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Un elemento che pare essere decisivo secondo gli studiosi per la straordinaria longevità degli Hunza è l’acqua alcalina.

Da molti anni i ricercatori studiano ilil-popolo-hunza popolo Hunza e le caratteristiche dell’acqua che sgorga nel loro territorio e da tali studi è emerso che l’acqua bevuta dagli Hunza possiede un elevato pH (acqua alcalina), con un notevole contenuto di minerali colloidali.

ll corpo umano ha necessità di regolare il suo pH in modo estremamente preciso, e un pH corporeo spostato verso valori acidi, come avviene spesso nella nostra civiltà, porta a disturbi e conseguenze di vario genere, una porta aperta per tutte le patologie. Purtroppo lo stile di vita e l’acqua che abbiamo a nostra disposizione per bere e cucinare influenza molto l’acqua che circola nel nostro corpo e di conseguenza il nostro benessere.

La vita sulla terra è garantita dall’equilibrio tra gli opposti come positivo e negativo, ossidato e ridotto, acido e alcalino. Il pH del sangue di un individuo in buona salute è di circa 7,4, leggermente alcalino e questo valore ottimale viene mantenuto grazie a dei sistemi tampone che l’organismo possiede. Questo permette di bilanciare l’effetto di alimenti e bevande acide o acidificanti che spesso per disattenzione o a causa di un mercato che ci bombarda quotidianamente con pubblicità volte al consumo, introduciamo nel nostro organismo.

Purtroppo questi sistemi tampone a volte non riescono a neutralizzare gli effetti di stili di vita disordinati, per cui i residui acidi, se non eliminati, provocano uno stato del terreno biologico dell’organismo che prende il nome di acidosi.

Secondo la medicina naturale (che studia e prende a rifermento lo studio della Natura che ci ha generati e le antiche conoscenze tramandate) ma più recentemente anche secondo la medicina allopatica, le principali cause dell’acidosi nel nostro tempo sono attribuibili ad un eccesso di alimenti acidificanti quali la carne, i formaggi, i salumi, ma anche lo stress, la vita sedentaria, l’alcool e la nicotina, l’insufficiente apporto di liquidi, lo sport intensivo, i farmaci.

Altra causa è sicuramente la scarsa introduzione di alimenti alcalinizzanti.

Viviamo insomma in un modo che poco ha a che fare con i tempi e l’armonia della Natura.

Nel mondo occidentale l’acidosi è molto diffusa proprio a causa dell’eccessivo consumo di cibi di origine animale, latte e derivati e per la mancanza di moto che hanno un effetto acidificante.

L’uomo è l’unico mammifero che possiede circa 10 metri di intestino, tipico degli erbivori, e che consuma latte dalla nascita alla morte. Spesso le nostre scelte alimentari non sono legate alle reali necessità del nostro organismo, ma ad un mercato che vuole vendere i suoi prodotti e orienta i nostri acquisti.

Altra fonte acidificante è l’uso di bevande alcoliche e gassate e tutti questi alimenti portano a trasformazioni di tipo biochimico che producono la formazione di acidi. Anche la carenza di vitamine e minerali nella dieta dovute spesso ad alimenti che a causa di processi di raffinazione o eccessive cotture perdono i loro nutrienti, sono una causa dell’acidificazione.

Il nostro corpo, come molti di noi sanno, è costituito prevalentemente da acqua che in un organismo adulto raggiunge circa il 60% del peso corporeo entrando a far parte di ogni reazione chimica che avviene dentro di esso, nel bambino fino al 75%. L’acqua è dunque fondamentale per molte delle funzioni che avvengono all’interno di esso, per l’assorbimento dei nutrienti, per il mantenimento della temperatura corporea, per la circolazione del sangue, per la lubrificazioni delle articolazioni e per la rimozione di tutte le tossine che produciamo nello svolgimento quotidiano delle nostre attività.

L’acqua svolge, laddove è necessario, un’azione riparatrice. Senza cibo possiamo sopravvivere relativamente a lungo, ma senza acqua la nostra vita si spegne in poco tempo.

Purtroppo, nel nostro organismo, i rifiuti acidi non eliminati completamente vengono assorbiti attraverso il colon e convogliati nel fegato per tornare nel grande circolo. Successivamente possono di nuovo depositarsi nei tessuti e nei vari organi e i depositi acidi creano una serie di problemi per la nostra salute.

Già negli anni prima della seconda guerra mondialeHenry_Coanda Henri Coanda, un medico rumeno, si accorse che alcune popolazioni della Terra avevano una vita media superiore ai 100 anni, godevano di ottima salute e percorrevano a piedi grandi distanze (50 km) ogni giorno per spostarsi da un villaggio all’altro.

Fra queste popolazioni vi erano appunto gli abitanti della Valle degli Hunza nell’Himalaya pakistano, ma anche popolazioni andine, caratterizzate da comuni abitudini alimentari: tutte abituate a bere acque provenienti dai ghiacciai posti sopra i 5000 metri di quota.
I ruscelli che scendono nelle vallate sono appunto la fonte da cui bevono quelle popolazioni così sane e longeve.
Il segreto dell’assenza di artriti, artrosi, dolori scheletrici ed in generale di malattie senili sta, appunto, nel grande apporto di potenziale ossido-riduttivo dovuto all’acqua bevuta.
Il dottor Coanda dichiarò che la salute degli Hunza era dovuta all’acqua che bevevano, un’acqua dalle proprietà anomale. L’acqua bevuta dagli Hunza (acqua alcalina ionizzata) ha un grande potere regolatore sui tre fattori chiave del liquido interstiziale: mantiene il pH leggermente alcalino, impedendo di fatto lo sviluppo di tutte le forme di vita estranee e nocive al nostro organismo; regola la resistenza elettrica, facilitando la comunicazione intercellulare ed il trasporto degli ioni; ed infine, apporta al sistema un nutrimento reale grazie al potenziale ossido-riduttivo (ORP) altamente negativo, il più basso conosciuto in natura.

DR warburgNel 1923, il dottor Otto Heinrich Walburg attribuì la causa del cancro all’acidosi (mancanza di equilibrio acido-base) e all’ipossia (mancanza di ossigeno alle cellule), scoperta che gli valse il premio Nobel nel 1931.

Egli affermò nei sui scritti che le cellule tumorali, a differenza di tutti gli altri tipi di cellule, possono vivere e svilupparsi in assenza di ossigeno e quindi privando una cellula del suo contenuto di ossigeno del 35% per più di 48 ore può renderla cancerogena. Dopo 80 anni, l’Istituto Superiore della Sanità il 27 settembre 2010 comunicò che è necessario combattere l’acidità per sconfiggere il cancro. Ormai le ricerche scientifiche hanno dimostrato che per prevenire le malattie bisogna creare un ambiente alcalino perché queste prosperano e si sviluppano in ambiente acido. La situazione di acidosi risulta essere la causa principale o la concausa del 90% delle malattie.

Il dottor Hiromy Shinya, esperto nella cura del colon, professore di Chirurgia al Collegio di Medicina Albert Einstein e capo di Endoscopia al Beth Israel Medical Center di New York City, famoso per aver sviluppato la tecnica di endoscopia del colon, ha condotto diversi studi endoscopici dopo l’utilizzo di acqua alcalina ionizzata.

L’acqua alcalina ionizzata aiuta quindi ad eliminare l’abbondanza di rifiuti acidi mantenendo il corpo in salute ed è antiossidante, cioè combatte e neutralizza i radicali liberi responsabili dell’invecchiamento precoce delle nostre cellule.

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Effetti Clinici dell’Introduzione nella Dieta dell’ Antiossidante Minerale Silicato, Microhydrin®, Sulla Risposta Cardiovascolare Durante l’Esercizio Fisico

Journal of Medicinal Food  –  Volume 4, Number 3, 2001 –  Marie Ann Liebert, Inc.

Kimberly L. Purly Lloyd, M.S.,1 Wendy Wasmund, B.S.,2 Leonard Smith,  M.D.,1 e Peter B. Raven, Ph.D2.

ANALISI

I minerali silicati amorfi, spesso descritti come polvere farinosa di roccia, erano una volta molto comuni nelle acque sorgive e nei flussi d’acqua di origine glaciale. Le particelle minerali della silice non solo legano chimicamente acqua ed altri elementi per trasportarli; ma possono legare anche idrogeno ridotto, che rilascia elettroni, svolgendo attività antiossidante o riducente sui fluidi circostanti. Lo scopo di questo studio è stato quello di esaminare la risposta del sistema cardiovascolare durante l’esercizio fisico dopo l’introduzione nella dieta dell’ integratore minerale silicato antiossidante, la microidrina (RBC Life Sciences, Inc., Irving, TX). E’ stato svolto un trial clinico che ha coinvolto anche un esperimento incrociato, a doppio cieco con controllo placebo. I soggetti hanno ricevuto l’agente attivo oppure placebo, 4 pastiglie al giorno, per sette giorni, prima della prova. L’esperimento ha coinvolto sei ciclisti allenati che hanno svolto un esercizio ciclistico equivalente a 40 Km. Sono stati valutati i parametri di percezione dello sforzo e misure di consumo dell’ossigeno, battito cardiaco, prestazioni durante lo sforzo, e concentrazione del lattato nel sangue sia prima sia dopo l’esercizio. Nonostante non ci fossero differenze (P ≥0.05) riguardo a prestazioni, battito cardiaco, consumo d’ossigeno e tasso di percezione dello sforzo durante l’esercizio, i valori di concentrazione di lattato (acido lattico) dopo lo sforzo erano significativamente più basse (P ≤ 0.05) nei casi in cui era stato usato l’integratore, in confronto all’assunzione di placebo. Questi dati suggeriscono un effetto benefico della Microhydrin sul metabolismo del lattato.

INTRODUZIONE

I flussi d’acqua glaciale di tutto il mondo sono ricchi di minerali silicati amorfi, molti dei quali hanno le dimensioni in scala nanoparticellare (‹ 1 μ).1,2 E’ stato riportato da McCarrison3 dopo la sua visita presso Hunza ,Pakistan Ovest,che gli abitanti locali avevano una salute eccellente in modo fuori dal comune ed una longevità eccezionale. Nonostante alcuni abbiano polemizzato sui metodi e l’accuratezza dei dati sulla longevità nell’area Hunza, altri sono propensi a supportare la notizia che gli individui locali abbiano una salute eccezionale ed abbiano una indubbia longevità.1,2,4-8 Un Team di cardiologi ha osservato e riportato che lo stato di salute cardiaca dei centenari di quest’ area è eccezionalmente buona e che questo possa essere un effetto di rallentamento dell’invecchiamento.5 Il buono stato di salute e di longevità è stato attribuito in gran parte all’uso di acqua glaciale per l’irrigazione delle coltivazioni e per il consumo di acqua potabile.6

Analisi geochimiche hanno dimostrato che i minerali silicati colloidali mostrano una varietà di caratteristiche, inclusa la formazione di acqua strutturata attorno all’interfaccia, la quale fornisce una superficie idratata che assorbe elementi o composti come potassio, ferro, magnesio, litio, calcio e idrogeno2,9 (Fig. 1). E’ stato sintetizzato un analogo strutturale di uno specifico silicato per l’integratore dietologico, simile a quelli trovati nelle acque glaciali e che mantiene le proprietà geofisiche inerenti a tali minerali. Le particelle  silicate che spaziano tra i 50 ed i 100 Å di diametro possono essere sintetizzate e vengono chiamate clusters o Microclusters® (un procedimento privato è stato sviluppato da : Flanagan Technologies, Inc., Cottonwoods, AZ). I microcluster, all’interfaccia, possono essere saturati con idrogeno ridotto o con ioni idruro (H). Ciascuna di queste particelle quindi agisce come riducente o antiossidante quando è in soluzione (potenziale standard di ossidoriduzione: -550 mV). L’acqua strutturata all’interfaccia stabilizza il trasferimento elettronico2 (Fig 1). Specifiche interazioni con i silicati potrebbero verosimilmente avere un ruolo sostanziale nella biodisponibilità alimentare tramite l’aumento delle proprietà di solvatazione, trasporto di ioni ed acqua e la capacità di protezione antiossidante da agenti come i radicali liberi. 2,10,11

Il microcluster silicato idrato, Microhydrin (procedimento privato, Flanagan Technologies, Inc., Cottonwoods, AZ), fornisce anche potenziale antiossidante in analisi standard su antiossidanti. image002

Interfaccia Acqua-Silicato

Fig 1: Diagramma che mostra l’interfaccia acqua-silicato (legami silanici SiOH) e la disposizione dell’acqua strutturata in modo concentrico sulla superficie (tre strati d’acqua denominati omega, beta e delta), con assorbimento di altri elementi all’interno degli strati.

Risultati preliminari indicano che le proprietà del silicato antiossidante nella dieta possono ridurre nicotinammide adenina di nucleotide (NADH), citocromo C, epinefrina ed il radicale libero super ossido in test in vitro standard (Joe McLord, comunicazione personale). Lo scopo di questo studio è stato quello di testare gli effetti cardiovascolari dell’antiossidante durante l’esercizio fisico in confronto all’effetto placebo. E’ stato svolto un esercizio ciclistico di 40 Km per determinare gli effetti dell’integratore sulla produzione dell’energia durante lo sforzo.

MATERIALI E METODI

Le procedure di Trial clinico sono state effettuate in accordo con gli standard etici del Comitato sulla Sperimentazione Umana e la Dichiarazione di Helsinki. Le procedure sperimentali e le forme di consenso, firmate dai volontari prima della partecipazione, sono state approvate dal Consiglio di Revisione Istituzionale dell’Università del Centro di Scienze Sanitarie del Texas Nord. Ogni pastiglia conteneva 250 mg di minerale silicato colloidale, Microhydrin assieme a polvere di riso (350 mg), come composto eccipiente ed è fornito da: RBC Life Sciences, Inc., Irving, Texas. L’integratore minerale silicato consiste in un derivato della silice commestibile con proprietà colloidali, contenente carbonato di potassio e solfato di magnesio formulato in particelle nano colloidali sferiche silicate. I placebo, assunti durante il periodo di controllo, contenevano circa 570 mg di polvere di crusca di riso.

Sei soggetti maschi sono stati incrociati per dare a ciascuno, come integrazione nella dieta integratore oppure placebo per 7 giorni prima di competere in un trial ciclistico cronometrato di 40 Km. I soggetti hanno ricevuto un appropriato numero di pastiglie per tre volte al giorno ( 1 pastiglia al mattino, 2 a pranzo ed 1 alla sera ), per 1 settimana prima del giorno del test e nel giorno stesso del test di prova. Un campione di popolazione di sei  ciclisti maschi che erano sani, esenti da farmaci e/o droghe e non fumatori tra i 20-29 anni di età hanno effettuato un test ciclistico cronometrato (Time Trial). I soggetti avevano un elevato grado di preparazione atletica, intesa come consumo massimo di ossigeno (VO2 max), sotto sforzo ciclistico, maggiore di 60 ml/Kg/ min. Ogni soggetto ha completato un questionario su eventuali interventi medici precedenti ed attività fisica e si è sottoposto ad elettrocardiogramma (ECG) a riposo, svolto in collaborazione con fisiologi professionisti.

Ogni soggetto è stato in laboratorio tre volte -una per lo screening iniziale, una dopo l’assunzione di placebo ed una dopo assunzione di Microhydrin. Lo screening iniziale ha compreso un ECG a 12 guide, una misura della pressione sanguigna durante il riposo, un questionario di storia medica ed un test sotto sforzo graduale con una cyclette stazionaria (ID 5500; Scifit Lahaina, Maui, HI), per la valutazione di VO2 max. Ai soggetti è stato richiesto di scrivere un memoriale sul loro consumo di cibo, integratori e bevande durante la settimana precedente al test per consentire lo svolgimento delle linee dietetiche previste. Ai soggetti è stato richiesto di astenersi da integratori alimentari durante le settimane del test. Il pasto assunto prima del test è stato uguale per tutti onde evitare qualsiasi differenza nella dieta. I soggetti si sono astenuti da esercizio, caffeina ed alcool per 24 ore prima del test.

Ogni soggetto ha svolto due turni di esercizio fisico in ordine casuale, con 1 settimana di intervallo tra le prove per riposo. Nel giorno della prova (Trial Ciclistico) ogni soggetto ha ingerito le due pastiglie con un bicchiere d’acqua, 30 minuti prima di iniziare l’esercizio.Campioni di lattato ematico a riposo sono stati raccolti 5 minuti prima della corsa (lattato ematico pre-esercizio) e 5 minuti dopo l’esercizio, a riposo in posizione seduta (lattato post-esercizio). Durante la prova di 40 Km, il tasso di percezione dello sforzo (RPE), e misure del battito cardiaco, VO2, e rendimento sono state misurate ogni 10 minuti. Ogni soggetto ha corso su una cyclette stazionaria ergometrica a velocità costante (90-100 rpm) per 40 Km (24.8 miglia).

I soggetti hanno potuto rendere la massima prestazione che potessero raggiungere durante il test. Il battito cardiaco è stato monitorato di continuo da un ECG a tre guide (Hewlett Packard model #78354A; Agilent Technologies, Palo Alto, CA).

L’analisi respiratoria è stata eseguita passo-passo facendo espirare i soggetti in un boccaglio collegato ad una turbina a trasduzione volumetrica (Alpha Technologies, Laguan Hills, CA; VMM). L’ O2 respirato e le frazioni di CO2 sono state misurate da un campionatore del boccaglio connesso tramite un tubicino capillare di campionamento ad uno spettrometro di massa calibrato (Perkin-Elmer, Pomona, CA; MGA 1100). Il segnale analogico di entrambi gli spettrometri di massa ed il misuratore volumetrico sono stati trattati con una conversione dati analogico-digitale tramite computer da laboratorio. La respirazione passo-passo è stata registrata online utilizzando un software ottimizzato, specifico per il VO2. I valori di RPE sono stati raccolti ogni 5 minuti durante l’esercizio in condizioni stazionarie in accordo con il metodo di Dunbar.12

Cinque minuti dopo il completamento del test, un campione di lattato ematico post-esercizio, è stato raccolto tramite una puntura capillare. Il lattato nel sangue (15-50 μl) è stato misurato tramite il dispositivo per il monitoraggio del lattato Accusport (Indianapolis, IN), in accordo con le procedure standard.13,14

ANALISI DEI DATI

Tutte le variabili sono state valutate statisticamente tramite analisi della varianza (ANOVA) con misure effettuate in doppio con due fattori di ripetizione per comparsa nelle condizioni di integratore attivo e di placebo. Le differenze individuali sono state valutate tramite una media a due campioni accoppiati, il test del t di Student. Le variazioni nei parametri del test (VO2, RPE, battito cardiaco e rendimento) sono state anch’esse valutate tramite ANOVA con misure ripetute. Lo studio ha avuto un design incrociato per ogni soggetto necessario per il proprio controllo in misure ripetute tramite ANOVA. La tempistica di completamento dell’esercizio e le misurazioni delle concentrazioni di lattato hanno avuto solo un valore unico pre-esercizio ed uno post-esercizio.

RISULTATI

La figura 2 schematizza le velocità medie del battito cardiaco nei sei soggetti, le cui misure sono state mediate in battiti al minuto (bpm) in risposta all’esercizio sia con assunzione di placebo che nel caso di integratore attivo; le misure sono state raccolte durante lo sforzo ad intervalli di 10 minuti. Non sono state osservate differenze significative tra l’integratore attivo ed il placebo.

image003 Valori medi del battito cardiaco

Fig 2:  Tasso di battito cardiaco medio relativo ai sei soggetti, misurato in battiti al minuto ogni 10 minuti, durante un esercizio ciclistico di 40 Km in condizioni di placebo e di integrazione attiva.

La Figura 3 schematizza il VO2 medio dei sei soggetti in risposta all’esercizio con il placebo e l’integratore attivo, con misure effettuate ogni 10 minuti durante il trial ciclistico.

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Fig 3:  Valori medi di VO2 dei sei soggetti, misure effettuate ogni 10 minuti durante un esercizio ciclistico di 40 Km in condizioni di placebo e di integrazione attiva.

Non sono state rilevate differenze significative tra i soggetti assumenti l’integratori e quelli addizionati con il placebo. La Figura 4 riassume il rendimento medio (Watts) dei sei soggetti in risposta all’esercizio in condizioni di trattamento con integratore attivo e placebo, misure raccolte ad intervalli di 10 minuti.

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Fig 4:  Resa agonistica media (Watts) relativa ai sei soggetti, misure effettuate ogni 10 minuti durante un esercizio ciclistico di 40 Km in condizioni di placebo e di integrazione attiva.

Non sono state rilevate differenze significative in caso di integratore attivo e placebo. La figura 5 schematizza i valori medi di RPE relativi ai sei soggetti durante l’esercizio fisico, valori raccolti ogni 10 minuti. Non sono state rilevate differenze significative in caso di integratore attivo e placebo.

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Fig 5:  Percezione dello sforzo medio (RPE) ) relativo ai sei soggetti, misure effettuate ogni 10 minuti durante un esercizio ciclistico di 40 Km in condizioni di placebo e di integrazione attiva.

La Figura 6 riassume i valori medi di lattato nel sague, sia pre-esercizio che post-esercizio, nei sei ciclisti. Nella misura precedente alla prova fisica non sono state riscontrate differenze.

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Fig 6:  Valori medi di concentrazione di lattato nel sangue, relativi ai sei soggetti, sia pre-esercizio che post-esercizio, in condizioni di assunzione di placebo e di integratore attivo.

L’esercizio ha rivelato un notevole incremento nel sangue della concentrazione di lattato in entrambi i casi -integratore attivo e placebo- (P= 0,01 e P=0,03 rispettivamente). Nonostante questo, il lattato ematico post-esercizio era significativamente differente (P= 0,03) confrontando i gruppi “placebo” e “integratore attivo”.

Il gruppo con l’integratore attivo ha mostrato una concentrazione globale di lattato post-esercizio ematica (2,57 mmol/L, comparato con 3,37 mmol/L per i placebo).

La figura 7 confronta le variazioni  dei livelli di lattato dei placebo dopo l’esercizio in confronto a quelli nel caso di integratore attivo.  Le differenze tra i due gruppi erano statisticamente significative a P= 0,03. L’accumulo di lattato dei ciclisti che avevano consumato l’integratore attivo era significativamente minore di quello riscontrato in chi aveva assunto un placebo.

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Fig 7:  Variazioni medie di concentrazione di lattato nel sangue, relativi ai sei soggetti, sia pre-esercizio che post-esercizio, in condizioni di assunzione di placebo e di integratore attivo, le quali mostrano differenze statisticamente significative (P= 0,03) tra i due gruppi.

DISCUSSIONE

Nonostante gli studi standard avessero rivelato che l’integratore dietetico Microhydrin avesse proprietà antiossidanti, è stato interessante stimare dove la microidrina potesse fornire un beneficio nello svolgimento di attività fisica. I parametri standard di un esercizio prolungato sono stati valutati  per osservare qualsiasi possibile modifica o beneficio da una integrazione nella dieta durante lo svolgimento dell’esercizio stesso. La maggior parte dei test su esercizi prolungati per valutare gli effetti di antiossidanti tendono a misurare i prodotti di perossidazione lipidica e il miglioramento della resa agonistica, ma non necessariamente il livello di lattato nel sangue. Uno studio ha valutato gli effetti della somministrazione per 5 mesi di α-tocoferolo sul rendimento fisico durante l’esercizio di allenamento aerobico su 30 ciclisti. L’integrazione di Vitamina E non ha provocato significative variazioni sulla concentrazione di lattato nè di rendimento agonistico in confronto al placebo.15

Nonostante la letteratura sia divisa sull’interpretazione dei dati di sforzi prolungati, la capacità di resistenza è stata generalmente espressa come VO2 MAX.16,17.

Ad ogni modo è stato riscontrato di recente che il VO2 non è il miglior strumento di predizione per la capacità di resistenza sotto sforzo. La scala del tasso di percezione dello sforzo (RPE, da 6 a 20) è stato descritto inizialmente da G.V.Borg nel 1970, successivamente numerosi studi hanno dimostrato che questa scala era un buon indicatore dello stress fisico e della capacità di compiere lavoro fisico. Nonostante ciò permane una elevata variabilità nei valori di RPE in soggetti che svolgano le stesse costanti relative di rendimento (percentuale di consumo massimale di ossigeno).23

Nel determinare la soglia anaerobica, alcuni confidano maggiormente su analisi del battito cardiaco ed altri su sui livelli di lattato o su analisi respiratorie. Anche se i parametri cardiovascolari sono stati monitorati durante l’esercizio fisico, non si sono riscontrate variazioni significative durante la prova ciclistica in VO2 max, RPE, rendimento, battito cardiaco.

I livelli di lattato ematico-venoso capillare post-esercizio erano significativamente più bassi (P= 0,03) durante l’assunzione di integratore in confronto al consumo di placebo.

L’analisi dello status del lattato sanguigno capillare si sta diffondendo progressivamente su corridori ben allenati, in modo da monitorare l’intensità dell’esercizio prolungato.24

Spesso i trial atletici monitorizzano il lattato per confrontare individui molto o poco allenati a sforzi prolungati per individuarne la soglia di resistenza. L’allenamento di resistenza prima dei test sotto sforzo fisico hanno mostrato in alcuni casi un significativo decremento post-esercizio dei livelli di lattato ematico.21

Spengler e Co.21 hanno ipotizzato che la riduzione ematica della concentrazione di lattato possa essere dovuta ad un migliore assorbimento di lattato o da un incremento della capacità di metabolizzare esso stesso, ritenendo quindi che l’ allenamento aerobico del muscolo possa avere un effetto sull’utilizzo del lattato.

Nel presente studio, gli atleti sono stati comparati in modo simile ed erano ben allenati, ma non hanno partecipato ad ulteriori allenamenti sulla respirazione o la resistenza prima del test. La VO2 respiratoria non ha mostrato variazioni significative prima o dopo l’esercizio, in relazione all’uso di Microhydrin o placebo. Un incremento di produzione energetica aerobica rispetto al processo anaerobico potrebbe essere associato ad un incremento del VO2.21

Lo schema sperimentale a doppio cieco ha indicato che l’integratore alimentare svolgeva un certo effetto sui livelli di lattato post-esercizio. Abbiamo ipotizzato che livelli più bassi di lattato possano riflettere un effetto metabolico dovuto a un apporto di antiossidante nella dieta, ripristinando le funzioni energetiche durante l’esercizio. In ogni caso, diversi processi metabolici potrebbero essere alla base della produzione di lattato e della sua rimozione dal sangue, nell’ambito di molti protocolli di esercizio fisico.22

L’osservazione di differenze significative nei livelli di lattato post-esercizio potrebbe indicare 1) che è aumentata la rimozione di lattato 2) che la produzione di lattato è diminuita. Sono necessari ulteriori studi biochimici per discernere quale dei processi correlati al metabolismo del lattato possa essere coinvolto durante l’assunzione dell’integratore.

In definitiva, Microhydrin potrebbe agire positivamente sul metabolismo del lattato durante lo sforzo fisico e potrebbe preservare in parte il consumo di glicogeno, apportando quindi un beneficio al rendimento ed alla resistenza sotto sforzo.

RINGRAZIAMENTI

Desideriamo ringraziare Patrick Flanagan, l’ideatore dei Flanagan Microclusters® e della Microhydrin, per la sua assistenza e contributo alla sperimentazione sulla Microidrina. Gli autori ringraziano i ciclisti per la loro partecipazione allo studio. Questo progetto è stato permesso da: RBC Life Sciences, Inc., Irving, Texas. Desideriamo ringraziare Joe McCord dell’Istituto di Ricerca sugli Antiossidanti, università del Colorado, Centro di Ricerca di Scienze della Salute, Denver, Colorado, per i suoi studi sugli antiossidanti.

 

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  1. Garcin M, Vautier JF, Vandewalle H, Wolff M, Monod H: Ratings of perceived exertion (RPE) during cycling exercises at constant power output. Ergonomics 1998; 41:1500–1509.
  1. Held T, Marti B: Substantial influence of level of endurance capacity on the association of perceived exertion with blood lactate accumulation. Int J Sports Med 1999;20:34–39.

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Kimberly L. Purdy Lloyd

RBC Life Sciences, Inc.

2301 Crown Court

Irving, TX 75038

Traduzione a cura di Steve Zanardi. Vietata la copia o qualsiasi forma di riproduzione non autorizzata. Proprietà di http://www.coraldigitalnetwork.com

Abstracts di Studi Preliminari su Microhydrin® – Un Nanocolloide Funzionale Silicato

Clinton H. Howard and Kimberly Lloyd
Revisione di Gennaio, 2000

RBC Life Sciences sta conducendo una serie crescente di studi clinici e di laboratorio volti a valutare le caratteristiche nutrizionali ed i benefici della Microhydrin (250 mg per pastiglia), come minerale antiossidante. Gli articoli seguenti sono brevi riassunti dei risultati ottenuti da studi conclusi in gennaio 2000.

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La Microhydrin® ha Effettivamente Abbassato i Livelli di Acido Lattico presenti  nel Sangue Durante Esercizi Intensivi

 

Il Dipartimento di Fisiologia dello Sport dell’Università del Centro di Scienze della Salute, nel Nord del Texas a Fort Worth (Texas), ha condotto uno studio incrociato a doppio cieco con controllo placebo su 6 ciclisti maschi riguardo alla presenza di acido lattico (lattato) nel sangue durante 40K (24.8 mi), cronometrati nella corsa in bici a velocità massima. I soggetti hanno ricevuto 4 pastiglie di Microhydrin o di placebo giornaliere, assumendone una al mattino, due al pomeriggio ed una la sera, nella settimana prima del test ed anche nella stessa settimana del test. I soggetti si sono astenuti da ogni altro tipo di integratore non prescritto dal test durante il periodo dell’ esperimento; inoltre, ogni soggetto ha ricevuto 2 pastiglie con acqua 30 minuti prima di ogni prima dell’inizio di ogni prova fisica. I livelli di lattato nel sangue sono stati misurati prima e 5 minuti dopo ogni sessione di esercizio. La Microhydrin ha significativamente diminuito i livelli di acido lattico (lattato) se comparati con i placebo durante sforzo intensivo (p=0,03). (Pubblicazione tratta da: “ Journal of Medical Foods”, 1999 Vol 3 No.4 p151-159 Peter Raven Ph.D. 1999 & Wendy Wasmund, B.S. University of North Texas Health Science Center at Fort Worth, 1999.)

L’acido lattico si accumula durante esercizio intensivo o prolungato. E’ un problema comune tra atleti, persone che lavorano in ambienti esterni, praticano sports oppure fanno esercizio fisico per tempi prolungati.

I livelli decrementati di acido lattico (lattato) immediatamente dopo un esercizio intensivo sono un ulteriore indicatore dell’ abilità della Microhydrin ad aiutare a fornire una fonte energetica diretta (la produzione di ATP) necessaria alle funzioni cellulari. Una funzione energetica ergogenica si attua quando una sostanza aumenta l’energia biochimica senza l’introduzione di ulteriori carboidrati o calorie nella dieta.

La Microhydrin nell’idratazione intra ed extracellulare

E’ stato condotto uno studio preliminare a doppio cieco con controllo di tipo placebo utilizzando l’analizzatore a impedenza bioelettrico RJL che misura l’idratazione del corpo basandosi sullo status nutrizionale del paziente, metodo sviluppato da R.J.Liedtke. Sette soggetti hanno ricevuto 4 pastiglie giornaliere di placebo (polvere di crusca di riso). I valori medi hanno dimostrato un incremento dell’idratazione sia intracellulare che extracellulare dovuta al consumo di Microhydrin se comparati con quelli del gruppo placebo.

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Quando è stata consumata Microhydrin , il valore di idratazione totale corporea (acqua intra ed extra cellulare) è stata incrementata di 2.7%. Le variazioni osservate in TBW quando i soggetti hanno assunto Microhydrin ,  confrontati con i placebo, hanno mostrato sigificatività statistica  (p < 0.05) utilizzando il test del t di Student per piccoli campioni statistici.L’acqua intracellulare, l’indicatore più sensibile dello stato nutrizionale e metabolico, è aumentato del 2,7%. La massa cellulare corporea (volume intracellulare), un altro indicatore dell’acqua all’interno delle cellule, ha mostrato anch’esso un incremento del 2% durante l’assunzione della Microhydrin .image007     image008

Questi incrementi dei parametri osservati in acqua extracellulare sono risultati essere statisticamente significativi (p < 0.05) in caso di consumo di Microhydrin, se comparati con chi assumeva placebo. (Dati non pubblicati, Gary Osborn R.Ph. & Heriberto Salinas, MD Texas Institute of Functional Medicines, 1999)
La Massa Cellulare Corporea (BCM) e l’acqua intracellulare (ICW) sono valutazioni del volume intracellulare e dell’acqua entro ogni cellula, rispettivamente. L’acqua corporea extracellulare, la quale bagna le cellule, ha mostrato anch’essa un incremento di volume. L’acqua intracellulare rappresenta circa il 60% dell’acqua totale del corpo in un adulto sano. L’acqua intracellulare, come indicatore di integrità cellulare, è risultato essere più elevata nei lattanti, ma decrementa nel corso dell’invecchiamento o nella perdita di massa cellulare corporea. I tessuti cellulari sani mantengono acqua all’interno delle cellule ed hanno un più elevato metabolismo anabolico (sintesi) così come catabolico (frammentazione).

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La Microhydrin Protegge da Stress Ossidativo

E’ stato condotto uno studio preliminare a doppio cieco con controllo di tipo placebo su 7 soggetti che hanno ricevuto 4 pastiglie al giorno di Microhydrin  per due settimane, ricevendo in seguito 4 pastiglie di placebo al giorno per le successive due settimane. Sono stati misurati i livelli di alchenali/creatinina nelle urine. Durante l’assunzione di Microhydrin , è stata osservata una prtezione del 43% di incremento nella protezione da radicali liberi in confronto al gruppo che assumeva placebo. E’ stato osservato in questo studio che la Microhydrin  protegge nei confronti degli alchenali del siero. Gli alchenali sono i prodotti ossidativi dovuti a perossidazione dei lipidi del siero, causata da attacchi da parte dei radicali liberi verso lipidi di membrana e lipoproteine. Essi sono indicatori di danno da radicali liberi nel corpo, associato ad aumentato rischio di malattie correlate all’invecchiamento.

(Dati non pubblicati, Gary Osborn R.Ph. & Heriberto Salinas, MD Texas Institute of Functional Medicines, 1999)

Valutazione dell’Attività Microhydrin Nella Produzione di NADH in Vitro

La produzione di ATP, la principale fontedi energia nei mitocondri, dipende dalla produzione di NADH. L’idrogeno ridotto, generato dal ciclo di Krebs, viene trasportato dall’ NADH nei mitocondri tramite la reazione a catena di trasporto di elettronico che al suo culmine produrrà una molecola di ATP ed una molecola d’acqua.

L’Idrogeno è uno dei più importanti elementi donatori di un elettrone, un doppietto elettronico oppure del prorpio protone per le reazioni di ossido/riduzione di numerosi enzimi o intermedi all’interno di cicli metabolici cellulari. Tramite osservazione in vitro, è stata misurata la conversione di NAD+ ad NADH dopo l’aggiunta di Microhydrin. Il dosaggio di quantità a concentrazioni crescenti di Microhydrin  al NAD+ ha mostrato un incremento lineare nella produzione di NADH, misurandone l’assorbimento a 350 nm. (Dati non pubblicati, Joe McCord, Ph.D University of Colorado Health Sciences Center, 1998).

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Microhydrin Incrementa La Produzione di NADH Mitocondriale e Aumenta il Potenziale di Membrana Mitocondriale in Cellule di Fegato Intatte

Microhydrin  (200 mg/ml) è stata addizionata a cellule di fegato di ratto coltivate al 90% di terreno (500,000 cells/ 4ml medium). L’autofluorescenza nel blu dell’ NADH mitocondriale è stata visualizzata tramite scansione a microscopia confocale con laser invertito Zeiss LSM 410, utilizzando una lente ad immersione 40X e sfruttando una luce di eccitazione a 356/365 nm fornita da un laser ad argon UV. Nelle condizione operative scelte, l’autofluorescenza insorge principalmente da parte dell’ NADH mitocondriale. L’ossidazione da NADH a NAD+ comporta la perdita di fluorescenza dato che sono l’ NADH è fluorescente.

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Le linee del grafico schematizzano i dati dovuti a 3 esperimenti con Microhydrin e 3 campioni di controllo. Nel gruppo della Microhydrin  l’NADH è aumentato del 20% per 20 minuti, mentre nel gruppo di controllo si è verificato un decremento nella fluorescenza di NADH di circa il 30%. Questi esperimenti preliminari suggeriscono che la Microhydrin promuova il trasferimento elettronico al NAD+ in epatociti viventi intatti. Inoltre, la Microhydrin previene l’ossidazione spontanea (o sbiancamento) dell’ NADH che avviene generalmente durante un’incubazione di questo tipo (vedere esperimento di controllo), indicando dunque una continua ricarica del nucleotide piridinico (NADH).
Il potenziale di membrana mitocondriale è stato monitorato utilizzando una coltura di epatociti overnight (in incubazione per 12 ore), simile a quella usata nell’esperimento NADH e che è stata trattata per 20 minuti con la sonda fluorescente tetrametilrodamina metilestere (TMRM). Il medium di coltura è stato stabilizzato a pH 7.4 per garantire che gli effetti precedentemente osservati non fossero dovuti a effetti di pH. Le cellule trattate con TMRM sono state osservate in microscopia confocale con laser invertito Zeiss LSM 410, attraverso una lente da obbiettivo al 63X. In questi esperimenti, un incremento della fluorescenza mitocondriale di TMRM rappresenta un aumento della polarizzazione mitocondriale (potenziale di membrana più negativo). Le linee del grafico rappresentano i dati di 3 esperimenti con Microhydrin e 4 esperimenti di controllo. Nel gruppo di controllo la fluorescenza del TMRM è decrementata del 6% in 20 minuti. Nel gruppo con la Microhydrin , il segnale di TMRM è aumentato di circa 25% del suo valore basale. Queste osservazioni preliminari suggeriscono che la Microhydrin incrementi il potenziale di membrana mitocondriale in epatociti intatti e viventi. La combinazione di un aumento del potenziale di membrana mitocondriale e di aumento di NADH suggerisce un incremento della capacità bioenergetica dei mitocondri qualora sia presente Microhydrin  nella sospensione cellulare (Dati non pubblicati, 1999). La  sembra fornire elettroni o H- (ioni idruro) disponibili a cofattori che siano in grado di utilizzarli per la produzione di energia cellulare. L’ NADH apporta elettroni ai mitocondri tramite la catena di trasporto elettronico producendo H2Microhydrin 0 ed ATP, la sorgente energetica principale per numerose reazioni biochimiche intracellulari.Le linee del grafico schematizzano i dati dovuti a 3 esperimenti con Microhydrin e 3 campioni di controllo. Nel gruppo della Microhydrin l’NADH è aumentato del 20% per 20 minuti, mentre nel gruppo di controllo si è verificato un decremento nella fluorescenza di NADH di circa il 30%. Questi esperimenti preliminari suggeriscono che la Microhydrin  promuova il trasferimento elettronico al NAD+ in epatociti viventi intatti. Inoltre, la  previene l’ossidazione spontanea (o sbiancamentoMicrohydrin ) dell’ NADH che avviene generalmente durante un’incubazione di questo tipo (vedere esperimento di controllo), indicando dunque una continua ricarica del nucleotide piridinico (NADH).

Valutazione della Microhydrin come Eliminatore di Radicali Liberi

I test sulla Microhydrin  sono stati condotti utilizzando la tecnica di risonanza di spin elettronico (ESR), da parte di scienziati che sono specializzati nella valutazione di antiossidanti nell’ambito di autorevoli Università. Le notizie seguenti sono tratte dai risultati del test:

“Abbiamo condotto uno studio sull’attività antiossidante della Microhydrin attraverso numerosi metodi sperimentali. E’ stata rilevata attività di rimozione dei radicali idrossilici in due diversi preparati contenenti Microhydrin ”.

“Le nostre conclusioni sono che la Microhydrin abbia attività antiossidanti nei confronti di radicali idrossilici. I radicali idrossilici sono tra i più pericolosi radicali liberi dell’ossigeno che compaiano nei sistemi biologici. Sono gli stessi radicali che si formano tramite esposizione a radiazioni ionizzanti. Dunque, si è potuto stabilire che la Microhydrin  abbia attività a tale riguardo”. (Comunicazione Personale: Lester Packer, Ph.D., University of California at Berkley, 1999)

Valutazione della Microhydrin come Eliminatore di Radicali Liberi, Rapporto II

I test sulla Microhydrin  sono stati condotti utilizzando la tecnica di risonanza di spin elettronico (ESR), da parte di scienziati che sono specializzati nella valutazione di antiossidanti nell’ambito di Università differenti. Il testo seguente è stato tratto da un rapporto dello studio eseguito: “ Quando abbiamo effettuato il test standard dell’ attività della Superossido Dismutasi basata sulla riduzione del citocromo c tramite xantina xanthine (see J. Biol. Chem. 244: 6049-6055, 1969), la Microhydrin ha rivelato di avere due caratteristiche”:

1) La Microhydrin  può direttamente ridurre il citocromo c, dimostrando di essere un agente riducente (come un antiossidante).

2) La Microhydrin  può può inibire la riduzione del citocromo c mediata dal superossido, indicando di avere la possibilità di rimuovere il radicale libero superossido.

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“Quando testata con un metodo alternativo basato sulla capacità del superossido di ossidare l’epinefrina ad adenocromo, la Microhydrin  ha anche mostrato la sua capacità di rimuovere il radicale superossido e di inibirne il processo”. (Comunicazione personale: Joe McCord, Ph.D., University of Colorado Health Sciences Center, 1998).Un abstract di questi dati relativi ad antiossidanti in vitro è stato presentato e pubblicato agli atti nel 10° congresso dell’associazione nazionale dell’Idrogeno, pg. 595-610; 1999)

Medico che Utilizza Microhydrin Scala il Monte Everest Senza Ossigeno

Nel 1991, all’età di 39 anni, Denis Brown M.D. di British Columbia tentò di scalare il Monte Everest senza ossigeno di riserva. Raggiunse la quota di 7800 metri. Ancora nel 1994 ritentò la scalata e raggiunse gli 8400 metri prima di arrendersi alle condizioni estreme e tornare indietro. Nel 1999, a 47 anni aggiunse Microhydrin  al suo regime alimentrare. La Microhydrin  aiuta ad impedire la formazione di radicali liberi e l’acido lattico, e sostiene la produzione di ATP. Egli quindi riuscì a raggiungere la sommità sud alla quota di 8625 metri, senza ossigeno di scorta, riportando che stavolta si sentiva più forte ed aveva più energie rispetto alle scalate precedenti.

Maratoneta Migliora i Tempi di Percorrenza Utilizzando Microhydrin

Nel gennaio 1997, all’età di 39 anni, Andrey Kusnetzov disputò la maratona Brasiliana e finì in 2 hr. 17 min. and 52 sec. Il Dicembre successivo, aggiunse la Microhydrin al suo regime alimentare, assumendo due pastiglie con una terza pastiglia spezzata, in un bicchiere d’acqua al mattino ed ancora ogni sera. In Gennaio, corse due minuti più veloce, vincendo il premio della divisione “Master” (età 40+) alla Maratona Metodistica di Houston. Nel successivo Aprile 1998 egli continuò a migliorare i suoi tempi e vinse la maratona di Boston della categoria Master. Un anno dopo, all’età di 41 anni, in una gara con 12000 corridori, vinse ancora la maratona di Boston, categoria Master, nel miglior tempo di 2 hr. 14 min. and 20 sec., in antitesi con il forte vento ed il calore che ha causato agli altri corridori ai primi posti di finire in tempi più lenti rispetto agli anni passati. Seguendo la corsa, il direttore medico della RBC entrò nello spogliatoio dove i corridori esausti erano stremati sulle panche, ed erano soccorsi per collasso, ipertermia e nausea. Andrey restò in piedi, rilassato, e sembrava non avere risentito della corsa.

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Test sulle Funzioni della Microhydrin

La Microhydrin  è un Minerale silicato (silicio, potassio e magnesio), formatosi  tra colloidi estremamente piccoli e carichi negativamente (nanocolloidi), i quali sono stati saturati da idrogeno. I minerali sono risultati essere grandi tra 1-5 micrometri di diametro quando analizzati con microfotografie a scansione elettronica. La loro funzione è quella di fornire letteralmente trilioni di anioni idrogeno in grado di donare elettroni nei fluidi corporei. Gli elettroni, che Albert Szent-Gyorgyi ha chiamato il “carburante della vita”, sono abbondantemente disponibili in verdure crude cresciute in natura, frutta, e granaglie, ma sono carenti nella nostra dieta moderna troppo sovra-raffinata, acida o altamente ricca di cibi ossidanti, bibite e acqua da bere non di qualità. L’acqua imbottigliata ed in lattina è ossidata, acida, e non fornisce una fonte di elettroni. Quando consumata, il corpo deve sostanzialmente alterare le sue caratteristiche chimiche in modo da convertire l’acqua in fluido corporeo ottimale, sia intra che extracellulare. Tre di queste caratteristiche sono la conduttività (r), il potenziale di ossidazione/riduzione (ORP), e la tensione superficiale.

Traduzione a cura di Steve Zanardi. Vietata la copia o qualsiasi forma di riproduzione non autorizzata.

Microhydrin® – Un Integratore Minerale Silicato

Intrappola Idrogeno Ridotto Fornendo Proprietà Biologiche Antiossidanti in Vitro

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Introduzione

L’obiettivo di questa ricerca è stato lo studio degli effetti del minerale ridotto del silicato dell’idrogeno tramite diverse procedure standard che sembrano evidenziare le sue proprietà antiossidanti (potenziale di riduzione) in molecole biologiche. Dal momento che l’integratore minerale silicato equivalente viene saturato con idrogeno ridotto e fornisce in acqua un potenziale di riduzione approssiamativamente pari a 650 mV, è stato condotto uno studio per osservarne la capacità di rimozione dei radicali liberi dell’ossigeno utilizzando diverse metodologie riportate nella letteratura attuale. E’ stata anche essaminata la sua capacità di agire come agente riducente (antiossidante) in diversi tipi di analisi standard (riduzione diretta del citocromo C e del NAD+).

Idrogeno

L’idrogeno è vitale nei processi biologici a causa della sua struttura atomica unica.Si tratta di uno dei più importanti elementi donatori di un elettrone, una coppia di elettroni o del proprio protone nell’ambito di reazioni di riduzione/ossidazione (redox) di numerosi enzimi ed intermedi all’interno di processi metabolici attivi nella cellula. Numerose reazioni biochimiche dipendono dalla Nicotinamide adenino-dinucleotide (NAD, NADH) e flavino adenin-dinucleotide (FAD, FADH, FADH2) e dalle loro rispettive forme ridotte grazie al trasferimento di elettroni dall’idrogeno. Il trasferimento finale di elettroni  forniti dall’idrogeno avviene nel ciclo energetico durante la frammentazione del glucosio mediante la glicolisi, nel corso del ciclo dell’acido citrico e nella catena di trasferimento elettronico della respirazione mitocondriale (11) (fig. 5).

L’acqua di Hunza

Il ghiacciaio Ultar di Hunza , nella zona occidentale del Pakistan ha attratto, in questo secolo, l’interesse sia di geologi che di medici professionisti per via di una singolare associazione di perfetta salute e longevità da parte delle popolazioni che consumano l’acqua sorgiva del ghiacciaio (4-7). Le ricerche hanno rivelato che bevendo la roccia polverizzata dal ghiacciaio presente nel fiume Hunza , seguendo una dieta corretta, ed il far parte della comunità locale sono fattori critici nel raggiungere una notevole longevità, una bassa incidenza di patologie cardiache e una salute eccezionalmente buona in quella comunità (4-7).

Analizzando la correlazione tra la salute e l’uso di acqua di origine glaciale, è risultato evidente che tale acqua contiene abbondantemente tracce di importanti sali minerali,ma anche derivati amorfi dei silicati stessi, i quali hanno caratteristiche uniche per la relativa capacità di strutturare l’acqua e di trasportare minerali ed elettroliti (1,8,9). Nonostante la complessità degli studi strutturistici così come quelli cinetici dei gruppi silanolici (SiO2) presenti in numerosi complessi della silice (SiO2), la quantità d’acqua assorbita inizialmente in prossimità della superficie è orientata ed ha proprietà (entropia, mobilità e costante dielettrica) differenti da quelle dell’acqua disordinata (1).

Silicati

I  silicati rappresentano una famiglia di minerali e sono tra i componenti più abbondanti della crosta terrestre. Silicati naturali, sia cristallini che amorfi, sono presenti nei sedimenti fluviali, nelle sorgenti glaciali ed in ambienti marini. L’atmosfera,la pressione, le condizioni ioniche e le temperature nel corso di ere geologiche producono una varietà di silicati solubili. Numerose sorgenti d’acqua incluse le sospensioni minerali di origine glaciale sono state analizzate per il loro contenuto di derivati della silice e sali minerali (1,2). In particolare, numerose fonti di acque minerali e regioni glaciali sono state correlate alla salute delle popolazioni locali che sono dipese da esse per l’assunzione di acqua (3,4). Alcune relazioni tra l’ambiente geotermico, benessere e patologia sono ben documentate come nel caso della carenza di Iodio che comporta numerose disfunzioni della tiroide (gozzo, ipotiroidismo, cretinismo, ed incremento del rischio di insorgenza di tumori) (3). E’ stato compreso, attualmente, che numerosi minerali svolgono funzioni vitali come cofattori ed hanno un ruolo strutturale e funzionale all’interno di cellule e tessuti. Recenti osservazioni suggeriscono che gli ambienti geotermici delle sorgenti d’acqua hanno un impatto profondo sul livello di salute di umani ed animali (3-5).

I silicati tendono ad organizzare strutturalmente le molecole d’acqua su tre strati (wetting). In presenza di molecole d’acqua, i gruppi silanolici di piccoli silicati si ionizzano, producendo protoni mobili che si associano/dissociano con la superficie impartendovi una certa conduttività elettrica che attrae minerali e ioni come mostrato in figura 1 (1). Questi strati sono stati ulteriormente descritti come omega (o- strato d’acqua più interno), beta (ß- secondo strato o strato intermedio), e delta (d-strato d’acqua più esterno)(figura 1). L’interfaccia risultante tra superficie e soluzione che comprende gli strati d’acqua formati dai minerali viene denominata doppio strato elettrico o potenziale zeta. Questo strato ha una tendenza caratteristica a trasportare piccoli ioni, minerali ed elettroliti ( idrogeno, ferro, magnesio, sodio, ecc.) (1,8,9). Questi gruppi SiOH e la risultante struttura dell’acqua tendono ad imprigionare e setacciare i minerali. Essi trattengono anche gli atomi di idrogeno all’interno di queste strutture (1,9,10). Quando l’idrogeno viene ulteriormente ridotto, l’intera particella di silicato minerale acquisisce proprietà biologiche antiossidanti.

Materiali

Tutte le capsule utilizzate in reazioni antiossidanti e di riduzione contenevano 250 mg di silicati presenti naturalmente in alimenti, carbonato di potassio, solfato di magnesio ed acidi grassi e sono state sintetizzate tramite un processo privato basato su polvere di riso; esse sono state rese disponibili da RBC Life Sciences, Inc of Irving, Texas, così come il suo prodotto, la Microhydrin®.

Analisi del potenziale di riduzione della Microhydrin

Quando l’idrogeno ridotto del minerale silicato (Microhydrin) è stato dissolto o risospeso in un buffer fosfato salino, a pH 7.4, ha direttamente ridotto sia il citocromo c che il NAD+ indicando la sua forte capacità di riduzione (antiossidante). Quando è stata esaminata nel test dell’attività della superossido dismutasi-basata sulla riduzione del citocromo c tramite xantina / xantina ossidasi- essa ha ridotto il citocromo c. Queste reazioni complessive, la riduzione del citocromo (Cyt c) e la riduzione del NAD+ tramite l’idrogeno ridotto del minerale silicato (Mic) sono mostrate sotto. La riduzione del NAD+ sarà esaminata nel dettaglio successivamente.

Mic(H:-) + Cyt c(Fe+3) ½ Mic + Cyt c(Fe+2) + H+
and 2Mic(H:-) + NAD+ ½ 2Mic + NADH + H+

 Analisi della rimozione dei superossidi tramite Microhydrin

La riduzione di superossido mediata da citocromo c ha dimostrato che il minerale silicato ridotto ha inibito tale reazione, indicando che il minerale ridotto ha proprietà riducenti,  o di rimozione nei confronti del radicale superossido:

Mic (H:-) + O.2- + H+ ½ Mic + H2O2

In questo test la Microhydrin è risultata essere in grado di inibire e prevenire la riduzione del citocromo c da parte del superossido:

O.2- + Cyt c(Fe+3) ½ O2 + Cyt c(Fe+2)

Un test alternativo per comprendere meglio l’attività del  minerale silicato ha consistito nell’osservazione dell’ossidazione dell’epinefrina a adrenocromo da parte del superossido (dati non mostrati).

Microhydrin

O.2- + epinefrina ½ H2O2 + adrenocromo

Radicale libero superossido

Perossido di idrogeno

I dati mostrati nella Tabella 1 riguardano l’attività della superossido dismutasi (SOD) basata sull’ossidazione dell’epinefrina tramite il superossido.

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In questo esperimento l’idrogeno ridotto del minerale silicato ha nuovamente rimosso lo ione superossido. Quantitativamente, metà dell’inibizione massima è stata ottenuta ad una concentrazione di Microhydrin pari a 90 µg/ml (Tabella 1). Quando le concentrazioni di Microhydrin erano pari a 60 µg/ml o superiori, l’ossidazione dell’ epinefrina è stata inibita dimostrando che il minerale silicato ha ridotto il radicale libero del superossido. Le condizioni sperimentali hanno previsto presenza di superossido dismutasi alla concentrazione di 50 µg/ml con un tasso di conversione di 0.15 µg/ml (dati non pubblicati) (Tabella 1, Figura 2)

Riduzione di NAD con Microhydrin

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E’ stata successivamente esaminata l’abilità della Microhydrin di ridurre NAD+ a NADH. Il potenziale redox per questa reazione è –0.32 V (– 320 mV), richiedendo dunque un agente riducente piuttosto forte. La Microhydrin ha ridotto NAD+ a NADH. La riduzione di NAD+ è stata monitorata esaminando lo spettro di assorbimento da 200 nm a 500 nm. In tutti gli esperimenti successivi la riduzione del NAD+ è stata misurata come la differenza tra due lunghezze d’onda (da 340 nm a 500 nm).

La lunghezza d’onda a 500 nm è servita come riferimento (è indipendente dalla riduzione di NAD+, ma controlla le variazioni di torbidità  grazie agli effetti di scattering della luce
dovuti ai silicati) (Figura 3). Il NAD+  potrebbe essere titolato tramite l’aggiunta sequenziale di aliquote di Microhydrin in un modello lineare.

La Microhydrin è stata sospesa per 30 min. alla concentrazione di 10 mg/ml. La Microhydrin è stata aggiunta in modo incrementale ad una soluzione di NAD+ 60 µM (Figura 3).

Rimozione di Radicali Liberi Idrossilici con Microhydrin

Quando l’integratore a base di minerale silicato contenente idrogeno ridotto (Microhydrin) è stato analizzato per la sua attività antiossidante tramite tecniche di Risonanza di Spin Elettronico (ESR), l’attività dell’integratore ha dimostrato avere attività riguardante la rimozione di radicali liberi dell’ ossidrile (OH) alla concentrazione di 0.625 mg/ml (figura 4).

I radicali ossidrilici sono stati generati tramite la reazione di Fenton.Tutti i reagenti sono stati disciolti in un buffer con fosfato di potassio 0.1 M, pH 7.4, con l’eccezione FeSOche è stato dissolto in acqua distillata. Cinquanta microlitri di soluzione campione, 0.18 DMPO (spin trap, 5,5 dimetil- pirrolo-N-ossido) (50 µ), 2mM H2O(50 µl) e FeSO4 0.2 mM (50 µl) sono stati miscelati per 10 secondi e trasferiti rapidamente in una cuvetta piatta al quarzo (capacità 200 ml, JEOL, Tokyo, Japan). Esattamente 30 secondi dopo l’addizione di FeSO4 è stato registrato lo spettro in ESR dello spin di DMPO-OH (dati non pubblicati) (figura 4).

Due campioni dell’integratore sono stati valutati così: il primo mostrando rimozione di radicali liberi idrossilici a 0.19 ± 0.05 EPC-K1 µmol-equivalenti / mg e l’altro a 0.15 ± 0.03 EPC-K! µmol-equivalenti / mg (dati non pubblicati).

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Conclusioni
Idrogeno ridotto nel ciclo energetico

Questi studi preliminari hanno dimostrato che l’idrogeno ridotto del minerale silicato è un antiossidante (agente riducente) che utilizza svariate strategie. E’ stato dimostrato che riduce direttamente NAD+ a NADH . Il NAD+ e la sua forma ridotta, NADH, sono i cofattori primari che partecipano in numerose reazioni biochimiche per il metabolismo e la produzione energetica nella cellula inclusa la catena di trasporto elettronico mitocondriale  e la produzione di ATP (adenosina trifosfata) ad essa accoppiata. Nel caso di enzimi deidrogenasici collegati a NAD come la gliceraldeide-3-fosfato deidrogenasi, l’idrogeno ridotto (H:-) viene generato cosicchè possa entrare direttamente nella catena di trasporto elettronico (11). Vengono generati due ioni di idrogeno ridotto per ogni ciclo completo di glicolisi dove entrambi donano assieme un totale di quattro elettroni che entrano nella catena di trasporto elettronico dei mitocondri (Figura 5) (11).

E’ stato osservato che il minerale silicato ridotto è un forte riducente tramite la riduzione diretta di citocromo c. Il Citocromo c è una proteina di trasporto di elettroni cruciale, contenente un atomo di ferro, facente parte della catena di trasporto elettronico respiratoria delle cellule umane.Il citocromo c è accoppiato alla produzione di ATP mitocondriale, principale sede di sintesi dell’ ATP.

image005 La produzione di energia in forma di ATP viene effettuata tramite tre processi: la glicolisi, il ciclo dell’acido citrico (ciclo di Kreb’s) e la respirazione mitocondriale realizzata tramite il trasferimento di elettroni tra idrogeni ed idrogeni ridotti. In queste vie metaboliche partecipano importanti intermedi come NAD, NADH, FAD, FADH e FADH2.

Numerosi altri processi metabolici nella cellula dipendono da ATP e tra questi cofattori contenenti idrogeno ridotto per l’utilizzo degli acidi grassi, sintesi proteica, sintesi e riparazione del DNA, regolazione genica, e deaminazione di aminoacidi per l’escrezione di ammoniaca in forma di urina, per citarne alcuni (11).

Funzione antiossidante della Microhydrin

Un antiossidante (agente riducente) è un composto che ha un elettrone disponibile da donare ad un’altra molecola che ne abbia bisogno al fine di stabilizzare la propria stabilità. Gli elettroni che orbitano attorno ai nuclei atomici preferiscono disporsi negli orbitali in numero pari (2, 4, 6, 8). Alcune molecole, come gli ioni idrossile e superossido, se non vengono subito ridotti (addizionati di un elettrone) avranno un’affinità elettronica forte abbastanza da strappare elettroni a caso da altre molecole che subiranno gravi danni qualora ciò avvenga. Quando le bio-molecole cellulari vengono danneggiate in questo modo, le cellule iniziano ad “invecchiare”, o comunque non sono più normali come invece le cellule sane.

L’integratore minerale silicato ridotto è stato anche ritenuto in grado di rimuovere il radicale superossido ed i radicali liberi idrossilici. I radicali idrossilici sono tra i più pericolosi radicali liberi dell’ossigeno che si creino in sistemi biologici e sono gli stessi che si formano in caso di esposizione a radiazioni ionizzanti. Entrambi questi radicali liberi causano un esteso danno ossidativo a macromolecole biologiche come il DNA, la membrana di catene di acidi grassi poliinsaturi, ed enzimi (12,13). Il danno da radicali liberi (stress ossidativo) è attualmente considerato come avente un ruolo attivo in patologie come L’Alzheimer, l’ artrite reumatoide, problemi respiratori dell’adulto, cancro, problemi cardiovarcolari e di circolazione sanguigna ed invecchiamento precoce (12,13).

Idrogeno come antiossidante (donatore di elettroni)

Studi recenti hanno dimostrato che l’idrogeno nella sua forma ridotta rimuove le specie reattive dell’ossigeno e protegge il DNA dal danno dovuto ai radicali liberi dell’ossigeno (13). L’idrogeno ridotto è considerato essere una specie reattiva ideale per contrastare i radicali liberi dell’ossigeno. Dal momento che l’acqua è un solvente in cui tutti gli organismi viventi sono nati, che compone la matrice della vita e che supporta tutte le reazioni intermolecolari, è stato compreso ora che anche questo fa parte del suo ruolo biologico (13,15). Varie funzioni della chimica dell’acqua, della sua chimica geologica, anche il suo trasporto attraverso la membrana cellulare (regolato geneticamente), e le sue funzioni biochimiche sono attualmente in fase di studio più intensivo.

L’idrogeno nel suo stato basale possiede un elettrone. Esso può essere trovato in natura anche con due elettroni, noto come ione idruro (H:-) o idrogeno ridotto. L’idrogeno può essere ridotto quando l’acqua viene sottoposta ad elettrolisi, oppure quando si utilizzano procedure catalitiche (13-15). L’idrogeno prodotto nel processo viene chiamato idrogeno attivo a causa del suo attivo potenziale di riduzione come antiossidante ed ha un potenziale redox di -350 mV (13-15). L’acqua ridotta, l’integratore disciolto e l’acqua dello Hunza hanno valori di potenziale redox di -350 mV o più bassi, indicando bassi livelli di ossigeno disciolto ed alti livelli di idrogeno disciolto in soluzione, che mostrano proprietà esclusive dell’idrogeno ridotto e della disponibilità di elettroni uniche in questi sistemi. Frullati di frutta fresca e succhi vegetali mostrano anch’essi valori di potenziale redox negativi (16).

Altri antiossidanti (es: Vitamina E, C, ecc.) non hanno la tendenza a mostrare questo tipo di disponibilità elettronica, come osservato in misurazioni standard del potenziale redox, a causa delle varie strutture delle molecole, delle loro caratteristiche chimiche individuali e funzionali in prossimità di reazioni che tendono a determinare il loro ruolo di antiossidanti. L’acido ascorbico, o vitamina c (+80 mV) ha un potenziale redox realtivo molto maggiore di NADH (-320 mV), o del silicato ridotto (-650 mV), dunque, una pari quantità di acido ascorbico non ridurrebbe la stessa quantità di Nad+ con la stessa cadenza della Microhydrin (un agente riducente più forte).

L’acido ascorbioc comunque è necessario come agente donatore di un elettrone in specifiche reazioni enzimatiche che necessitano unicamente di esso per funzionare, come nel caso di altre vitamine antiossidanti. Nonostante molte vitamine abbiano mostrato attività antiossidanti all’interno ed al di fuori del loro ruolo di cofattori enzimatici, gli antiossidanti vengono ora sintetizzati per agire contro i radicali liberi generati per errore da processi metabolici o da intermedi periferici e possono prevenire danni altrimenti provocati da reazioni radicaliche.

Dato che il silicato ridotto può fornire elettroni per numerose reazioni come antiossidante, è stato ulteriormente studiato riguardo a queste importanti funzioni antiossidanti. Dal momento che le molecole biologiche possono essere protette dall’ossidazione (perdita di elettroni) qualora sia presente idrogeno ridotto per fornire elettroni, il minerale silicato ridotto può fornire un ulteriore funzione in aggiunta al suo apporto di sali minerali ed elettroliti. Questa funzione antiossidante potrebbe essere un importante fattore in sistemi di minerali silicati trovati in acque di origine glaciale rinomate per la salute e la longevità delle popolazioni locali che se ne servano (4-7).

Funzioni Biologiche dei Silicati

Il Silicio (nome dell’elemento) è stato scoperto essere un importante elemento necessario per la formazione di cartilagine e tessuto osseo (18). I silicati sono essenzialmente atossici se assunti oralmente come evidenziato dal loro uso per oltre quarant’anni come rivestimento dell’acido formico (magnesio trisilicato) per la cura di indigestioni gastriche. I composti silicati sono stati anche usati in composti farmaceutici (Salicilato Metilsilanetriolo) per ischemie circolatorie ed oseoporosi (18). I composti silicati hanno proprietà solvatanti uniche come spesso mostrato nel loro utilizzo in esperimenti biologici (es: stabilizzazione di biomolecole in colonne cromatografiche). Uno studio recente ha rivelato che i silicati forniscono un effetto protettivo nei confronti di alte dosi di alluminio in acqua potabile associato ad un miglioramento cognitivo negli anziani specialmente quando il pH era alto (17). Soluzioni colloidali contenenti silicati sono state impiegate con successo per conservare cuori canini e simili per trapianti (19,21).

Quando l’integratore minerale silicato è stato assunto oralmente in uno studio clinico preliminare su soggetti umani, esso ha iniziato a manifestare effetti sul pH delle urine. Molti valori hanno mostrato cambiamenti verso un pH più alcalino, considerato benefico per la salute. Uno stato perpetuo di acidosi ematica ed urinaria può infatti indicare compromissione della salute. In questo medesimo studio è stato osservato il trasporto di sali minerali ed elettroliti per ottimizzare i risultati osservati da un punto di vista statisticamente significativo (p < 0.05); i valori risultanti sono relativi alla resistività (1/conductivity) del sangue e delle urine in otto soggetti dopo l’assunzione di 4 capsule di integratore al giorno per 18 giorni (20).

Alcuni nutrizionisti  affermano che una carenza di silicati è coinvolta nell’insorgenza di diverse disfunzioni umane incluse arteriosclerosi, artriti ossee ed ipertensione, così come il processo di invecchiamento (18). Queste affermazioni dimostrano il fabbisogno critico di studiare l’importanza dell’assunzione di silicati e dei loro effetti, specialmente in soggetti anziani (18). Grazie alle uniche proprietà dei silicati minerali, le loro proprietà antiossidanti, il loro utilizzo a lungo termine, la sicurezza e le recenti ricerche, le comunità scientifiche e nutrizioniste continuano a studiare le potenzialità di questi minerali così come i loro numerosi benefici nutrizionali.

Traduzione a cura di Stefano Zanardi. Vietata la copia o qualsiasi forma di riproduzione non autorizzata.

Bibliografia

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Procediamo…cosa significa Microidrina?

Per rispondere a questa domanda, c’è una premessa fondamentale da fare: conoscere il concetto denominato Nanotecnologia.

La Nanotecnologia è la nuova frontiera, attualmente descritta in molte riviste come l’opportunità per un futuro migliore. Uno dei principali centri a livello mondiale nella Nanotecnologia Revolution è stata la Rice University, alma mater del presidente di RBC Life Sciences, il Dott. Clinton Howard. Il Dr. Clinton Howard, fondatore e presidente di RBC Life Sciences è membro della “Rice Alliance for Technology And Entrepreneurship”.

Nel 1985, i professori della Rice University, Rick Smalley, Robert Curl, e Harold Kroto scoprirono la buckyball, una molecola superconduttiva dalle nanodimensioni che prometteva innumerevoli vantaggi nel controllo degli elettroni, e molti altri benefici per il genere umano. Nel 1996, al Rice Team è stato riconosciuto il premio Nobel per la Chimica.

Un nanometro è un miliardesimo di metro, la larghezza di sei atomi di idrogeno, o circa la 100,000 parte di un singolo granello di sabbia! La Nanotecnologia coinvolge la realizzazione e la manipolazione di molecole delle dimensioni da 1-100 nanometri.

Le molecole di silica hydride contenute in  Microhydrin hanno un diametro di 1-5 nanometro, quindi la Nanotecnologia offre la possibilità di creare dei prodotti innovativi, come gli avanzati integratori alimentari.