giro di una decina di minuti e dura per circa otto ore. Se viene assunta insieme ad altre sostanze – per esempio antiossidanti – può arrivare ad aumentarne l’assorbimento centinaia di volte. Trattandosi di un potente disintossicante è possibile che già alle prime assunzioni si verifichi un acuirsi di alcuni sintomi, dovuti alla disintossicazione dell’organismo.

Alcuni utilizzi pratici
Molti ricercatori hanno condotto studi sui propri pazienti, ma nei soggetti affetti da malattia è bene consultare il proprio medico durante. Nonostante, infatti, siano stato ottenuti ottimi risultati nella cura di svariate patologie va detto che ancora molta ricerca è necessaria. Alcuni medici (come il Dottor Ron Meyers) hanno testato con successo il prodotto contro infezioni virali, batteriche, fungine, malattie croniche, degenerative, cardiovascolari e problemi respiratori (asma, enfisema, bronchite).

Ottima per gli sportivi
Secondo alcuni studi scientifici recenti [1,2,3] l’assunzione di Microidrina migliorerebbe la resistenza cardiovascolare, la respirazione, il metabolismo e l’accumulo di acido lattico negli sportivi. Indiscrezioni affermano che è grazie alla Microidrina che il famoso maratoneta Andrey Kuznetsov vinse la maratona di Boston nel 1999, quando aveva più di 40 anni. Tutto questo sarebbe reso possibile grazie a una migliore distribuzione dell’ossigeno a livello cellulare.

[1] J Med Food. 2001 Autumn;4(3):151-159. Clinical Effects of a Dietary Antioxidant Silicate Supplement, Microhydrin((R)), on Cardiovascular Responses to Exercise. Purdy Lloyd KL1, Wasmund W, Smith L, Raven PB.

[2] Int J Sport Nutr Exerc Metab. 2004 Oct;14(5):560-73. Effects of microhydrin supplementation on endurance performance and metabolism in well-trained cyclists. Glazier LR1, Stellingwerff T, Spriet LL.

[3] Int J Sport Nutr Exerc Metab. 2004 Oct;14(5):550-9. Effect of microhydrin on blood lactate, protein carbonyls, and glutathione status in rats before and after aerobic exercise. Goldfarb AH1, Bloomer R, McKenzie MJ.

[4] Effect of an herbal/botanical supplement on strength, balance, and muscle function following 12-weeks of resistance training: a placebo controlled study Jonathan Furlong,1 Corey A Rynders,2 Mark Sutherlin,1 James Patrie,1 Frank I Katch,1 Jay Hertel,1 and Arthur Weltmancorresponding author1

[5] Evaluation of Hydroxyl Radical-Scavenging Abilities of Two Dietary Antioxidant Supplements, Microhydrin® and MegaHydrin™ by Fe+2EDTA Induced 2-hydroxyterephthalate Fluorometric Analysis

[6] Ostan, Božena Ambrozius, Alberta Ostan e Aleš Vesel. – Aura, nr. 124/199

[7] Purdy Lloyd, KL, Wasmund W, Smith L, Raven PB. Clinical Effects of a Dietary Antioxidant Silicate Supplement, Microhydrin, on Cardiovascular Responses to Exercise. Journal of Medicinal Food 2001, 4;3; 151-159.

[8] Hagen, TM, et al. Feeding acetyl-l-carnitine and lipoic acid to old rats significantly improves metabolic function while decreasing oxidative stress. Proc. National Academy of Science USA 2003,99,4; 1870-5.

Scopri da cosa nasce lo stress ossidativo ovvero: La “CENERENTOLA” Ossigeno

L’ossigeno è l’elemento vitale per eccellenza. Infatti, legando l’idrogeno generato dal catabolismo cellulare, esso genera l’energia chimica necessaria per lo svolgimento di tutti i processi vitali (movimento, secrezione, crescita ecc.). Sotto forma di “radicali liberi”, poi, esso aiuta l’organismo a difendersi dalle infezioni. Eppure, molti nutrizionisti spesso non tengono in adeguata considerazione il fatto che le cellule “mal sopportano” un abbassamento dei livelli tissutali di ossigeno (ipossia), specialmente se seguita da un suo brusco innalzamento (ischemia riperfusione), in quanto ambedue le situazioni possono generare un eccesso di radicali liberi che, sfuggendo al controllo dei sistemi di difesa antiossidante, scatenano una condizione di stress ossidativo.

QUALI LE CONSEGUENZE?

L’alterata biodisponibilità di ossigeno può provocare danni a livello dei vasi sanguigni, della membrana extracellulare e delle cellule, da cui insorgenza e/o aggravamento di malattie da stress ossidativo (oltre 100) ed invecchiamento precoce.

Microhydrin ristabilendo I valori alcalini ottimali, contrasta l’acidosi e l’eccessiva produzione di radicali liberi (azione antiossidante), come si osserva anche nelle sindromi ischemico-riperfusive

Microhydrin aiuta a ripristinare, se alterata, l’integrità biochimica ed anatomo-funzionale della matrice extracellulare, favorendo gli scambi metabolici tra il sangue e i tessuti e facilitando l’eliminazione delle scorie metaboliche (azione disintossicante, depurante e drenante).

Microhydrin è un integratore alimentare privo di potere calorico e di effetti collaterali indesiderati, assolutamente atossico. Esso, inoltre, non è un farmaco e non contiene sostanze dopanti, né lattosio, né glutine, per cui può essere assunto in sicurezza sia da chi pratica attività sportiva a livello agonistico sia da chi soffre di comuni allergie/intolleranze alimentari.

Microhydrin è suggerito come coadiuvante, nel contesto di uno stile di vita salutare, in tutte le situazioni di carenza nutrizionale (da stress psico-fisico, diete squilibrate, etc.), nei disturbi legati ad un’ossigenazione insufficiente dei tessuti (es. cefalea, difficoltà di concentrazione, astenia, etc.), nei casi di aumentata produzione di radicali liberi e/o carenza di antiossidanti (da malattie infiammatorie, degenerative, metaboliche o terapie mediche, es. pillola, associate a stress ossidativo), nelle sindromi ischemico-riperfusive , nei deficit immunitari, nelle intossicazioni croniche (es. da alcol o farmaci), nella sindrome da ipersensibilità chimica multipla, nella fibromialgia e nelle intolleranze/allergie alimentari. Esso, infine, può essere utile nella prevenzione dell’invecchiamento precoce (specialmente nel contesto di protocolli di disintossicazione, drenaggio, depurazione) e nel supporto nutrizionale dell’attività sportiva, amatoriale o agonistica.

Ogni volta che respiriamo, o anche l’acqua stessa che beviamo, mettiamo in circolo ossigeno che entra a far parte dei processi di ossidazione che si svolgono in tutte le cellule del nostro corpo.

I radicali liberi si formano all’interno delle nostre cellule, dove l’ossigeno viene utilizzato per produrre energia.

Non tutto l’ossigeno viene consumato ma in parte va a formare queste molecole che contengono uno o più atomi di ossigeno.

L’ossigeno è sempre alla ricerca di qualcuno che gli presti due elettroni e, dato che è unMolecola-H2O atomo piuttosto piccolo, ha un alto valore di elettronegatività. L’idrogeno ha un solo elettrone e quindi quando forma dei legami con altri atomi può mettere in gioco appunto un solo elettrone. I due atomi di idrogeno prestano il loro elettrone (in rosso nel disegno) all’ossigeno, in questo modo l’ossigeno può “far finta” di avere otto elettroni nei suoi orbitali esterni (s e p non distinti nel disegno).

Questi radicali “liberi” appunto cercano di tornare in equilibrio rubando elettroni alle altre cellule e possono danneggiarle in vari modi, come ad esempio iniziando un tumore.

Ecco che gli antiossidanti combattono il rischio con un meccanismo semplicissimo : cedono ai radicali liberi l’elettrone che a loro manca e quindi “disinnescano la miccia”.

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Come i Radicali Liberi Perossidi possono danneggiare le nostre cellule?

La nuova formula di Microhydrin ha dimostrato di fornire elettroni alla superficie nanocluster ™ che hanno il potere di prevenire la formazione dei radicali perossidi. Il test ORAC, misura nello specifico i radicali liberi perossidi. L’utilizzo di un test specifico per misurare questa tipologia di radicali liberi è molto importante, perché i perossidi sono gli ossidanti maggiormente presenti nei sistemi biologici e quindi potenzialmente più dannosi.

Come i Radicali Liberi Perossidi possono danneggiare le nostre cellule?

perossidoIl perossido è una tipologia di radicale libero che si forma all’interno della delicata membrana cellulare. Dal momento che i radicali liberi all’interno o all’esterno di una cellula, attaccano la struttura degli acidi grassi che costituiscono la membrana cellulare, questi creano i radicali liberi chiamati perossidi.

Dal momento che un radicale libero di perossido inizia il suo processo distruttivo nei confronti di una cellula, e nel nostro corpo non è disponibile un adeguato numero di antiossidanti per contrastarlo, si attiverà una catena di eventi che porterà alla distruzione della membrana cellulare. Se questa serie di aggressioni ai danni della membrana cellulare può essere prevenuta, allora la cellula rimarrà intatta. Se invece la cellula non sarà protetta da questo processo degenerativo allora morirà.

Anche se ci sono svariati tipi di radicali liberi e vari test per misurarli, attualmente il test dell’ORAC è diventato di primaria importanza ed è quello raccomandato da biologi ed esperti di antiossidanti.

La validità e la valutazione di questo test è stato supportato dal Dipartimento dell’Agricoltura americano che attualmente lo utilizza come verifica primaria per valutare il potenziale antiossidante di frutta e verdura.

Perché gli elettroni e ioni di idruro in Microhydrin® sono così importanti?

La nuova Microhydrin® fornisce elettroni a varie potenzialità.

Alcuni elettroni oltre ad essere importanti cofattori energetici sono anche abbastanza forti per prevenire i danni causati dai radicali liberi perossidici, come il superossido o l’idrossile.

Molti enzimi all’interno delle nostre cellule trasportano elettroni tramite atomi di idrogeno oppure li trasferiscono direttamente dagli elettroni dell’idrogeno. Questi enzimi sono chiamati deidrogenasi ovvero che tolgono idrogeno, e idrogenasi quelli che invece ne aggiungono.

Alcuni reazioni richiedono un protone di idrogeno con due elettroni ( H- ), altre un protone di idrogeno con un elettrone, e altre ancora fanno uso semplicemente di un singolo elettrone o di una coppia di elettroni. Quando necessario, gli enzimi dall’interno della cellula trasferiscono con molta cura gli ioni di idruro (elettroni da idrogeno) da una molecola all’altra.

Per alimentare le cellule, i mitocondri ovvero il magazzino energetico delle nostre cellule, richiedono H- ed elettroni trasportati dall’ NAD (H). Questo processo serve per attivare e aumentare la produzione dell’ATP. L’ATP è la molecola per la creazione dell’energia primaria del nostro organismo. Per la regolazione di tutte queste funzioni gli elettroni sono fondamentale importanza.

Come dimostrato dai valori molto bassi di ORP -780 mV (Potenziale di Ossido Riduzione), la nuova Microhydrin® ha evidenziano l’apporto di miliardi di elettroni disponibili per l’annientamento di numerose tipologie di radicali liberi.

Anni di ricerca in vari settori, tra cui la biologia, la tecnologia ambientale, chimica dell’acqua e la fisica, hanno dimostrato l’importanza universale ad avere una grande disponibilità di ioni negativi ed elettroni, tale da fornire energia simile a quella energia immagazzinata nelle batterie. Ora possiamo capire come le molecole del corpo e i composti cellulari possono beneficiare di questi elettroni di energia e come possano aiutare a ricostituire e riparare il corpo.

E’ ora riconosciuto che i danni dei radicali liberi sono una delle cause primarie dell’invecchiamento biologico. Alcuni danni tuttavia possono essere invertiti o riparati con l’uso di antiossidanti.

Gli antiossidanti hanno dimostrato di fornire:

  • Resistenza ai vasi sanguigni e la loro rispettiva protezione
  • Salvaguardia delle funzioni di apprendimento e la memoria
  • Protezione dell’apparato polmonare
  • Salvaguardia della flessibilità delle articolazioni e delle ossa
  • Protezione delle membrane cellulari
  • Protezione al DNA
  • Supporto al sistema cardiovascolare

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Uno Studio Preliminare su Microhydrin Evidenzia le sue Caratteristiche Protettive Contro lo Stress Ossidativo

Su un gruppo di 7 persone è stato condotto uno studio pilota a doppio cieco incrociato con l’impiego di placebo.

Per due settimane, ogni giorno hanno ricevuto 4 capsule di un placebo e successivamente per altre due settimane sono state somministrate 4 capsule di Microhydrin.

Sono stati quindi misurati nell’urina e messi a confronto i rapporti alchenali / creatinina.

Durante il periodo in cui è assunta Microhydrin, la protezione verso i radicali liberi è stata osservata essere maggiore del 43% rispetto al gruppo placebo.

Grazie a questo studio, si è quindi osservato che Microhydrin offre una protezione anche contro questa forma di radicali.

Gli Alcheni sono i prodotti ossidativi dei perossidi lipidici, che si verificano a seguito degli attacchi dei radicali liberi alle membrane lipidiche cellulari e lipoproteine.

Gli Alcheni sono indicatori di danni al corpo, dovuti ai radicali liberi. Questi son associati ad un più alto rischio di malattie legate all’età.

(Unpublished data: Gary Osborn, R.Ph. and Heriberto Salinas, MD., Texas Insitute of functional medicines, 1999)

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Effetti Clinici dell’Introduzione nella Dieta dell’ Antiossidante Minerale Silicato, Microhydrin®, Sulla Risposta Cardiovascolare Durante l’Esercizio Fisico

Journal of Medicinal Food  –  Volume 4, Number 3, 2001 –  Marie Ann Liebert, Inc.

Kimberly L. Purly Lloyd, M.S.,1 Wendy Wasmund, B.S.,2 Leonard Smith,  M.D.,1 e Peter B. Raven, Ph.D2.

ANALISI

I minerali silicati amorfi, spesso descritti come polvere farinosa di roccia, erano una volta molto comuni nelle acque sorgive e nei flussi d’acqua di origine glaciale. Le particelle minerali della silice non solo legano chimicamente acqua ed altri elementi per trasportarli; ma possono legare anche idrogeno ridotto, che rilascia elettroni, svolgendo attività antiossidante o riducente sui fluidi circostanti. Lo scopo di questo studio è stato quello di esaminare la risposta del sistema cardiovascolare durante l’esercizio fisico dopo l’introduzione nella dieta dell’ integratore minerale silicato antiossidante, la microidrina (RBC Life Sciences, Inc., Irving, TX). E’ stato svolto un trial clinico che ha coinvolto anche un esperimento incrociato, a doppio cieco con controllo placebo. I soggetti hanno ricevuto l’agente attivo oppure placebo, 4 pastiglie al giorno, per sette giorni, prima della prova. L’esperimento ha coinvolto sei ciclisti allenati che hanno svolto un esercizio ciclistico equivalente a 40 Km. Sono stati valutati i parametri di percezione dello sforzo e misure di consumo dell’ossigeno, battito cardiaco, prestazioni durante lo sforzo, e concentrazione del lattato nel sangue sia prima sia dopo l’esercizio. Nonostante non ci fossero differenze (P ≥0.05) riguardo a prestazioni, battito cardiaco, consumo d’ossigeno e tasso di percezione dello sforzo durante l’esercizio, i valori di concentrazione di lattato (acido lattico) dopo lo sforzo erano significativamente più basse (P ≤ 0.05) nei casi in cui era stato usato l’integratore, in confronto all’assunzione di placebo. Questi dati suggeriscono un effetto benefico della Microhydrin sul metabolismo del lattato.

INTRODUZIONE

I flussi d’acqua glaciale di tutto il mondo sono ricchi di minerali silicati amorfi, molti dei quali hanno le dimensioni in scala nanoparticellare (‹ 1 μ).1,2 E’ stato riportato da McCarrison3 dopo la sua visita presso Hunza ,Pakistan Ovest,che gli abitanti locali avevano una salute eccellente in modo fuori dal comune ed una longevità eccezionale. Nonostante alcuni abbiano polemizzato sui metodi e l’accuratezza dei dati sulla longevità nell’area Hunza, altri sono propensi a supportare la notizia che gli individui locali abbiano una salute eccezionale ed abbiano una indubbia longevità.1,2,4-8 Un Team di cardiologi ha osservato e riportato che lo stato di salute cardiaca dei centenari di quest’ area è eccezionalmente buona e che questo possa essere un effetto di rallentamento dell’invecchiamento.5 Il buono stato di salute e di longevità è stato attribuito in gran parte all’uso di acqua glaciale per l’irrigazione delle coltivazioni e per il consumo di acqua potabile.6

Analisi geochimiche hanno dimostrato che i minerali silicati colloidali mostrano una varietà di caratteristiche, inclusa la formazione di acqua strutturata attorno all’interfaccia, la quale fornisce una superficie idratata che assorbe elementi o composti come potassio, ferro, magnesio, litio, calcio e idrogeno2,9 (Fig. 1). E’ stato sintetizzato un analogo strutturale di uno specifico silicato per l’integratore dietologico, simile a quelli trovati nelle acque glaciali e che mantiene le proprietà geofisiche inerenti a tali minerali. Le particelle  silicate che spaziano tra i 50 ed i 100 Å di diametro possono essere sintetizzate e vengono chiamate clusters o Microclusters® (un procedimento privato è stato sviluppato da : Flanagan Technologies, Inc., Cottonwoods, AZ). I microcluster, all’interfaccia, possono essere saturati con idrogeno ridotto o con ioni idruro (H). Ciascuna di queste particelle quindi agisce come riducente o antiossidante quando è in soluzione (potenziale standard di ossidoriduzione: -550 mV). L’acqua strutturata all’interfaccia stabilizza il trasferimento elettronico2 (Fig 1). Specifiche interazioni con i silicati potrebbero verosimilmente avere un ruolo sostanziale nella biodisponibilità alimentare tramite l’aumento delle proprietà di solvatazione, trasporto di ioni ed acqua e la capacità di protezione antiossidante da agenti come i radicali liberi. 2,10,11

Il microcluster silicato idrato, Microhydrin (procedimento privato, Flanagan Technologies, Inc., Cottonwoods, AZ), fornisce anche potenziale antiossidante in analisi standard su antiossidanti. image002

Interfaccia Acqua-Silicato

Fig 1: Diagramma che mostra l’interfaccia acqua-silicato (legami silanici SiOH) e la disposizione dell’acqua strutturata in modo concentrico sulla superficie (tre strati d’acqua denominati omega, beta e delta), con assorbimento di altri elementi all’interno degli strati.

Risultati preliminari indicano che le proprietà del silicato antiossidante nella dieta possono ridurre nicotinammide adenina di nucleotide (NADH), citocromo C, epinefrina ed il radicale libero super ossido in test in vitro standard (Joe McLord, comunicazione personale). Lo scopo di questo studio è stato quello di testare gli effetti cardiovascolari dell’antiossidante durante l’esercizio fisico in confronto all’effetto placebo. E’ stato svolto un esercizio ciclistico di 40 Km per determinare gli effetti dell’integratore sulla produzione dell’energia durante lo sforzo.

MATERIALI E METODI

Le procedure di Trial clinico sono state effettuate in accordo con gli standard etici del Comitato sulla Sperimentazione Umana e la Dichiarazione di Helsinki. Le procedure sperimentali e le forme di consenso, firmate dai volontari prima della partecipazione, sono state approvate dal Consiglio di Revisione Istituzionale dell’Università del Centro di Scienze Sanitarie del Texas Nord. Ogni pastiglia conteneva 250 mg di minerale silicato colloidale, Microhydrin assieme a polvere di riso (350 mg), come composto eccipiente ed è fornito da: RBC Life Sciences, Inc., Irving, Texas. L’integratore minerale silicato consiste in un derivato della silice commestibile con proprietà colloidali, contenente carbonato di potassio e solfato di magnesio formulato in particelle nano colloidali sferiche silicate. I placebo, assunti durante il periodo di controllo, contenevano circa 570 mg di polvere di crusca di riso.

Sei soggetti maschi sono stati incrociati per dare a ciascuno, come integrazione nella dieta integratore oppure placebo per 7 giorni prima di competere in un trial ciclistico cronometrato di 40 Km. I soggetti hanno ricevuto un appropriato numero di pastiglie per tre volte al giorno ( 1 pastiglia al mattino, 2 a pranzo ed 1 alla sera ), per 1 settimana prima del giorno del test e nel giorno stesso del test di prova. Un campione di popolazione di sei  ciclisti maschi che erano sani, esenti da farmaci e/o droghe e non fumatori tra i 20-29 anni di età hanno effettuato un test ciclistico cronometrato (Time Trial). I soggetti avevano un elevato grado di preparazione atletica, intesa come consumo massimo di ossigeno (VO2 max), sotto sforzo ciclistico, maggiore di 60 ml/Kg/ min. Ogni soggetto ha completato un questionario su eventuali interventi medici precedenti ed attività fisica e si è sottoposto ad elettrocardiogramma (ECG) a riposo, svolto in collaborazione con fisiologi professionisti.

Ogni soggetto è stato in laboratorio tre volte -una per lo screening iniziale, una dopo l’assunzione di placebo ed una dopo assunzione di Microhydrin. Lo screening iniziale ha compreso un ECG a 12 guide, una misura della pressione sanguigna durante il riposo, un questionario di storia medica ed un test sotto sforzo graduale con una cyclette stazionaria (ID 5500; Scifit Lahaina, Maui, HI), per la valutazione di VO2 max. Ai soggetti è stato richiesto di scrivere un memoriale sul loro consumo di cibo, integratori e bevande durante la settimana precedente al test per consentire lo svolgimento delle linee dietetiche previste. Ai soggetti è stato richiesto di astenersi da integratori alimentari durante le settimane del test. Il pasto assunto prima del test è stato uguale per tutti onde evitare qualsiasi differenza nella dieta. I soggetti si sono astenuti da esercizio, caffeina ed alcool per 24 ore prima del test.

Ogni soggetto ha svolto due turni di esercizio fisico in ordine casuale, con 1 settimana di intervallo tra le prove per riposo. Nel giorno della prova (Trial Ciclistico) ogni soggetto ha ingerito le due pastiglie con un bicchiere d’acqua, 30 minuti prima di iniziare l’esercizio.Campioni di lattato ematico a riposo sono stati raccolti 5 minuti prima della corsa (lattato ematico pre-esercizio) e 5 minuti dopo l’esercizio, a riposo in posizione seduta (lattato post-esercizio). Durante la prova di 40 Km, il tasso di percezione dello sforzo (RPE), e misure del battito cardiaco, VO2, e rendimento sono state misurate ogni 10 minuti. Ogni soggetto ha corso su una cyclette stazionaria ergometrica a velocità costante (90-100 rpm) per 40 Km (24.8 miglia).

I soggetti hanno potuto rendere la massima prestazione che potessero raggiungere durante il test. Il battito cardiaco è stato monitorato di continuo da un ECG a tre guide (Hewlett Packard model #78354A; Agilent Technologies, Palo Alto, CA).

L’analisi respiratoria è stata eseguita passo-passo facendo espirare i soggetti in un boccaglio collegato ad una turbina a trasduzione volumetrica (Alpha Technologies, Laguan Hills, CA; VMM). L’ O2 respirato e le frazioni di CO2 sono state misurate da un campionatore del boccaglio connesso tramite un tubicino capillare di campionamento ad uno spettrometro di massa calibrato (Perkin-Elmer, Pomona, CA; MGA 1100). Il segnale analogico di entrambi gli spettrometri di massa ed il misuratore volumetrico sono stati trattati con una conversione dati analogico-digitale tramite computer da laboratorio. La respirazione passo-passo è stata registrata online utilizzando un software ottimizzato, specifico per il VO2. I valori di RPE sono stati raccolti ogni 5 minuti durante l’esercizio in condizioni stazionarie in accordo con il metodo di Dunbar.12

Cinque minuti dopo il completamento del test, un campione di lattato ematico post-esercizio, è stato raccolto tramite una puntura capillare. Il lattato nel sangue (15-50 μl) è stato misurato tramite il dispositivo per il monitoraggio del lattato Accusport (Indianapolis, IN), in accordo con le procedure standard.13,14

ANALISI DEI DATI

Tutte le variabili sono state valutate statisticamente tramite analisi della varianza (ANOVA) con misure effettuate in doppio con due fattori di ripetizione per comparsa nelle condizioni di integratore attivo e di placebo. Le differenze individuali sono state valutate tramite una media a due campioni accoppiati, il test del t di Student. Le variazioni nei parametri del test (VO2, RPE, battito cardiaco e rendimento) sono state anch’esse valutate tramite ANOVA con misure ripetute. Lo studio ha avuto un design incrociato per ogni soggetto necessario per il proprio controllo in misure ripetute tramite ANOVA. La tempistica di completamento dell’esercizio e le misurazioni delle concentrazioni di lattato hanno avuto solo un valore unico pre-esercizio ed uno post-esercizio.

RISULTATI

La figura 2 schematizza le velocità medie del battito cardiaco nei sei soggetti, le cui misure sono state mediate in battiti al minuto (bpm) in risposta all’esercizio sia con assunzione di placebo che nel caso di integratore attivo; le misure sono state raccolte durante lo sforzo ad intervalli di 10 minuti. Non sono state osservate differenze significative tra l’integratore attivo ed il placebo.

image003 Valori medi del battito cardiaco

Fig 2:  Tasso di battito cardiaco medio relativo ai sei soggetti, misurato in battiti al minuto ogni 10 minuti, durante un esercizio ciclistico di 40 Km in condizioni di placebo e di integrazione attiva.

La Figura 3 schematizza il VO2 medio dei sei soggetti in risposta all’esercizio con il placebo e l’integratore attivo, con misure effettuate ogni 10 minuti durante il trial ciclistico.

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Fig 3:  Valori medi di VO2 dei sei soggetti, misure effettuate ogni 10 minuti durante un esercizio ciclistico di 40 Km in condizioni di placebo e di integrazione attiva.

Non sono state rilevate differenze significative tra i soggetti assumenti l’integratori e quelli addizionati con il placebo. La Figura 4 riassume il rendimento medio (Watts) dei sei soggetti in risposta all’esercizio in condizioni di trattamento con integratore attivo e placebo, misure raccolte ad intervalli di 10 minuti.

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Fig 4:  Resa agonistica media (Watts) relativa ai sei soggetti, misure effettuate ogni 10 minuti durante un esercizio ciclistico di 40 Km in condizioni di placebo e di integrazione attiva.

Non sono state rilevate differenze significative in caso di integratore attivo e placebo. La figura 5 schematizza i valori medi di RPE relativi ai sei soggetti durante l’esercizio fisico, valori raccolti ogni 10 minuti. Non sono state rilevate differenze significative in caso di integratore attivo e placebo.

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Fig 5:  Percezione dello sforzo medio (RPE) ) relativo ai sei soggetti, misure effettuate ogni 10 minuti durante un esercizio ciclistico di 40 Km in condizioni di placebo e di integrazione attiva.

La Figura 6 riassume i valori medi di lattato nel sague, sia pre-esercizio che post-esercizio, nei sei ciclisti. Nella misura precedente alla prova fisica non sono state riscontrate differenze.

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Fig 6:  Valori medi di concentrazione di lattato nel sangue, relativi ai sei soggetti, sia pre-esercizio che post-esercizio, in condizioni di assunzione di placebo e di integratore attivo.

L’esercizio ha rivelato un notevole incremento nel sangue della concentrazione di lattato in entrambi i casi -integratore attivo e placebo- (P= 0,01 e P=0,03 rispettivamente). Nonostante questo, il lattato ematico post-esercizio era significativamente differente (P= 0,03) confrontando i gruppi “placebo” e “integratore attivo”.

Il gruppo con l’integratore attivo ha mostrato una concentrazione globale di lattato post-esercizio ematica (2,57 mmol/L, comparato con 3,37 mmol/L per i placebo).

La figura 7 confronta le variazioni  dei livelli di lattato dei placebo dopo l’esercizio in confronto a quelli nel caso di integratore attivo.  Le differenze tra i due gruppi erano statisticamente significative a P= 0,03. L’accumulo di lattato dei ciclisti che avevano consumato l’integratore attivo era significativamente minore di quello riscontrato in chi aveva assunto un placebo.

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Fig 7:  Variazioni medie di concentrazione di lattato nel sangue, relativi ai sei soggetti, sia pre-esercizio che post-esercizio, in condizioni di assunzione di placebo e di integratore attivo, le quali mostrano differenze statisticamente significative (P= 0,03) tra i due gruppi.

DISCUSSIONE

Nonostante gli studi standard avessero rivelato che l’integratore dietetico Microhydrin avesse proprietà antiossidanti, è stato interessante stimare dove la microidrina potesse fornire un beneficio nello svolgimento di attività fisica. I parametri standard di un esercizio prolungato sono stati valutati  per osservare qualsiasi possibile modifica o beneficio da una integrazione nella dieta durante lo svolgimento dell’esercizio stesso. La maggior parte dei test su esercizi prolungati per valutare gli effetti di antiossidanti tendono a misurare i prodotti di perossidazione lipidica e il miglioramento della resa agonistica, ma non necessariamente il livello di lattato nel sangue. Uno studio ha valutato gli effetti della somministrazione per 5 mesi di α-tocoferolo sul rendimento fisico durante l’esercizio di allenamento aerobico su 30 ciclisti. L’integrazione di Vitamina E non ha provocato significative variazioni sulla concentrazione di lattato nè di rendimento agonistico in confronto al placebo.15

Nonostante la letteratura sia divisa sull’interpretazione dei dati di sforzi prolungati, la capacità di resistenza è stata generalmente espressa come VO2 MAX.16,17.

Ad ogni modo è stato riscontrato di recente che il VO2 non è il miglior strumento di predizione per la capacità di resistenza sotto sforzo. La scala del tasso di percezione dello sforzo (RPE, da 6 a 20) è stato descritto inizialmente da G.V.Borg nel 1970, successivamente numerosi studi hanno dimostrato che questa scala era un buon indicatore dello stress fisico e della capacità di compiere lavoro fisico. Nonostante ciò permane una elevata variabilità nei valori di RPE in soggetti che svolgano le stesse costanti relative di rendimento (percentuale di consumo massimale di ossigeno).23

Nel determinare la soglia anaerobica, alcuni confidano maggiormente su analisi del battito cardiaco ed altri su sui livelli di lattato o su analisi respiratorie. Anche se i parametri cardiovascolari sono stati monitorati durante l’esercizio fisico, non si sono riscontrate variazioni significative durante la prova ciclistica in VO2 max, RPE, rendimento, battito cardiaco.

I livelli di lattato ematico-venoso capillare post-esercizio erano significativamente più bassi (P= 0,03) durante l’assunzione di integratore in confronto al consumo di placebo.

L’analisi dello status del lattato sanguigno capillare si sta diffondendo progressivamente su corridori ben allenati, in modo da monitorare l’intensità dell’esercizio prolungato.24

Spesso i trial atletici monitorizzano il lattato per confrontare individui molto o poco allenati a sforzi prolungati per individuarne la soglia di resistenza. L’allenamento di resistenza prima dei test sotto sforzo fisico hanno mostrato in alcuni casi un significativo decremento post-esercizio dei livelli di lattato ematico.21

Spengler e Co.21 hanno ipotizzato che la riduzione ematica della concentrazione di lattato possa essere dovuta ad un migliore assorbimento di lattato o da un incremento della capacità di metabolizzare esso stesso, ritenendo quindi che l’ allenamento aerobico del muscolo possa avere un effetto sull’utilizzo del lattato.

Nel presente studio, gli atleti sono stati comparati in modo simile ed erano ben allenati, ma non hanno partecipato ad ulteriori allenamenti sulla respirazione o la resistenza prima del test. La VO2 respiratoria non ha mostrato variazioni significative prima o dopo l’esercizio, in relazione all’uso di Microhydrin o placebo. Un incremento di produzione energetica aerobica rispetto al processo anaerobico potrebbe essere associato ad un incremento del VO2.21

Lo schema sperimentale a doppio cieco ha indicato che l’integratore alimentare svolgeva un certo effetto sui livelli di lattato post-esercizio. Abbiamo ipotizzato che livelli più bassi di lattato possano riflettere un effetto metabolico dovuto a un apporto di antiossidante nella dieta, ripristinando le funzioni energetiche durante l’esercizio. In ogni caso, diversi processi metabolici potrebbero essere alla base della produzione di lattato e della sua rimozione dal sangue, nell’ambito di molti protocolli di esercizio fisico.22

L’osservazione di differenze significative nei livelli di lattato post-esercizio potrebbe indicare 1) che è aumentata la rimozione di lattato 2) che la produzione di lattato è diminuita. Sono necessari ulteriori studi biochimici per discernere quale dei processi correlati al metabolismo del lattato possa essere coinvolto durante l’assunzione dell’integratore.

In definitiva, Microhydrin potrebbe agire positivamente sul metabolismo del lattato durante lo sforzo fisico e potrebbe preservare in parte il consumo di glicogeno, apportando quindi un beneficio al rendimento ed alla resistenza sotto sforzo.

RINGRAZIAMENTI

Desideriamo ringraziare Patrick Flanagan, l’ideatore dei Flanagan Microclusters® e della Microhydrin, per la sua assistenza e contributo alla sperimentazione sulla Microidrina. Gli autori ringraziano i ciclisti per la loro partecipazione allo studio. Questo progetto è stato permesso da: RBC Life Sciences, Inc., Irving, Texas. Desideriamo ringraziare Joe McCord dell’Istituto di Ricerca sugli Antiossidanti, università del Colorado, Centro di Ricerca di Scienze della Salute, Denver, Colorado, per i suoi studi sugli antiossidanti.

 

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