Integratori Antiossidanti

Cosa pensi di sapere sugli Integratori Antiossidanti?

Gli ingredienti funzionali racchiusi negli integratori antiossidanti vengono in gran parte ottenuti direttamente (per estrazione) o indirettamente (per semisintesi) da specie vegetali.

La natura rappresenta quindi un’eccellente fonte di molecole antiossidanti, molte delle quali generosamente contenute negli alimenti che consumiamo tutti i giorni; pertanto, un’alimentazione adeguatamente ripartita ed equilibrata, variata ed ottimale, riduce la necessità di assumere integratori antiossidanti e rappresenta per questo il primo obiettivo da perseguire.

Ma cosa significa esattamente “antiossidante”? Questo aggettivo è riservato ad ogni molecola capace di impedire l’ossidazione di altre molecole. Integratori antiossidanti

L’ossidazione è una reazione chimica che trasferisce elettroni da una sostanza ad un agente ossidante; simili reazioni avvengono continuamente all’interno dell’organismo ed aumentano di numero all’aumentare del suo metabolismo (ad esempio in seguito di uno sforzo fisico). Da queste reazioni di ossidazione possono originare i cosiddetti radicali liberi, molecole altamente instabili che ricercano l’equilibrio rubando uno o più elettroni alle altre molecole, trasformandole di fatto in nuovi radicali liberi in cerca di elettroni. Si viene così ad innescare una reazione a catena che – se non adeguatamente controllata – può danneggiare le strutture cellulari. Per questo motivo l’organismo possiede eccellenti difese antiossidanti in grado di “spegnere” l’eccesso di radicali liberi prima che generino danni importanti; alcuni di questi sistemi difensivi sono rappresentati da complessi enzimatici propri dell’organismo, altri sfruttano le molecole nutrizionali apportate con la dieta (come le vitamine antiossidanti: Vit. A, Vit. E, Vit. C). Per approfondire: Radicali liberi e stress ossidativo

Integratori di antiossidanti: perché possono essere utili? I radicali liberi vengono prodotti anche dal più sano degli organismi; non solo, alcune di queste molecole esplicano un ruolo biologico estremamente importante, intervenendo nella trasmissione dei segnali da cellula a cellula e partecipando all’omeostasi complessiva dell’organismo. I problemi nascono appunto quando i radicali liberi vengono prodotti in eccesso; simili circostanze si verificano a fronte di un elevato impegno metabolico (aumento dell’attività fisica) o di fattori esterni, come inquinamento atmosferico, radiazioni ultraviolette, agenti chimici e stress. L’eccesso di radicali liberi è responsabile di importanti danni che compromettono la funzionalità di cellule e tessuti, ed è associato a numerose patologie croniche, quali disturbi cardio-circolatori (aterosclerosi, ischemie, ictus), diabete, cancro e malattie neurodegenerative (es. morbo di Parkinson, Alzheimer). Inoltre, lo stress ossidativo è tra le principali cause dell’invecchiamento cellulare.

Una doverosa precisazione: lo sport, oltre ad aumentare la sintesi di radicali liberi, potenzia anche i sistemi antiossidanti endogeni che li contrastano. Altrimenti non si spiegherebbe come mai gli sportivi sembrano in genere molto più giovani dei coetanei sedentari.

Come si stabilisce il potere antiossidante? Le molecole ad azione antiossidante – che possono essere assunte con la dieta o tramite una supplementazione mirata – sono numerose e comprendono polifenoli, vitamine, carotenoidi e molte altre sostanze.

Questi composti sono in grado di reagire con i radicali liberi riducendone la reattività e generando molecole meno pericolose e facilmente eliminabili dall’organismo. Per valutarne l’efficacia antiossidante è possibile svolgere indagini a vari livelli; quello più basso è rappresentato da studi in vitro, che cercano di riprodurre all’interno di una provetta quanto avviene nell’organismo (naturalmente con le dovute approssimazioni). Appurato che la sostanza sia almeno in parte assorbibile a livello gastro-intestinale ed innocua per l’uomo, il livello successivo consiste nel valutare il potere antiossidante in vivo, per esempio studiando le variazioni del potere antiossidante di sangue e saliva prima o dopo l’assunzione della sostanza . Nello step successivo la molecola viene studiata su modelli animali, testandone l’efficacia protettiva nei confronti di diverse patologie e condizioni indotte geneticamente o tramite particolari modifiche dietetiche. Infine si passa a trial clinici (contattami se ti servono le ricerche e analisi condotte su MICROHYDRIN) per vedere se anche nell’uomo il potere antiossidante della sostanza esplica un certo effetto protettivo o terapeutico nei confronti di determinate patologie o condizioni estetiche come per esempio l’effetto antirughe.

Come valutare l’efficacia e la qualità di un integratore antiossidante?

  1. L’integratore antiossidante deve contenere antiossidanti sinergici e complementari. Esistono svariati tipi di radicali liberi ed ogni antiossidante è in grado di esplicare la propria azione di contrasto su pochi specifici radicali. Per questo è necessario che l’apporto di antiossidanti esogeni sia il più vario possibile, e che l’utilizzo di un integratore antiossidante sia comunque supportato da un’alimentazione varia ed equilibrata. Controllate dunque la presenza di più antiossidanti leggendo con attenzione l’etichetta.
  2. L’integratore deve contenere dosi di antiossidanti sufficienti ad esplicare i benefici salutistici per i quali viene pubblicizzato. Controllate l’etichetta! L’osservanza di questo punto catalogherebbe all’istante la gran parte degli integratori antiossidanti come vera e propria frode commerciale. Per contenere il costo del prodotto e destinare ingenti risorse alla promozione pubblicitaria, gli ingredienti antiossidanti vengono spesso inclusi a dosi talmente basse da non esplicare alcun effetto benefico per il consumatore finale. Scomodando un paragone calcistico, è come sostenere che una squadra di Calcio è vincente perché ci gioca il calciatore più forte del mondo; peccato che il campionissimo scenderà in campo soltanto un minuto o rimarrà direttamente in panchina. Ad ogni modo il nome del campionissimo farà sognare i tifosi più ingenui… quindi poco importa se la partita contro i radicali liberi è persa in partenza… l’importante è che il tifoso paghi il biglietto, possibilmente salato. Controllate dunque i dosaggi di ogni singolo ingrediente in etichetta, confrontandoli con quelli di altri prodotti analoghi e con quelli suggerite da fonti autorevoli (che non sono certo i siti web o i giornali “della massaia” dedicati al commercio e alla promozione di questi prodotti).
  3. Se presenti, gli estratti vegetali presenti nell’integratore antiossidante devono essere standardizzati nei principi attivi che caratterizzano il prodotto. La quantità di attivi presente in una fonte vegetale varia in relazione a numerosissimi fattori, come le condizioni climatiche, il terreno, il periodo di raccolta, le tecniche colturali, la varietà ecc. Per eliminare questa variabilità, gli estratti vegetali vengono standardizzati in laboratorio per contenere sempre la stessa quantità di attivi. Si tratta di un aspetto estremamente importante dato che proprio come i farmaci non esplicano alcuna azione terapeutica se assunti in dosi troppo basse, anche gli integratori antiossidanti necessitano di concentrazioni sufficienti e costanti per produrre il beneficio ricercato. Controllate dunque che in etichetta non ci sia scritto solamente (per esempio) Cacao in polvere, ma che sia specificato (per esempio) Estratto di cacao (Theobroma cacao L. semi, Flavonoidi 45%)
  4. L’integratore deve essere (preferibilmente) prodotto e confezionato con tecnologie produttive che riducono le perdite del potere antiossidante. Dietro molti antiossidanti esiste una storia di estrema fragilità, tale per cui la luce, il calore e l’ossigeno ambientale ne riducono sensibilmente potere antiossidante. Da qui l’esigenza di adottare tecnologie produttive (come le capsule soft gel confezionate in blister, quindi protette da uno spesso involucro di gelatina e da alveoli dove non entra l’aria) che riducano al minimo questa perdita durante la produzione e lo stoccaggio del prodotto. Compresse tradizionali non rivestite e confezionate in un comune barattolo “apri e chiudi” molto probabilmente andranno incontro ad un rapido decadimento del potere antiossidante non solo durante le fasi produttive (attrito delle polveri e della comprimitrice) ma anche nello stoccaggio e durante l’uso del prodotto.
  5. L’unico integratore antiossidante realmente efficace è quello che nel corso di trial clinici dimostra di apportare “IN PRIMA PERSONA” benefici significativi per la salute umana o per l’estetica.
    • ATTENZIONE: la maggior parte degli integratori antiossidanti cita una lunga bibliografia come prova di efficacia del prodotto. In realtà tutta la bibliografia a cui si fa riferimento NON riguarda il prodotto in sé ma uno o più degli ingredienti che contiene. Si tratta di una differenza SOSTANZIALE, poiché leggendo tra le righe si scopre spesso che gli studi a cui si fa riferimento sono stati svolti somministrando la sostanza antiossidante a DOSI NETTAMENTE SUPERIORI rispetto a quelle contenute nell’integratore, oppure in condizioni del tutto diverse da quelle per le quali lo si pubblicizza.

Tutte le caratteristiche sopraelencate puoi ritrovarle in un unico prodotto, ovvero in MICROHYDRIN PLUS 
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CARENZA DI OSSIGENO, ACIDOSI E INFIAMMAZIONE. QUESTO POTREBBE INTERESSARTI

Importanti studi sulle proprietà antiossidanti dell’integratore nutrizionale Microhydrin Plus ne dimostrano l’efficacia protettiva nei confronti del danno ossidativo a biomolecole e cellule.

Lo stress ossidativo – lo squilibrio tra la formazione di specie reattive dell’ossigeno (ROS) e meccanismi di difesa antiossidante – è causa di reazioni citotossiche che portano a processi di invecchiamento cellulare e all’insorgenza di disordini cronico-degenerativi, aterosclerosi e neurodegenerazione.
Negli ultimi anni il tradizionale approccio terapeutico a queste patologie si è aperto sempre di più al contributo dei supplementi antiossidanti, tra cui l’integratore naturale, unico al mondo: Microhydrin Plus® 
La sua efficacia è stata riscontrata in atleti professionisti con benefici sia durante le fasi di allenamento che durante le performance agonistiche. In seguito sono stati investigati in vitro gli effetti protettivi di Microhydrin Plus nei confronti del danno ossidativo, sia in sistemi acellulari quali le biomolecole glutatione (GSH) e DNA, sia in sistemi cellulari quali i globuli rossi (RBC) e i linfociti. Come fonti di radicali liberi sono stati utilizzati tre ossidanti fisiologici quali perossido di idrogeno (H2O2), acido ipocloroso (HCl0) e perossiradicali (ROO).

In un particolare studio sono state investigate per la prima volta le proprietà antiossidanti in vitro di Microhydrin Plus valutando la sua efficacia protettiva nei confronti di tre agenti ossidanti fisiologici quali perossido di idrogeno, perossiradicali e acido ipocloroso.
I risultati ottenuti dimostrano che Microhydrin Plus protegge efficacemente il GSH dall’ossidazione e quindi dal suo consumo in presenza di radicali liberi.

L’effetto protettivo si estende anche al DNA, riducendo gli effetti genotossici degli agenti ossidanti. Tale azione può avere grande rilevanza nel caso del DNA mitocondriale che è direttamente esposto all’azione dei ROS prodotti durante la respirazione cellulare. È stato infatti dimostrato che il danno ossidativo al DNA mitocondriale è implicato nel processo di senescenza fisiologica e in alcuni disordini degenerativi.

Le evidenze tratte da questo studio possono avere rilevanza in ambito sportivo, infatti durante l’esercizio fisico intenso viene prodotta una maggior quantità di ROS derivanti sia dall’aumentato metabolismo eritrocitario sia dall’attivazione leucocitaria (neutrofili) .

La protezione di Microhydrin Plus neiconfronti del danno ossidativo agli RBC potrebbe dunque essere un utile strumento nel contrastare l’anemia dell’atleta e potrebbe spiegare alcuni degli effetti positivi per gli atleti professionisti. Infine, l’azione protettiva di Microhydrin Plus è stata investigata nei linfociti, cellule coinvolte nella risposta immunitaria, che normalmente sono soggetti a stress ossidativo in vivo. Anche in questo modello sperimentale è stato osservato che Microhydrin Plus è capace di ridurre significativamente la formazione di ROS intracellulari indotta dai tre ossidanti.

Conclusioni

I dati emersi in questo studio confermano l’azione protettiva antiossidante di Microhydrin Plus, rendendolo un valido integratore nutrizionale nella prevenzione e nel trattamento di numerose condizioni fisiopatologiche legate allo stress ossidativo, dall’invecchiamento dall’anemia dello sportivo, dal rischio cardiovascolare.

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Antiossidanti – Cosa sono?

Lo stress ossidativo può essere definito come una particolare forma di stress chimico indotto dalla presenza di una quantità eccessiva di specie reattive per un’aumentata produzione e/o inadeguata inattivazione delle stesse.

Dal punto di vista eziologico, un aumento della produzione di SCO (specie chimiche ossidanti) può essere ricondotto a fattori ambientali (radiazioni, inquinamento), situazioni fisiologiche, stile di vita (alimentazione, alcool, fumo, esercizio fisico incongruo), fattori psicologici (stress psico-emotivo), malattie (traumi, infiammazioni, infezioni, vasculopatie neoplasie) e fattori iatrogeni (farmacoterapia, radioterapia, raggi X) ecc..

Una riduzione delle difese antiossidanti è da imputarsi sostanzialmente ad un deficit assoluto o relativo di antiossidanti, comunque determinatosi. A proposito delle malattie, va precisato che alcune di esse si accompagnano ad un’aumentata produzione di specie reattive, altre ad una riduzione delle difese antiossidanti, altre ancora, infine, alla combinazione di ambedue i meccanismi.

I radicali liberi sono molecole che si formano all’interno delle cellule del corpo quando l’ossigeno viene utilizzato nei processi metabolici per produrre energia (processo di ossidazione).
Queste molecole sono particolarmente instabili in quanto possiedono un solo elettrone anziché due; ciò le porta a ricercare un equilibrio appropriandosi dell’elettrone di altre molecole con le quali vengono a contatto, molecole che diventano instabili e che a loro volta ricercano un elettrone e così via, innescando un meccanismo di instabilità definito a “catena”. Dal punto di vista bioelettrico questo fenomeno dinamico si traduce in rapidissimi cambiamenti dell’equilibrio ionico. Queste reazioni possono durare da frazioni di secondo ad alcune ore e possono essere contrastate dall’azione degli agenti antiossidanti che, interagendo con l’elettrone mancante, permettono di neutralizzare i radicali liberi.

L’azione distruttiva di queste molecole è indirizzata soprattutto alle cellule, in particolare sui lipidi che ne formano le membrane, sugli zuccheri, sui fosfati, sulle proteine e sugli enzimi.

L’azione persistente dell’elevato stress ossidativo è causa dell’insorgenza di svariate patologie croniche dovute ad un precoce invecchiamento cellulare.

Oltre alle reazioni chimico-fisiologiche di ossidazione cellulare, contribuiscono pesantemente alla formazione dei radicali liberi:
• gli stati patologici (persistenza di infiammazione cronica);
• lo stress cronico (attivazione persistente dell’asse HPA);
• le errate abitudini alimentari;
• l’abuso di farmaci;
• il fumo e l’eccesso di alcool;
• l’inquinamento ambientale.

La funzione degli agenti antiossidanti è quella di riportare l’equilibrio chimico di queste molecole instabili (radicali liberi) grazie alla possibilità di fornire loro gli elettroni di cui sono prive.

L’organismo umano, producendo degli antiossidanti endogeni come la superossido dismutasi, la catalasi e il glutatione, si difende in parte dai radicali liberi. Quando il livello di ossidoriduzione supera una certa soglia è necessario un apporto esterno di antiossidanti.

È da tener presente che ciascun antiossidante ha un campo di azione limitato a specifiche molecole, pertanto è necessaria un’azione sinergica di molteplici agenti antiossidanti attraverso una alimentazione e una supplementazione controllata nell’arco della giornata, per garantire un’efficace azione antiossidativa. I principali agenti antiossidanti derivano da minerali, pigmenti vegetali, vitamine, micronutrienti ed enzimi.

Antiossidanti in risposta al fabbisogno diurno
Minerali: Molibdeno, Selenio;
Vitamine: B1, B2, B6, B12, C, Niacina, Acido Folico, Acido Pantotenico;
Pigmenti vegetali: Estratto di thè verde, Licopene.

Antiossidanti in risposta al fabbisogno notturno
Minerali: Zinco, Rame, Manganese;
Vitamine: E, Beta-carotene;
Pigmenti vegetali: Estratto di vite rossa;
Altri: Coenzima Q10.

È ovvio che il discorso è ben più complesso, ma il concetto appena esposto è sufficiente per comprendere i principali aspetti dello stress ossidativo.

Lo stress ossidativo comporta un invecchiamento della cellula e quindi dei tessuti con tutto quel che ne consegue in termini di efficienza.

L’invecchiamento precoce della pelle è uno dei segnali più conosciuti.

Il danno cellulare inizia a livello della membrana con un’alterazione degli scambi tra interno ed esterno della cellula; all’interno viene alterata la formazione di ATP che è la batteria, la fonte di energia della cellula, e si può arrivare fino all’alterazione del DNA con effetti mutageni e quindi tumore.

Antiossidanti per combattere l’aging precoce della pelle.
L’invecchiamento cutaneo non ha solo ragioni di natura intrinseca, come il trascorrere degli anni o i cambiamenti ormonali, ma viene accelerato dall’esposizione agli agenti esterni: il cosiddetto “aging precoce” indotto dall’aggressione dei raggi UV, dall’inquinamento, dal fumo e dallo stress è ormai scientificamente dimostrato.

L’attacco degli agenti esterni scatena infatti un processo di ossidazione cellulare: l’organismo inizia a produrre radicali liberi, cioè molecole instabili, con un solo elettrone, anziché due.

In condizioni fisiologiche normali vi è uno stato di equilibrio tra la produzione endogena di radicali liberi e la loro neutralizzazione da parte dei meccanismi antiossidanti dell’organismo.

I ROS (Sostanze Reattive dell’Ossigeno) sono molecole instabili di ossigeno, innescate nell’organismo da un certo numero di fattori ambientali e di abitudini igieniche soltanto apparentemente salutari.
Un ROS è una specie chimica altamente reattiva. E’ un atomo o una molecola con un elettrone libero.
I ROS reagiscono rapidamente e in modo indiscriminato con le molecole circostanti, per catturare gli elettroni loro mancanti. I metalli di transizione promuovono la produzione di ROS. Nei sistemi biologici, ferro e rame sono catalizzatori particolarmente importanti della produzione dei ROS.
I ROS possono danneggiare le proteine, ossidare le basi del materiale genetico e causare perossidazione dei lipidi.

I ROS non sono soltanto dannosi, sono utili per combattere le infezioni, per uccidere i batteri e per controllare il tono della muscolatura liscia, che regola il funzionamento degli organi interni e dei vasi sanguigni. La cosa fondamentale perché i ROS svolgano nell’organismo un’azione efficace e “buona” é l’equilibrio fra questi e gli antiossidanti. Per neutralizzare i ROS, infatti, il nostro corpo produce degli spazzini, i cosiddetti antiossidanti endogeni. Ma spesso, purtroppo, questo equilibrio si rompe a nostro svantaggio.

Lo stress ossidativo, essendo una condizione squisitamente biochimica, non dà luogo a manifestazioni cliniche proprie, né soggettive né oggettive.

Da quanto detto, appare chiaro che in presenza di una barriera antiossidante di protezione, non sufficientemente elevata, le nostre cellule si ritrovano sprovviste dei naturali sistemi di difesa contro l’attacco dei radicali liberi andando incontro ad una progressiva cascata di eventi che porteranno alla distruzione delle cellule e del patrimonio genetico.

Inquinamento ambientale, dieta sbilanciata, fumo di tabacco, droghe, alcol, scarsa attività fisica e stress psico-emotivo sono sicuramente i fattori che inficiano in maniera assolutamente negativa la nostra barriera antiossidante predisponendoci all’attacco dei radicali liberi e quindi all’insorgenza di uno squilibrio dei fisiologici e naturali sistemi di regolazione di base cui sottende il benessere del nostro organismo.

Attività antiossidante

Gli antiossidanti, funzionano bloccando i radicali liberi e convertendoli in sostanze innocue. Aiutano a stabilizzare i radicali liberi (molecole per natura instabili) presenti nelle cellule, riducendo le caratteristiche pro-ossidanti di queste sostanze.

Secondo il Dott. Jan Karlsson, autore Antioxidant and Exercise, siccome gran parte dei processi metabolici si verifica nelle membrane e strati lipidici cellulari, l’attività protettiva è svolta dalla difesa antiossidante liposolubile. Mentre la difesa alla formazione di radicali liberi nei processi metabolici citoplasmatici è ad opera degli antiossidanti liposolubili.

Quindi esistono antiossidanti liposolubili e idrosolubili. 
Il nostro organismo riesce a tenere sotto controllo l’attività dei radicali liberi attraverso speciali sostanze antiossidanti endogene (sintetizzate autonomamente) tra le quali rientrano enzimi come la superossidodismutasi, la catalasi e il glutatione ridotto ed esogene (presenti negli alimenti).

Se da un lato molti alimenti esercitano un’azione protettiva nei confronti dei radicali liberi, dall’altro abitudini alimentari scorrette possono aumentarne l’attività (dieta troppo ricca di grassi animali, consumo eccessivo di oli vegetali e pesce grasso, eccesso di ferro, intolleranze alimentari).

Gli alimenti più pericolosi in assoluto sono quelli ricchi di lipidi ed in particolare di acidi grassi polinsaturi (pesci, oli vegetali, frutta secca). La natura ha tuttavia saputo associare a tali nutrienti elevate quantità di vitamina E in modo da neutralizzare, almeno in parte, la formazione di radicali liberi.

Anche l’esposizione ad inquinanti atmosferici, a radiazioni ionizzanti o ultraviolette, l’abuso di farmaci, il fumo e l’attività fisica intensa sono in grado di aumentare pericolosamente la sintesi di radicali liberi.

Il potere antiossidante dei nutrienti

Esiste una prova di laboratorio in grado di misurare i livelli antiossidanti negli alimenti ed in altri nutrienti, essa riguarda il potere di assorbimento dei radicali liberi (ORAC).

E’ lo standard con cui viene misurata l’attività antiossidante. Più alto è il punteggio ottenuto da un alimento o integratore che sia, più è alta l’attività antiossidante.

Questa lista è elaborata in base alle unità di O.R.A.C. contenute negli alimenti

Alimenti che apportano da 1000 a 2000 unità ORAC :
Succo di arancia un bicchiere = 1142 unità
Fragole una tazza = 1170 unità
Pompelmo rosa 1 = 1188 unità
Succo di pompelmo un bicchiere = 1274 unità
Cavoli di Bruxelles cotti una tazza = 1384 unità
Prugne nere 3 = 1454 unità
More una tazza = 1466 unità
Barbabietola cotta una tazza = 1782 unità

Alimenti che apportano da 500 a 1000 unità ORAC :
Peperone 1 = 529 unità
Uva nera un grappolino = 569 unità
Avocado 1 = 571 unità
Patata arrosto 1 = 575 unità
Susina 1 = 626 unità
Arancia 1 = 983 unità

Alimenti che apportano fino a 500 unità ORAC: 
Cetrioli 1 = 36 unità
Pomodori 1 = 116 unità
Albicocche 3 = 172 unità
Spinaci crudi un piatto = 182 unità
Melone tre fette = 197 unità
Pera 1 = 222 unità
Banana 1 = 223 unità
Pesca 1 = 248 unità
Mela 1 = 301 unità
Melanzana 1 = 326 unità
Uva bianca un grappolo = 357 unità
Cipolla 1 = 360 unità
Uvetta nera un cucchiaio = 396 unità
Cavolfiore cotto una tazza = 400 unità
Fagiolini cotti una tazza = 404 unità
Patata americana 1 = 433 unità
Kiwi 1 = 458 unità

Ecco i migliori estratti integratori e sostanze naturali ad azione antiossidante:

  • ACIDO ALFA LIPOICO
  • ACAI (ESTRATTO)
  • ASTAXANTINA
  • BETA CAROTENE
  • BETAINA ANIDRA
  • BIOFLAVONOIDI
  • CANNELLA (ESTRATTO)
  • COENZIMA Q10
  • CARDO MARIANO
  • CURCUMA LONGA (ESTRATTO)
  • GINKGO BILOBA
  • GLUTATIONE
  • LICOPENE
  • LUTEINA
  • MANGOSTINO
  • MIRTILLI NERI (ESTRATTO)
  • N ACETIL CISTEINA
  • NADH
  • OMEGA 3
  • POLIFENOLI
  • PICOGENOLO
  • PROANTOCIANIDINE
  • RESVERATROLO
  • RUTINA
  • SELENIO
  • TAURINA
  • TE VERDE
  • VITAMINA C
  • VITAMINA E
  • VITE ROSSA (ESTRATTO)
  • XANTONI
  • ZEAXANTINA


Sempre più studi indicano come un elevato stress ossidativo sia associato a molte malattie degenerative tra cui i tumori. 

A contribuire pesantemente agli elevati livelli di radicali liberi che si riscontrano nei pazienti è una carenza cronica di antiossidanti causata da un’alimentazione sempre più povera e artificiale.

Un studio svolto nel 2006 da ricercatori della University of California/ Los Angeles ha messo in evidenza come l’assunzione giornaliera di circa 200ml di succo di melograno da parte di pazienti affetti da tumore della prostata induce una riduzione significativa del PSA, l’antigene usato per monitorare l’evoluzione del tumore. Questo secondo i ricercatori indica un vero e proprio rallentamento della progressione della malattia. Recentemente altri ricercatori hanno individuato alcune componenti del melograno che sembrano capaci di inibire il movimento delle cellule cancerogene e di indebolire i loro segnali chimici, elementi che sono alla base della capacità del tumore di generare metastasi per esempio all’osso.

Con questo non si vuole sostenere che il melograno è una cura per il tumore prostatico ma che un elevato stress ossidativo non diagnosticato ne tanto meno corretto dagli approcci oncologici standard, contribuisce all’evoluzione della malattia tumorale . In altre parole l’oncologia attuale si concentra correttamente sulla riduzione della massa tumorale ma non interviene sul terreno biologico che l’ha prodotta. Per questo si osserva un’incidenza ancora drammaticamente elevata di recidive. E’ un pò come se un contadino che vede crescere molte piante malate si limitasse ad estirparle senza effettuare una vera e propria bonifica del terreno che le ha generate.

In tutti i rami della medicina, una buona terapia deve quindi non solo estirpare la pianta malata ma anche correggere il terreno biologico. Oggi è possibile misurare i livelli di stress ossidativo con specifici esami di laboratorio che permettono poi al medico di prescrivere gli antiossidanti più indicati (fonte: dottor Filippo Ongaro).  

E’ il bilancio del dare e dell’avere che crea il benessere 

Il bilancio ossidanti-antiossidanti è importante per assicurare la funzionalità del sistema immunitario  

Gli antiossidanti sono essenziali per mantenere efficace il sistema immunitario. Questa necessità è ancora più importante con l’avanzare dell’età, quando vi è un incremento della formazione di radicali liberi. Gli antiossidanti contribuiscono a mantenere l’integrità e la funzionalità dei lipidi di mem brana, delle proteine cellulari e degli acidi nucleici.

Il nostro sistema immunitario è potente mediatore del nostro stato di salute. Attraverso cellule specializzate definite linfociti, riesce a neutralizzare e distruggere virus e batteri. Una delle sue caratteristiche fondamentali è quello di essere finemente regolato in perfetto equilibrio con l’ambiente che ci circonda, ma in situazioni in cui l’alimentazione è fortemente sbilanciata, una vita troppo sedentaria, la mancanza di esercizio fisico e lo stress cronico, tendono a disregolare l’immunità aumentando le probabilità di andare incontro a infezioni o al contrario di sviluppare patologie. autoimmunitarie, allergie e intolleranze. 

Questo equilibrio è molto simile a una bilancia con i suoi piatti ben in equilibrio fra loro. Uno dei piatti serve per aiutare l’organismo a difendersi da virus e batteri (sistema TH1), mentre l’altro serve contro le aggressioni di parassiti e virus endocellulari (sistema TH2).

Quando questo equilibrio viene a mancare si ha uno sbilanciamento di un piatto rispetto all’altro. Un sistema TH1 troppo marcatopur difendendo da molte infezioni, determina una maggiore probabilità di contrarre patologie autoimmunitarie come l’artrite reumatoide e la sclerosi multipla. Al contrario, se pesa di più il sistema TH2, si presentano spesso allergie e patologie da autoanticorpi come le tiroiditi o nei casi gravi anche una maggiore incidenza del cancro.

L’alimentazione attraverso i suoi nutrienti è capace di ristabilire l’equilibrio della bilancia.

Studi recenti indicano che le vitamine svolgono un ruolo importante. In particolare le ricerche si sono concentrate sulla vitaminaB6 e B12. È stato visto che queste due vitamine presenti soprattutto nei cereali integrali, uova e latte, svolgono una potentestimolazione del sistema TH1 contro tutte le infezioni virali e batteriche. Gli anziani sono più a rischio di un loro deficit, in quanto presentano una maggiore atrofizzazione dello stomaco, che compromette l’assorbimento di queste vitamine a livello intestinale.

La vitamina C scoperta nel 1970 da Pauling grazie alla quale è stato insignito del premio Nobel, fu molto reclamizzata come toccasana per il comune raffreddore. In effetti queste caratteristiche non furono mai confermate, ma fu visto che supplementazioni di vitamina C erano efficaci nel ridurre l’intensità e la durata di questo disturbo invernale.

La vitamina E è un potente stimolatore TH1.

Il selenio alla dose di 200 microgrammi al giorno è capace di contrastare le infezioni virali stimolando il sistema TH1 e le cellule natural killer potenti distruttori di virus e batteri.

Lo zinco ha le stesse potenzialità del selenio ma ha un effetto diverso in base alla dose somministrata. Se si vogliono contrastare i malanni invernali, la dose giornaliera non deve superare i 25-35 milligrammi per un periodo non oltre le 2-3 settimane. Dosi superiore e per periodi più prolungati stimolano il sistema TH2 e dunque possono avere effetto su patologie autoimmunitarie, ma anche indurre allergie e tiroiditi.

L’utilizzo dei probiotici rafforzano il sistema immunitario dell’intestino contro tutti quei virus e batteri che prediligono il sistema gastro-intestinale.

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Scopri chi sono i Killer delle nostre cellule…e come combatterli!

Quando il nostro organismo è attaccato dai radicali liberi, ecco cosa devi sapere e cosa fare…

Di recente molti studi si sono concentrati sul rapporto tra la formazione di radicali liberi e i danni muscolari ad essi connessi. Cercherò prima di tutto di spiegare cosa sono i radicali liberi: questi si formano come normale conseguenza dei processi metabolici dell’organismo, e possono essere causati anche da fattori ambientali come l’inquinamento e le radiazioni.

Tuttavia sarai sorpreso nello scoprire che anche l’esercizio fisico è associato alla formazione di radicali liberi. Cosa sono dunque queste molecole, e quale è la minaccia che rappresentano per l’atleta?

Tutte le cellule del corpo sono composte da atomi che, a loro volta, contengono coppie di particelle chiamate elettroni. Quando ciascun elettrone di un atomo è accoppiato con un altro elettrone, si parla di atomo stabile. Un radicale libero è un atomo, o un gruppo di atomi (molecola), privo di un elettrone, e viene considerato un elemento molto instabile. Per ritrovare il proprio equilibrio, il radicale libero si attiva per cercare di sottrarre un elettrone ad un altro elettrone. Queste molecole sono note anche come ossidanti perché di solito è l’atomo di ossigeno che perde un elettrone e che quindi sottrae elettroni di altre molecole. Il danno da radicali liberi viene perciò anche chiamato stress ossidativo.

E’ stato dimostrato che attività aerobiche a lungo termine, come la corsa, il ciclismo o lo sci di fondo, aumentano la produzione di queste molecole molto instabili. I danni che queste molecole possono determinare sono soprattutto a carico delle membrane delle cellule con le quali vengono a contatto; esse possono essere cellule del sangue o di organi o apparati, come ad esempio l’apparato vascolare dove il danno determinato sulle cellule endoteliali (le cellule che circondano i vasi) può essere considerato propedeutico ai danni cardiovascolari.

Inoltre attaccano le pareti delle cellule muscolari e dei mitocondri (piccoli organelli intracellulari che sono fondamentali nella produzione di energia), dove provocano la scomposizione delle proteine e sono anche, almeno in parte, responsabili delle infiammazioni e del dolore muscolare, tutte condizioni che contribuiscono a ridurre la resistenza.

Le ricerche hanno dimostrato che gli antiossidanti possono essere elementi fondamentali nel ridurre il dolore muscolare post esercizio e limitare i danni dello stress ossidativo.

A questo punto possono venirci in aiuto gli antiossidanti sotto forma di integratori alimentari, i quali grazie alla loro comodità di impiego ed efficacia si distinguono come le migliori soluzioni attuali. Tra i più efficaci e rinomati troviamo la microidrina nelle varie formule MICROHYDRIN, MICROHYDRIN PLUS e H-500

Assumendo 2 capsule di Microhydrin Plus al giorno si migliora il potenziale antiossidante delle diete ricche di antiossidanti naturali

Microhydrin Plus migliora il potenziale antiossidante delle diete ricche di antiossidanti naturali

Introduzione:
La medicina moderna afferma che la formazione di radicali liberi e di altre molecole sono all’origine dello stress ossidativo, che è una delle cause principali della genesi delle malattie della società moderna. Questi metaboliti tossici intermedi (ITM) agiscono a livello del cuore con un numero impressionante di processi biologici e patologici. Invecchiamento, il morbo di Alzheimer, il morbo di Parkinson, il diabete, i tumori e le malattie infiammatorie sono solo alcuni ben noti esempi.

Il legame tra ITM e antiossidanti è stato sin dall’inizio studiato, alimentando così l’interesse dei laboratori per analizzare i prodotti che causano tali azioni.

Metodo:
E’ stato condotto uno studio su un totale di 40 soggetti maschili e femminili di età compresa tra i 30 ei 50 anni. Sono stati analizzati sangue, urine e la saliva utilizzando il test bioelettrico Vincent, che misura il potenziale acido-alcalino o pH, il potenziale di ossido-riduzione o rH2 e il potenziale resistività-conduttività.

Le misure della Funzione Antiossidante Totale (eseguite dalla Spectra-cell Laboratories Inc.) sono inoltre state ripetute su campioni a caso.

I soggetti erano sani, non facevano uso di altri integratori o farmaci e osservavano sia una dieta povera di CAOR (Capacità d’Assorbimento di Radicali Ossigenati) oppure di una con un buon indice CAOR, con o senza 2 Microhydrin Plus o placebo (farina di riso). L’esperimento è durato 8 settimane, con una rotazione dopo la 4 settimana.

Risultati:
I risultati hanno evidenziato che i soggetti che avevano utilizzato Microhydrin Plus associata ad una dieta ricca di antiossidanti avevano ottenuto un più alto livello di protezione contro lo stress ossidativo rispetto a quando si attenevano solamente ad una dieta ricca di antiossidanti.
La conclusione dello studio investigativo preliminare suggerisce che Microhydrin Plus svolge un ruolo importante come cofattore per aumentare l’azione antiossidante di origine alimentare.

Questa ricerca è stata sostenuta in parte dal Laboratoire d’évaluation des indices de santé Inc. e da RBC Life Sciences Inc. ed è stato condotto sotto la direzione di Jean-Claude Magny N.D., M.Sc., DESS scienziato responsabile del Centre de Recherche et d’Eductation Orthobiologiques.

La scoperta più sensazionale del secolo? La Microidrina il più potente antiossidante al mondo

MICROIDRINA aumenta la longevità, riduce il rischio di malattie e dona forza inesauribile. Ecco l’essenza dell’acqua più benefica del pianeta Terra

È stato ribattezzato come il più potente antiossidante al mondo. Ma va subito detto che un’affermazione di questo genere porta molte implicazioni nel mondo scientifico. I suoi vantaggi sono indiscutibili, ma ancora molto bisognerà fare affinché questa sostanza – e il relativo utilizzo – possano essere completamenti accettati.

Tutto nasce in Nepal
Sicuramente molti di voi hanno già sentito parlare degli Hunza. Si tratta di una delle popolazioni più longeve al mondo e, soprattutto, meno malate. Sembra che loro non conoscano malattie cardiovascolari, carie e tumori. Vivono nelle montagne del Nepal a 2700 metri di altitudine a nord del Pakistan e su di loro sono stati condotti numerosi studi per comprendere il motivo di tanta salute. Anni fa, due coniugi ricercatori – dottor Patrick e Gael Crystal Flanagan – eseguirono 30 anni di studi sull’acqua che bevevano gli Hunza, proveniente dai ghiacciai della zona. Tale acqua pare avere proprietà completamente differenti a quelle che si trovano nel resto del globo. Per esempio bolle a temperature diverse e ha una viscosità e tensione che nulla hanno a che fare con l’acqua che conosciamo.

Una curiosità
Sapevi che il popolo degli Hunza è conosciuto anche per la sua estrema resistenza fisica? Sembra che molti di loro siano soliti percorrere una strada montana nella regione Gilgit che li costringe a camminare per 190 km (andata e ritorno) senza dormire. E tutto questa senza particolare fatica. Effetto simile riuscì a ottenerlo l’alpinista Dennis Brown che ha 47 anni scalò la cima del monte Everest, arrivando a 8.763 metri di altitudine, dopo aver assunto per un po’ di tempo la Microidrina. Dieci anni prima ci provò senza successo.
L’incontro tra Coanda e Flanagan
In realtà prima dei coniugi Flanagan, il dottor Henry Coanda studiò a fondo l’acqua degli Hunza. I tre si incontrarono in occasione di una collaborazione con il Pentagono. Fu in tale circostanza che i due coniugi capirono che la longevità degli Hunza era dovuta non all’ambiente o all’alimentazione – per altro molto povera – piuttosto alla particolarità dell’acqua. I Flanagan impiegarono quindi quasi trent’anni della loro vita per eseguire test di bioenergetica, campi magnetici, elettrostatici e cristalli che potessero offrire un’acqua simile a quella degli Hunza. Tutte le ricerche furono vane: l’acqua dopo breve tempo perdeva le proprietà ed era impossibile renderla identica a quella che usavano gli Hunza.

La scoperta sensazionale
Dopo trent’anni di ricerche i coniugi Flanagan scoprirono cosa conferisce all’acqua proprietà straordinarie: i minerali che arrivano direttamente dai ghiacciai. Minerali che presero il nome di ‘micro clusters’. Si tratta, sostanzialmente, di micro particelle di silice che attraggono molecole di acqua scindendo naturalmente i grandi gruppi molecolari che si trovano al suo interno.
Particelle infinitesimali
Le particelle di quest’acqua sono talmente piccole da passare tranquillamente dento i tradizionali filtri e di bypassare una distillazione. In sostanza si tratta di colloidi; anzi, per la precisione di nanocolloidi perché hanno dimensioni infinitamente microscopiche: non superano i 10 nanometri. Questi, una volta a contatto con l’acqua reagiscono con essa come fossero una sorta di potentissimi magneti. In tal modo attirano le molecole d’acqua trasformandole e conferendole una forte carica elettrica negativa. E così che un’acqua che sembra normale diviene una ’’super acqua’’.

Come nasce la Microidrina?
Inutile dire che la scoperta della ’’super acqua’’ era sensazionale. I Flanagan avevano trovato un metodo per aumentare la longevità e godere di ottima salute. E così che inizialmente ebbero l’idea di esportare l’acqua in tutto il mondo. Ma tutto ciò – come è ben comprensibile – non era affatto semplice. Diedero così vita a un prodotto secco in grado di mantenere le stesse identiche virtù di un liquido. Per un chimico tutto ciò sfiora il miracolo, ma i ricercatori riuscirono nel loro intento. Il suo nome? Microidrina, un prodotto commercializzato ancora oggi. Il bello di questa sostanza era che miscelando la Microidrina a sostanze nutritive di tutto rispetto, aiutava a assimilarle velocemente senza dover passare attraverso la metabolizzazione epatica.

L’importanza dei colloidi
Il nostro organismo è fisiologicamente strutturato per la presenza di colloidi. A livello della membrana citoplasmatica, per esempio, non possono entrare sostanze superiori a 10 nanometri. Secondo alcune teorie, se il sangue è a ridotto numero di colloidi alcuni tipi di cellule potrebbero ‘appiccicarsi’ tra di loro e invecchiare prima a causa della ridotta attività e scarsità di ossigeno.

Il valore ORP
L’ORP è la capacità di ossido riduzione. Si tratta di una scala di valori misurabile in millivolt (mV) che indica la capacità di una sostanza di prendere o cedere elettroni. Più ha un potenziale positivo più acquista elettroni, per cui ossida e invecchia. Maggiore è il potenziale negativo più elevata è la sua capacità di ravvivare. Indicativamente possiamo dire che molti tipi di acqua – specie quella del rubinetto, distillata o purificata – hanno un altissimo valore ORP che varia dai +200 ai + 400 mV. Per fare un esempio, l’acqua potabile non dovrebbe superare i +60 mV, mentre un succo di verdure biologico ha un potenziale decisamente più negativo, intorno ai -120 mV. Ma l’acqua proveniente dai ghiacciai dell’Hunza arriva a -350 mV. Mentre un bicchiere con estratto secco di Microidrina arriva fino a -650 mV. Ovviamente va subito detto che il valore ORP – trattandosi di un potenziale – non è sufficiente a determinare la qualità di un’acqua. Generalmente perché il tutto sia reso disponibile è necessario anche un ottimo equilibrio con l’idrogeno molecolare: fattore che la Microidrina possiede. Esiste, secondo i ricercatori, un’unica forma di idrogeno biologicamente attivo che viene chiamato idruro H-, la sua peculiarità è quella di possedere un elettrone supplementare. Esso si trova anche nel sangue umano.

La composizione della Microidrina
La Microidrina è formata per lo più da SiOH. Ciò significa che oltre al silicio contiene idrogeno e ossigeno. Possiede anche percentuali minime di solfato di magnesio e potassio.

Come si assume la Microidrina
Le dosi indicative sono di una capsula al giorno fino ad arrivare a 2 nel giro di un paio di mesi. Le capsule devono essere assunte insieme ad almeno 250 ml di acqua. L’assimilazione avviene nel giro di una decina di minuti e dura per circa otto ore. Se viene assunta insieme ad altre sostanze – per esempio antiossidanti – può arrivare ad aumentarne l’assorbimento centinaia di volte. Trattandosi di un potente disintossicante è possibile che già alle prime assunzioni si verifichi un acuirsi di alcuni sintomi, dovuti alla disintossicazione dell’organismo.

Alcuni utilizzi pratici
Molti ricercatori hanno condotto studi sui propri pazienti, ma nei soggetti affetti da malattia è bene consultare il proprio medico durante. Nonostante, infatti, siano stato ottenuti ottimi risultati nella cura di svariate patologie va detto che ancora molta ricerca è necessaria. Alcuni medici (come il Dottor Ron Meyers) hanno testato con successo il prodotto contro infezioni virali, batteriche, fungine, malattie croniche, degenerative, cardiovascolari e problemi respiratori (asma, enfisema, bronchite).

Ottima per gli sportivi
Secondo alcuni studi scientifici recenti [1,2,3] l’assunzione di Microidrina migliorerebbe la resistenza cardiovascolare, la respirazione, il metabolismo e l’accumulo di acido lattico negli sportivi. Indiscrezioni affermano che è grazie alla Microidrina che il famoso maratoneta Andrey Kuznetsov vinse la maratona di Boston nel 1999, quando aveva più di 40 anni. Tutto questo sarebbe reso possibile grazie a una migliore distribuzione dell’ossigeno a livello cellulare.

[1] J Med Food. 2001 Autumn;4(3):151-159. Clinical Effects of a Dietary Antioxidant Silicate Supplement, Microhydrin((R)), on Cardiovascular Responses to Exercise. Purdy Lloyd KL1, Wasmund W, Smith L, Raven PB.

[2] Int J Sport Nutr Exerc Metab. 2004 Oct;14(5):560-73. Effects of microhydrin supplementation on endurance performance and metabolism in well-trained cyclists. Glazier LR1, Stellingwerff T, Spriet LL.

[3] Int J Sport Nutr Exerc Metab. 2004 Oct;14(5):550-9. Effect of microhydrin on blood lactate, protein carbonyls, and glutathione status in rats before and after aerobic exercise. Goldfarb AH1, Bloomer R, McKenzie MJ.

[4] Effect of an herbal/botanical supplement on strength, balance, and muscle function following 12-weeks of resistance training: a placebo controlled study Jonathan Furlong,1 Corey A Rynders,2 Mark Sutherlin,1 James Patrie,1 Frank I Katch,1 Jay Hertel,1 and Arthur Weltmancorresponding author1

[5] Evaluation of Hydroxyl Radical-Scavenging Abilities of Two Dietary Antioxidant Supplements, Microhydrin® and MegaHydrin™ by Fe+2EDTA Induced 2-hydroxyterephthalate Fluorometric Analysis

[6] Ostan, Božena Ambrozius, Alberta Ostan e Aleš Vesel. – Aura, nr. 124/199

[7] Purdy Lloyd, KL, Wasmund W, Smith L, Raven PB. Clinical Effects of a Dietary Antioxidant Silicate Supplement, Microhydrin, on Cardiovascular Responses to Exercise. Journal of Medicinal Food 2001, 4;3; 151-159.

[8] Hagen, TM, et al. Feeding acetyl-l-carnitine and lipoic acid to old rats significantly improves metabolic function while decreasing oxidative stress. Proc. National Academy of Science USA 2003,99,4; 1870-5.

Scopri da cosa nasce lo stress ossidativo ovvero: La “CENERENTOLA” Ossigeno

L’ossigeno è l’elemento vitale per eccellenza. Infatti, legando l’idrogeno generato dal catabolismo cellulare, esso genera l’energia chimica necessaria per lo svolgimento di tutti i processi vitali (movimento, secrezione, crescita ecc.). Sotto forma di “radicali liberi”, poi, esso aiuta l’organismo a difendersi dalle infezioni. Eppure, molti nutrizionisti spesso non tengono in adeguata considerazione il fatto che le cellule “mal sopportano” un abbassamento dei livelli tissutali di ossigeno (ipossia), specialmente se seguita da un suo brusco innalzamento (ischemia riperfusione), in quanto ambedue le situazioni possono generare un eccesso di radicali liberi che, sfuggendo al controllo dei sistemi di difesa antiossidante, scatenano una condizione di stress ossidativo.

QUALI LE CONSEGUENZE?

L’alterata biodisponibilità di ossigeno può provocare danni a livello dei vasi sanguigni, della membrana extracellulare e delle cellule, da cui insorgenza e/o aggravamento di malattie da stress ossidativo (oltre 100) ed invecchiamento precoce.

Microhydrin ristabilendo I valori alcalini ottimali, contrasta l’acidosi e l’eccessiva produzione di radicali liberi (azione antiossidante), come si osserva anche nelle sindromi ischemico-riperfusive

Microhydrin aiuta a ripristinare, se alterata, l’integrità biochimica ed anatomo-funzionale della matrice extracellulare, favorendo gli scambi metabolici tra il sangue e i tessuti e facilitando l’eliminazione delle scorie metaboliche (azione disintossicante, depurante e drenante).

Microhydrin è un integratore alimentare privo di potere calorico e di effetti collaterali indesiderati, assolutamente atossico. Esso, inoltre, non è un farmaco e non contiene sostanze dopanti, né lattosio, né glutine, per cui può essere assunto in sicurezza sia da chi pratica attività sportiva a livello agonistico sia da chi soffre di comuni allergie/intolleranze alimentari.

Microhydrin è suggerito come coadiuvante, nel contesto di uno stile di vita salutare, in tutte le situazioni di carenza nutrizionale (da stress psico-fisico, diete squilibrate, etc.), nei disturbi legati ad un’ossigenazione insufficiente dei tessuti (es. cefalea, difficoltà di concentrazione, astenia, etc.), nei casi di aumentata produzione di radicali liberi e/o carenza di antiossidanti (da malattie infiammatorie, degenerative, metaboliche o terapie mediche, es. pillola, associate a stress ossidativo), nelle sindromi ischemico-riperfusive , nei deficit immunitari, nelle intossicazioni croniche (es. da alcol o farmaci), nella sindrome da ipersensibilità chimica multipla, nella fibromialgia e nelle intolleranze/allergie alimentari. Esso, infine, può essere utile nella prevenzione dell’invecchiamento precoce (specialmente nel contesto di protocolli di disintossicazione, drenaggio, depurazione) e nel supporto nutrizionale dell’attività sportiva, amatoriale o agonistica.

Ogni volta che respiriamo, o anche l’acqua stessa che beviamo, mettiamo in circolo ossigeno che entra a far parte dei processi di ossidazione che si svolgono in tutte le cellule del nostro corpo.

I radicali liberi si formano all’interno delle nostre cellule, dove l’ossigeno viene utilizzato per produrre energia.

Non tutto l’ossigeno viene consumato ma in parte va a formare queste molecole che contengono uno o più atomi di ossigeno.

L’ossigeno è sempre alla ricerca di qualcuno che gli presti due elettroni e, dato che è unMolecola-H2O atomo piuttosto piccolo, ha un alto valore di elettronegatività. L’idrogeno ha un solo elettrone e quindi quando forma dei legami con altri atomi può mettere in gioco appunto un solo elettrone. I due atomi di idrogeno prestano il loro elettrone (in rosso nel disegno) all’ossigeno, in questo modo l’ossigeno può “far finta” di avere otto elettroni nei suoi orbitali esterni (s e p non distinti nel disegno).

Questi radicali “liberi” appunto cercano di tornare in equilibrio rubando elettroni alle altre cellule e possono danneggiarle in vari modi, come ad esempio iniziando un tumore.

Ecco che gli antiossidanti combattono il rischio con un meccanismo semplicissimo : cedono ai radicali liberi l’elettrone che a loro manca e quindi “disinnescano la miccia”.

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