Attento All’Acqua Che Bevi!!!

Cosa esce dal tuo rubinetto?

L’elemento più efficace per modificare velocemente lo stile di vita è l’acqua, ci si può salvare in un bicchiere d’acqua!
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Purtroppo, assistiamo ad un degrado qualitativo delle acque destinate ad uso potabile causato dall’inquinamento ambientale che inevitabilmente riversa nell’acqua sostanze come erbicidi, pesticidi, metalli pesanti tra i quali il piombo, nitrati, ormoni, farmaci e decine di migliaia di altri composti tossici, alcuni dei quali si sospetta possano sviluppare tumori o altre patologie degenerative.
L’acqua potabile non è pura, è sicuramente potabile per legge ma può far male:

✔️ La combinazione di cloro con alcuni alimenti può non solo aumentare il rischio di sviluppare tumori, ma anche provocare danni al sistema immunitario e ormonale.
Il motivo sarebbe la capacità del cloro di convertire i fitoestrogeni, che assumiamo mangiando frutta e verdura, e altre sostanze biochimiche vegetali che fanno parte del nostro sistema. Un elemento a sfavore del cloro è la sua capacità di distruggere gli enzimi e complicare così la digestione.

✔️ Tra i tanti composti cancerogeni già noti, ricordiamo i Trialometani (THM), sottoprodotti della clorazione che se pur utile nell’immediato, è un’operazione ad alto rischio per la salute dell’uomo e per il suo benessere nel corso degli anni.

⚠️ IL CLORO PROVOCA IL CANCRO:

L’ipoclorito di sodio attivo, comunemente chiamato cloro è una molecola chimica particolarmente aggressiva e sempre più studi medici ne adducono insorgenze tumorali. I nostri rubinetti erogano quindi un liquido che può far male, proprio perché subdolo ed invisibile, possiamo essere vittime di intossicazioni del sangue dovute a piccolissime dosi di sostanze assorbite tutti i giorni i cui danni alla salute non sono immediati ma si manifestano col tempo.

☣️ BOLLIRE L’ACQUA CONCENTRA GLI INQUINANTI!

Queste sostanze chimiche vengono assorbite dal cibo e quindi ingerite. L’aumento esponenziale di patologie degenerative dovrebbe farci porre maggiore attenzione ad evitare l’introduzione “volontaria” di inquinanti nel nostro corpo.

Per eliminare il cloro dall’acqua utilizzata per lavare frutta e verdura e per cucinare, esistono in commercio dei semplici sistemi di depurazione.
✔️ Può essere utile usare filtri compositi per sedimenti + carboni attivi per eliminare sedimenti, sabbie, ruggine oltre che il pericoloso cloro. Indispensabile è applicare un conta litri che indica il punto di saturazione, in modo da poterli sostituirli prima che cedano sostanze precedentemente trattenute.

✔️ Ci sono anche impianti ad osmosi inversa, in grado di eliminare fino al 95% di tutte le sostanze contenute nell’acqua, incluso il cloro.
ATTENZIONE però; questi sistemi producono un’acqua purissima ma che ha un valore PH molto basso ed è quindi acida, oltre che ossidata.

Chi consapevolmente berrebbe acqua acida e ossidante?
NESSUNO!

Purtroppo però tanti la bevono perché non sanno dell’importanza di questi parametri e che si possono misurare facilmente. Pertanto questi sistemi sono un’ottima soluzione per lavare frutta e verdura e cucinare MA NON per BERE!

💡Per una idratazione INTELLIGENTE scegli un’acqua purificata, alcalina e ionizzata ma non da uno ioniozzaore qualunque!
Scegline uno in grado di GARANTIRE (analisi alla mano) la % di eliminazione degli inquinanti, ad evitare che questi vengano veicolati in maggiore profondita e con maggiore energia da un’acqua ionizzata.

Io ho scelto un prodotto sicuro e naturale, ho scelto CORAL-MINE!

L’idratazione Perfetta Per Vivere Sani Nella Terza Età

Quando si dice che siamo fatti del 70% di acqua ci si riferisce non al numero di molecole ma al peso.
Parlando in termini di molecole le cose cambiano, il 99% delle molecole che compongono il nostro corpo sono molecole d’acqua!

Lo affermano il fisico teorico Emilio Del Giudice, il medico quantistico Piergiorgio Spaggiari e tanti altri illustri ricercatori.
Andando avanti negli anni questo “peso d’acqua” diminuisce, tendiamo a disidratarci.
Tuttavia, per favorire la salute in generale dobbiamo considerare l’importanza della corretta idratazione, e questo vale per tutti e sopratutto per i “diversamente giovani”.

In questo articolo rispondo a 3 precise domande:

  • perché gli anziani bevono poco?
  • come scegliere un’acqua veramente salutare?
  • quali vantaggi porta la corretta idratazione?

Devi sapere che il rene è il principale organo regolatore della concentrazione elettrolitica dei fluidi corporei oltreché dell’acqua, ma la regolazione del bilancio idrico-ionico-salino parte dall’ipotalamo che coordina diverse funzioni viscerali e che contiene il “centro della sete”, il quale controlla, insieme alle ghiandole surrenali, anche la funzionalità del rene.
Spesso tante persone dichiarano di non avere mai sete o che l’acqua da sola non gli piace, il rifiuto di bere può essere un sintomo di cattiva distribuzione idrica nel corpo, spesso indotta da cattive abitudini nutrizionali. Imparando a bere, in realtà l’organismo impara a sapere quando assumere acqua, senza dover arrivare al segnale limite della “sete”.
Chi non ha mai voglia di acqua spesso ha accumulato un tale carico di tossine nell’organismo, che offusca la sensibilità sui livelli di disidratazione. L’ideale sarebbe bere 33 cl per ogni 10 kg del proprio peso e non di un’acqua qualsiasi ma di un’acqua bio-compatibile, cioè che sia compatibile con la vita stessa del nostro organismo.
Quando l’anziano beve un’acqua inquinata, carica di minerali inorganici, acida o ossidata (quindi priva di energia), il suo inconscio gli suggerisce di bere poco perché non riconosce quell’acqua come apportatrice di vitalità. Infatti, per poter essere messa in circolo quest’acqua ruba elettroni e minerali alcalini dal corpo.
Gli anziani necessariamente devono bere un’acqua priva di inquinanti, alcalina e antiossidante, con una carica elettrica di -500 millivolt. ( il sangue ha una carica elettrica di: – 40 millivolt) mentre le acque imbottigliate e quella del rubinetto sono prive di elettroni liberi e misurano +200 millivolt e pertanto sono ossidate!
Quando l’anziano beve un’acqua priva di energia, questa ruba letteralmente elettroni dal corpo, prima di essere mandata in circolo nel torrente sanguigno che non permetterebbe mai la circolazione di liquidi ossidati, al fine di preservare la vita.
Quando invece si beve acqua bio-compatibile, questa viene riconosciuta subito come un potente alleato che dona energia e spontaneamente se ne aumenta il consumo, favorendo l’idratazione dei tessuti, la fluidità del sangue, la migliore ossigenazione delle cellule, la lucidità mentale, lo smaltimento delle scorie e una migliore veicolazione dei farmaci, con ridotti effetti collaterali.
Ci si può letteralmente salvare in un bicchiere d’acqua. Basta sceglierla con consapevolezza! Il mezzo più veloce ed economico per ottenere dell’acqua “viva” o altamente bio-compatibile è quello di utilizzare un sacchettino di CORAL-MINE per ogni 1,5 litri di acqua.

Le Origini Della Microidrina Ovvero Di Microhydrin

E’ un efficace antiossidante che fornisce all’organismo una difesa potente contro i radicali liberi; essi sono elementi tossici generati dai normali processi del corpo, dallo stress, dalla dieta povera, dalle tossine nell’ambiente e tanto altro.
Microidrina è un composto di silice ed atomi di idrogeno modificati in modo da includere un elettrone addizionale libero, facilmente cedibile per neutralizzare i radicali liberi. Avviene così che un’enorme quantità di questi elettroni addizionali possono essere forniti in una sola volta. Inoltre, poiché l’idrogeno ha un solo elettrone nella forma stabile, non è in grado di diventare un radicale libero quando perde il suo elettrone addizionale.

Il terreno biologico corretto

Quando il terreno biologico è corretto, il corpo ha una capacità sorprendente di guarirsi. Un parametro importante di un terreno sano è l’equilibrio del pH. Molte persone oggi hanno un pH eccessivamente acido dovuto al consumo di cibi raffinati, stress ed inquinamento. Aggiungendo Microhydrin alla dieta, il corpo diventa più alcalino ed il pH dei tessuti del corpo torna ad un equilibrio naturale. Studi scientifici hanno dimostrato che Microhydrin ha il potere di aumentare la distribuzione di acqua ai tessuti e alle cellule del corpo. Il livello di acqua intracellulare ed extracellulare aumenta dopo il consumo di Microidrina.

L’idrogeno gioca un ruolo importante nelle reazioni cellulari che producono energia. Perciò, atleti e persone attive sperimentano un livello più alto di energia, quando assumono Microhydrin.

I miliardi di cellule del nostro corpo hanno bisogno di comunicare tra loro. Questo complesso sistema richiede elettroni per funzionare. Gli elettroni non si muovono liberamente all’interno del corpo senza la presenza di idrogeno. Microhydrin fornisce al corpo grandi quantità di ioni di idrogeno caricati negativamente che danno gli elettroni richiesti per la comunicazione ottimale della cellula.

Una porzione di Microhydrin disciolta nell’acqua ha il potere di ridurre la tensione superficiale dell’acqua da 73 a 45 dyn. In questo modo si può ridurre la tensione superficiale dell’acqua potabile allo stesso livello dell’acqua extracellulare del corpo.

La debole tensione superficiale dell’acqua è una differenza vitale.
Perché l’acqua penetri nelle cellule del corpo e ci sia interscambio di sostanze ci vuole una tensione superficiale di 45 dine, l’acqua ordinaria è 73 dine. Una dina è un’unità di forza molto piccola, esprimendo in questa misura la forza necessaria per penetrare la “pelle” dell’acqua. Una tensione superficiale minore rende l’acqua “più bagnante”.
E’ per questo motivo che bisogna prendere dell’acqua bollente per scioglierci una purea di patate liofilizzata, che nell’acqua fredda fa grumi e non si scioglie. l’acqua bollente ha una tensione superficiale più debole o minore.

Microhydrin così aiuta a migliorare la biodisponibilità dell’acqua.

Un pò di storia

Il Dott. Henri Marie Coanda, Nobel per la dinamica dei fluidi, scoprì che esistono sulla terra cinque luoghi ove la gente diviene ultra centenaria e questo in buona salute, cioè senza conoscere malattie (dalle carie dentarie ai tumori) restando anzi robusti e forti ed in grado di avere bambini fin in età avanzata.
Uno di questi luoghi è il paese degli Hunza, una valle situata a nord del Pakistan a 2700mt e circondata da alcune delle più alte montagne del mondo, con ghiacciai di milioni di anni.
Qui le popolazioni bevono l’acqua di quei ghiacciai ed hanno un’alimentazione povera.
Il Dott. Coanda definì “proprietà anormali” quelle che riscontrò in quest’acqua e ne dedusse che non era per la loro alimentazione che queste popolazioni avevano dei ritmi biologici differenti, ma per l’acqua che bevevano.

A scuola ci insegnano che l’acqua ha proprietà specifiche, ci dicono che congela a 0°C e bolle a 100°C a livello del mare, che ha una viscosità , una tensione superficiale ed una rifrazione ben specifica.. ed altro ancora. Però a scuola non lo insegnano che l’acqua non è la stessa ovunque e che in base al luogo ove sgorga ha proprietà diverse, che in generale sono conosciute nel mondo scientifico come proprietà “anormali”.

L’acqua degli Hunza congela e bolle a temperature diverse, ha un’altra viscosità ed un’altra tensione superficiale ed altre proprietà “anormali”.
Gli studi del Dott. Coanda procedettero per sei decenni fino al giorno in cui, in occasione di collaborazioni con il Pentagono, conobbe il Dott. Patrick Flanagan allora ancora molto giovane, e gli trasmise studi e conoscenze domandandogli di succedergli nel tentativo di comprendere cosa doni a quest’acqua le sue proprietà particolari.
Gli studi avvennero su campioni d’acqua Hunza di quarant’anni prima perché oramai, anche quei territori che ci paiono così sperduti, sono vittime dell’inquinamento ambientale.
Il Dott. Flanagan impiegò più di vent’anni, testò ogni tipo possibile di campo energetico, numerosi magneti, campi con alta tensione ed elettrostatici, cristalli, piramidi ed altre forme geometriche, la bioenergia, ecc. molti di questi campi temporaneamente generavano caratteristiche di acqua simili all’acqua Hunza, ma nessun effetto era duraturo.
Purtroppo queste qualità erano solo momentanee, non appena l’acqua veniva scossa o mescolata, le proprietà scomparivano.

Finalmente un giorno scoprì che il segreto di quest’acqua risiede in alcuni minerali che arrivano dai ghiacciai, a cui dà il nome  microclusters (particelle piccolissime di silice che sono come i perni con una carica elettrica, attraggono le molecole d’acqua e rompono grandi gruppi di molecole in piccole serie di ingranaggi che formano l’acqua viva).

Questi minerali sono così minuscoli che passano attraverso tutti i filtri, li si trova ancora anche dopo la distillazione, hanno proprietà fisiche ben specifiche e portano un carico elettrostatico.
Si tratta di minerali nanocolloidali. I colloidi sono piccole particelle solide di materia, che non si sciolgono in acqua (non si disgregano in ioni).
Le loro dimensioni variano da 10 a 10000 nm. (Nanometro — un milionesimo di millimetro).
I nanocolloidi sono ancora più piccoli, tanto da non superare comunque mai i 10 nm.
In determinati casi, la materia acquista caratteristiche particolari ed in estensioni così piccole come nei nanocolloidi,  si può notare che gli elettroni, che normalmente girano attorno alle singole molecole, iniziano a girare attorno all’intero minerale. In questo modo si forma una vera e propria ressa di elettroni e quindi una forte carica energetica (negativa).
Più piccolo è il minerale più forte è la sua carica energetica.
Quando questi minerali, i nanocolloidi, vengono immersi in acqua, iniziano ad agire sulle molecole d’acqua come piccolissimi magneti. Le molecole si dispongono attorno ad essi in particolari strutture pentagonali ed a causa della loro influenza, le stesse molecole d’acqua si trasformano.
L’idrogeno, che forma la molecola d’acqua (H2O) assieme all’ossigeno, ottiene la capacità di legare un ulteriore elettrone (di norma un atomo di idrogeno ha solo un protone ed un elettrone).
In breve, non solo i nanocolloidi attorno alla quale si struttura, ma anche l’acqua stessa diventa caricata elettricamente. L’acqua si energizza.

Il Dott. Flanagan creò quindi il suo primo prodotto e lo provò con sua moglie per mesi finchè amici e conoscenti non notarono una differenza in loro e cominciarono a chiederne un po’ per provare. I coniugi Flanagan distribuirono allora per mesi migliaia di bottiglie di quest’acqua, fin alla decisione d’immettere il prodotto sul mercato.
Ma il Dott. Flanagan procedette nelle sue ricerche e sviluppò una forma secca che sorprendentemente mantiene le proprietà dei minerali bagnati, cosa che in chimica è difficilissimo.
La chiamò Microidrina. Utilizzando questa polvere, lo scienziato osservò che la si poteva mescolare con varie sostanze nutritive, vitamine ed anche ormoni e precursori di ormoni che si trovano nel corpo umano.
In questo modo Microidrina funge da trasportatore.
Tutte le sostanze nutrienti devono essere bagnate dall’acqua perché il corpo se ne possa servire. E per essere utili, alcune sostanze debbono anche passare attraverso il corpo, nel sangue, senza venirne alterate.
Alcune sostanze nutrienti prese per via orale per esempio, attraversano il fegato che ne distrugge la sostanza, così ciò che si è inghiottito non corrisponde più a ciò che ci s’aspetta ci sia nel corpo.
Grazie a questa polvere, le sostanze riescono ad essere immediatamente assorbite dal sistema linfatico, evitando così il passaggio per il fegato.
Il Dott. Flanagan credeva d’aver oramai risolto la questione dell’acqua Hunza quando, leggendo una pubblicazione del Dott. Albert Szent-Gyorgyi (Nobel di chimica del metabolismo e scopritore della Vitamina C), la sua attenzione cadde sull’idrogeno. L’idrogeno è il combustibile della vita e tutti i prodotti alimentari che consumiamo, lo contengono.
Il corpo umano possiede particolari enzimi che estraggono l’idrogeno dal cibo ingerito perché possa esser bruciato grazie all’ossigeno, producendo così l’energia che ci permette di vivere.
Il nostro combustibile è l’idrogeno, l’ossigeno è solo il comburente.
Il Dott. Flanagan comprese che esiste solo una forma d’idrogeno biologicamente attivo, che si chiama ione idruro H-, che possiede un elettrone supplementare. Pensò allora che doveva esser possibile misurare questi ioni H- e sviluppò un macchinario dotato di un elettrodo;  trovò grandi quantità di ioni idruro H- nel sangue umano, nella saliva e nell’ urina.
In seguito scoprì che tutti i prodotti alimentari crudi hanno nel loro succo diverse quantità di questi ioni, che scompaiono al momento della cottura  o trasformazione o essicazione.
A questo punto ebbe l’idea di controllare il campione di acqua degli Hunza di 40 anni prima e con non poco stupore scoprì così che oltre ai minerali, quest’acqua anomala era caricata di ioni H- e da qui sviluppò la sua nuova polvere chiamata Microidrina.

La Microidrina si presentò subito come un potentissimo anti-ossidante, capace di neutralizzare i radicali liberi. I radicali liberi distruggono la struttura del DNA delle cellule e sono considerati la principale causa dell’invecchiamento. La maggior parte degli scienziati concorda sul fatto che, fossimo in grado di prevenire i danni causati dai radicali liberi vivremmo più a lungo ed in miglior modo. E’ inoltre risaputo che tutti gli organismi che ci attaccano dall’esterno, virus, batteri, funghi… non possono vivere in un ambiente elettronicamente caricato; in ciò che viene definito ambiente biologico o terreno, è la base dell’immunità naturale del corpo, ancora prima che i nostri difensori (globuli bianchi, linfociti,..), individuino e combattano l’intruso.
Il terreno biologico comprende la combinazione di micro-sostanze nutrienti, di vitamine, di minerali e ioni che compongono il liquido in cui sono bagnate le nostre cellule. Così in un ambiente ricco di elettroni, i virus, i batteri e praticamente tutti gli esseri viventi che attentano alla nostra salute non possono sopravvivere.
Questa è stata la scoperta più importante.

La vita intera del Dott. Flanagan è dedicata al conseguimento del miglior modo per vivere e della qualità ottimale dell’acqua da introdurre nel nostro corpo.
L’acqua è molto importante perché ci serve per trasportare le sostanze nutrienti alle nostre cellule.. siamo composti di circa il 70% d’acqua, il tipo di acqua che beviamo può avere un effetto profondo sulla nostra salute, considerando poi che ci nutriamo con alimenti trasformati, alterati geneticamente, gli stessi prodotti biologici  sono influenzati dall’inquinamento dell’aria, si fa sempre più necessario che ognuno di noi diventi responsabile della propria salute.

Il Professor Louis-Claude Vincent, idrologo-capo in Francia, fu inviato a valutare la qualità e gli effetti dell’acqua in differenti villaggi di Francia. In certi villaggi, trovò gli abitanti in perfetta salute ed in altri in uno stato pietoso.
Egli misurò l’acqua, fece delle ricerche statistiche e trovò una correlazione diretta tra le qualità dell’acqua locale e lo stato di salute degli abitanti dei villaggi.

Egli misurò l’acqua in tre maniere differenti:

a) misurò il pH (potenziale idrogeno) che indica l’acidità o l’alcalinità dell’acqua. Su questa scala 0 corrisponde alla massima acidità, 7 alla neutralità e 14 alla massima alcalinità.
Questo test misura la quantità di ioni idrogeno positivi H+,  un’indicazione dell’acidità.

b) misurò l’rH2 (quantità relativa d’idrogeno). Questo indica la quantità d’idrogeno nell’acqua. Questa scala va da 42 a 0. Al di sopra  di 28, l’acqua è fortemente ossidata, praticamente senza elettroni liberi, e al di sotto di 28, c’è di più in più abbondanza di elettroni liberi. Una differenza di una unità corrisponde a 10 volte più o a 10 volte meno d’elettroni liberi presenti nell’acqua.
Il villaggio più sano aveva un’acqua con un rH2 di 22 e le acque dei villaggi malsani potevano raggiungere degli rH2 fino a 28. In questo caso, bisognerebbe bere 1.000.000 di bicchieri d’acqua per ingerire lo stesso numero di elettroni liberi che in un bicchiere d’acqua sano.

c) determinò la quantità di minerali nell’acqua, cosa che indica la sua conduttività e la sua resistenza.

Facendo degli studi statistici, comparando le sue misure allo stato di salute degli abitanti dei villaggi, trovò che l’acqua la più sana aveva un pH un po’ al di sotto di 7, molti elettroni liberi e pochi minerali.

L’acqua Hunza è carica di elettroni liberi (rH2 = 21). Ci vorrebbero 10 milioni di bicchieri d’acqua del villaggio il meno sano per raggiungere lo stesso numero di elettroni liberi che in un solo bicchiere d’acqua Hunza.
Il succo d’arancio biologico ha un rH2 di 7. Microhydrin ha un rH2 di 3, ossia equivale a 10.000 bicchieri di succo d’arancio biologico. Microidrina contiene un’enorme quantità di ioni idrogeno H-.

L’ossidazione è una perdita di elettroni. 
Per esempio, voi bevete l’acqua in un villaggio dove essa è ad un rH2 di 22, voi riceverete degli elettroni liberi.
Se quest’acqua è messa in bottiglia ed inviata dappertutto sul pianeta, come viene fatto, la luce distrugge gli ioni idrogeno ed l’rH2 non è più a 22.
L’acqua ha perso la sua abbondanza d’elettroni liberi, essa è ossidata.

In un suolo povero di minerali con un pH troppo acido e pochi elettroni liberi, il mais va a dare un magro raccolto. Svilupperà degli steli deboli, soggetti all’attacco degli insetti e delle muffe. Analogamente, nel terreno biologico del nostro corpo, i virus, batteri, muffe, lieviti ed altri parassiti, non possono sopravvivere in un mezzo sano per le nostre cellule.
L’effetto  del pH sulla vivibilità dei virus, batteri, funghi, lieviti e cellule cancerose non è stato compreso che recentemente. Questi organismi patogeni preferiscono un mezzo più acido.
Così, l’aumento del pH verso l’alcalino può diminuire la capacità di questi patogeni ad indurre le malattie.
Un contemporaneo di Louis Pasteur, il Professore Claude Bernard, ha detto: “Il microbo non è niente, il terreno è tutto”. Raccontano di Pasteur, che sviluppò la teoria dei germi che, sul suo letto di morte, abbia detto : “Sono d’accordo con Bernard”.

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La “memoria dell’acqua”: l’esperimento di Emoto

E’ davvero stupefacente comprendere come il nostro intento, attraverso pensieri, parole e simboli, possa modificare la materia. In questo articolo ti racconto il mio esperimento del riso tratto dagli studi sulla memoria dell’acqua di Masaru Emoto.

Ho voluto fare anche io il famoso esperimento del riso di Masaru Emoto per verificare l’effetto dei pensieri sulla materia. Sono già consapevole che è la coscienza a creare la realtà, ma ho voluto fare questo esperimento per portare una prova tangibile di come effettivamente il nostro intento (espresso con parole, forme, simboli) influenza la materia. Oggi la fisica quantistica, che studia la materia a livelli subatomici, è arrivata a spiegarci come l’osservatore condiziona la realtà e possiamo capire meglio il rapporto tra la coscienza e la realtà.

La memoria dell’acqua

Masaru Emoto è stato un ricercatore che ha dedicato la sua vita alla memoria dell’acqua riuscendo a dimostrare come l’acqua può registrare informazioni e come queste informazioni influenzino l’acqua stessa.

Ha utilizzato l’acqua per lasciare un messaggio prezioso per ognuno di noi, facendoci capire quanto siamo responsabili e quanto poco ne siamo consapevoli!
L’acqua è vita, l’acqua trasporta informazioni, noi siamo fatti di acqua, il mondo è fatto d’acqua, senza l’acqua non potremmo vivere.  Lo sanno bene coloro che cercano di manipolare e controllare questo bene così prezioso. Su questo tema (politico e sociale) si potrebbe parlare a lungo, ma non è questa la sede.

Tornando all’eredità di Masaru Emoto, voglio condividere con te l’immagine dei risultati dei suoi esperimenti sull’acqua, con i quali ha potuto constatare come variavano le forme dei cristalli in base alle diverse parole applicate all’acqua.

Cristalli acqua - Masaru Emoto
Forme dei Cristalli d’acqua – Esperimento Masaru Emoto

Ecco che così riusciamo a comprendere come l’acqua viene influenzata dall’intento, dal pensiero, dalla vibrazione di un suono o di una parola e ne memorizza l’informazione.

Le parole, come i pensieri, come i simboli (come tutto in realtà) sono energia che ha una vibrazione e una frequenza. Nell’esperimento infatti è chiaro come informazioni diverse influenzino l’acqua in maniera differente.

Il messaggio di Emoto ha stimolato la mia consapevolezza ed è arrivato a toccare aspetti spirituali molto profondi, con un semplice esperimento dove sentimenti di amore e gratitudine si trasformano in cristalli d’acqua dalle forme armoniose.

L’esperimento del riso

Così anche io ho provato fare il “famoso” esperimento del riso dove ho constatato come l’acqua del barattolo esposto a frequenze positive previene la muffa che invece si sviluppa e prolifera nell’altro barattolo.

Ho cotto del riso, l’ho scolato e l’ho messo in due piccoli barattoli aggiungendovi un pò di acqua.
Sul primo barattolo ho applicato un adesivo con la scritta “Ti amo” e per donare maggiori vibrazioni positive ho posto il barattolo sopra una piastra con il Fiore della Vita (puoi anche applicare un adesivo con il simbolo sul barattolo).
Nell’altro barattolo, invece, ho solo applicato un adesivo con la scritta “Ti odio”.
Oltre alle parole scritte nell’adesivo, è importante anche l’intento e l’emozione interiore, quindi ho cercato di proiettare consapevolmente queste emozioni di amore e di odio verso i due barattoli e infine li ho deposti in un ripostiglio buio.

Ho documentato il progresso in poco più di un mese, fotografando i vari stati di avanzamento. Ed ecco il risultato: nel barattolo con la scritta “ti amo” non si è sviluppata la muffa, mentre nell’altro è iniziato il processo di decomposizione.

Prova a riflettere sul fatto che il nostro corpo è fatto circa per il 70% di acqua.

Pensi che la qualità dei nostri pensieri possa influenzare il nostro stato emotivo e fisico? Pensieri positivi e armoniosi possono condizionare positivamente la tua realtà?

L’impiego preventivo e costante degli energizzatori VITASTIK e VITASHELL, permetterà all’acqua di cui siamo costituiti, di risintonizzarsi con la matrice di purezza originale, permettendo il raggiungimento di un equilibrio energetico più duraturo.

IL POPOLO DEGLI HUNZA

Il paese degli Hunza è una valle ad alta quota nel nord del Pakistan.

La valle si trova  2700 m ed è circondata da alcune tra le più alte montagne del mondo nonché di ghiacciai vecchi di milioni d’anni.  Il Dr Coanda aveva precedentemente visitato cinque regioni simili al paese degli Hunza.

In queste cinque regioni le popolazioni locali bevevano l’acqua dei ghiacciai a pH 9-10 e seguivano delle diete alimentari diverse. La maggior parte attribuiva il loro stato di salute alla sola alimentazione, ma il Dr Coanda disse : -“Ho scoperto che la loro salute è dovuta all’acqua che bevono”. Quest’acqua ha delle proprietà anomale che non trovano alcun riscontro in altre parti del mondo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Poi disse – “Patrick, certe persone credono che siamo quello che mangiamo, ma invece siamo quello che beviamo”.

Disse che l’acqua del paese degli Hunza presenta quelle che vengono chiamate  delle proprietà anomale.

A scuola ci vengono generalmente insegnate le proprietà specifiche dell’acqua. Vale a dire che questa congela a 0°C e che bolle a 100°C  quando si trova al  livello del mare, che possiede una viscosità specifica ed una tensione superficiale ed un indice di rifrazione ed altre proprietà ancora, ma non ci informano sulle importanti proprietà salutari dell’acqua il pH che DEVE essere al di sopra di pH 7,35 per essere acqua salubre !

E’ l’acqua viva che dona dona salute e vitalità al longevo popolo dei Hunza nel Himalaya e ad altre popolazioni note per la loro longevità, venne scoperta dal dott. Hemy Coanda, padre dell’ idrodinamica” e di più di 600 brevetti.

Per più di 60 anni egli tentò di crearla artificialmente, ma malgrado le sue eccezionali capacità, non vi riuscì.

All’età di 78 anni, passò il compito ad uno scienziato geniale, il diciottenne Patrick Flanagan (anche lui  nella foto). A soli 17 anni fu nominato dalla rivista Life come uno degli scienziati più promettenti d’America grazie alle sue scoperte (oggi ne ha a suo carico più di 200) che lo resero famoso già a soli 11 anni.

Il dott. Coanda pensò che se ci fosse stato qualcuno in grado di affrontare un compito così impegnativo, questi non avrebbe potuto essere altri che uno scienziato cosi promettente come il giovane Flanagan. Fu così che egli lo scelse come suo erede di ricerca.

Nei vent’anni che seguirono, il dott. Flanagan cercò inutilmente di assolvere al compito ricevuto. Vi riuscì finalmente un anno dopo (1984) assieme alla sua nuova collaboratrice e moglie, la dott. Gael Flanagan.

Furono però necessari ancora 10 anni di sforzi comuni per creare un prodotto come la Microidrina, un’acqua dalle eccezionali capacità curative. I lunghi anni di sforzi avevano finalmente dato i loro frutti.

Questa sembra la storia di un successo, ma che continua per decenni con ricerche infruttuose, che non portano certamente finanziamenti, ne gratifiche, ne prestigio scientifico e ancor meno un avanzamento sociale, deve avere una fede eccezionale…

Perciò la strada della creazione dell’acqua viva è in primo luogo la storia dell’entusiasmo e della dedizione di due grandi uomini: il dott. Hemy Coanda e il dott. Patrick Flanagan

Gli Hunza, la popolazione più longeva del mondo.

Tempo fa iniziai una ricerca sul popolo più longevo al mondo e scoprii dati molto interessanti.

E’ il popolo degli Hunza: questa popolazione non solo vive in media 130-140 anni ma non conosce neppure le nostre tanto temute patologie degenerative, il cancro, malattie del sistema nervoso, ecc..

 

 

 

 

 

 

 

 

Vivono al confine nord del Pakistan all’ interno di una valle sulla catena Himalayana e sono la popolazione in assoluto più longeva della terra.

La nostra élite medica si vanta di tenere in vita i nostri anziani fino agli 80 anni e oltre. Ebbene, gli Hunza, senza ricorrere ai prodigi della nostra scienza mendica, a cento anni sono vivi, incredibilmente attivi, lavorano ancora nei campi e curano i loro figli con estrema vivacità e vitalità. Le donne Hunza sono ancora prolifiche anche oltre i novant’anni. Chiaramente per riuscire a concepire a tale età, il loro fisico è ancora piuttosto giovanile e non ha nulla a che vedere con le nostre novantenni.

Gli strumenti indiscutibilmente più utili alla loro longevità paiono essere il lungo digiuno a cui sono sottoposti ogni anno, l’alimentazione vegetariana e l’acqua alcalina presente nelle loro terre.

Digiuno e prodotti vegetali

Gli Hunza vivono infatti dei frutti della natura e soffrono anche un lungo periodo di carestia nei mesi invernali. Adottano forzatamente quello che i naturopati definiscono “digiuno terapeutico”. L’altopiano su cui vivono, in Pakistan, è un luogo in gran parte inospitale e non dà raccolto sufficiente per alimentare i 10.000 abitanti Hunza per tutto l’anno.

Coltivano orzo frumento, miglio, grano saraceno e la verdura da orto: pomodori, cavoli, spinaci, rape, piselli e avevano numerosi gli alberi di noci e albicocche, ciliegie, more, pesche, pere e melograni. Fino a marzo però, quando matura l’orzo, digiunano anche per settimane intere (fino a due mesi in semi digiuno) per poter razionare i pochi viveri rimasti in attesa del primo raccolto.

Il bello è che questa “bizzarra” consuetudine, che secondo vecchi concetti di nutrizionismo porterebbe a debolezza, morte e distruzione, al contrario nel corso degli anni ha prodotto nella popolazione straordinarie capacità di vigore.

Un Hunza può andare camminare tranquillamente per 200 km a passo spedito senza mai fermarsi.

Le forti doti di resistenza sono conosciute in tutto l’oriente, tanto che nelle spedizioni Himalayane, sono assoldati come portatori.

Il digiuno nel mondo animale

Anche in molti animali il digiuno è una cosa normale per la sopravvivenza, nei periodi di carenza di prede. In autunno gli stambecchi, camosci e cervi mangiano molto di più per accumulare grasso per l’ inverno, che a causa dell’ altitudine dove vivono, non permette l’ approvvigionamento di cibo sufficiente. Il bello che i violenti scontri che i cervi hanno tra di loro per l’ accoppiamento e la successiva fecondazione avvengono proprio in pieno inverno, quindi praticamente a digiuno, che non compromette, anzi enfatizza le loro energie. Gli uccelli migratori mangiano a fine estate più del fabbisogno e quando partono verso i luoghi più caldi sono talmente grassi da pesare il doppio del normale. Ma durante la migrazione, che può arrivare anche a 5000 km, non si fermano mai e a fine corsa il loro perso ritorna normale. I lupi cacciano per giorni, ma poi possono restare per settimane senza mangiare e nello stesso tempo percorrono grandi distanze per procacciare altro cibo, vivendo con il solo grasso corporeo come del resto quasi tutti i predatori.

Anche i pesci digiunano, come per esempio il salmone, che nella sua famosa risalita del fiume non ingerisce nulla, nemmeno nel successivo periodo della posa delle uova. In sostanza il digiuno è una condizione che non è quindi nata da 10.000 anni, ma da milioni di anni della storia stessa dell’uomo/animali ed è per questo che apporta molti benefici.

Acqua alcalina

L’ultimo elemento fondamentale per la forza, e la longevità di questo popolo fu la composizione dell’ acqua. Dopo diversi studi emerse che l’acqua degli Hunza possedeva elevato pH (acqua alcalina), con notevole potere antiossidante ed elevato contenuto di minerali colloidali. Effettivamente come sperimentatore e ricercatore indipendente devo dire che digiunare con acqua alcalina è molto più semplice che digiunare con acqua di rubinetto o imbottigliata.

L’acidosi metabolica innescata dal digiuno prolungato viene infatti compensata e il pH rimane più stabile.

Per quanto riguarda l’alimentazione ho già spiegato che l’unico frutto a mantenere il pH umano stabile è la mela rossa; nel digiuno invece ci si può aiutare bevendo acqua alcalina, acqua con argilla verde ventilata, o facendo lavaggi interni/esterni con acqua e sale integrale.

Oggi il territorio degli Hunza è stato intaccato dalla società “evoluta” e anche lì sono arrivati cibi spazzatura, farina 0 impoverita, zucchero bianco, sale sbiancato chimicamente, ecc… e con loro le prime carie, le prime problematiche cardiovascolari, i primi problemi reumatici che l’Occidente evoluto conosce bene. In pochi sono riusciti a scampare da questo inquinamento “evolutivo” evitando ogni forma di contagio con usanze e abitudini percepite ad istinto come innaturali e dannose.

Conclusioni

Ragioniamo con calma e chiediamoci se hanno senso le classiche chiacchiere da bar che sentiamo comunemente: “Aveva 80 anni, per lo meno ha vissuto a lungo e ora ha smesso di soffrire”…

  • “Ormai ho 35 anni, mi devo sbrigare se voglio avere un bambino”…
  • “Ho superato i 40 anni, devo stare attento a non esagerare con l’attività fisica”…
  • “Ho 30 anni, ho le ginocchia a pezzi, dovrò smettere di giocare a pallone”, ecc…
  • “Signora, a 60 anni è normale pensare ad una dentiera” ……….
  • Esiste veramente un orologio biologico incontrovertibile nell’uomo o sono gli stili di vita errati ad accelerare il corso delle lancette ?
  • Hanno senso le ansie di alcune donne che toccati i 30 anni iniziano già a temere di non riuscire ad avere figli “in tempo” ?
  • E’ veramente fisiologico avere ad una certa età menopausa, andropausa, osteoporosi, artrosi, demenza senile …. ?
  • E’ normale lo scatenarsi di così tante patologie senili, cronico-degenerative, o al sistema nervoso ?
  • Ciò che è normale in una società malata potrebbe essere contro natura o senza senso per un popolo consapevole.

By Andrea Conti – Dottore in Fisioterapia – Università degli Studi di Roma

COMBATTERE L’ACIDITA’ PER SCONFIGGERE IL TUMORE

Finalmente anche la ricerca ufficiale si dirige là dove la ricerca indipendente sta indagando ormai da anni: l’importanza di mantenere un ambiente alcalino nel corpo per prevenire e sconfiggere le malattie…

Sembra il titolo di un libro controcorrente e invece si tratta di un comunicato stampa dell’Istituto Superiore di Sanità pubblicato in data 27 settembre 2010.
Nel cs Combattere l’acidità per sconfiggere il tumore si parla di diversi trials basati su un’alternativa alla chemioterapia: uno di questi prevede l’assunzione di bicarbonato per
bocca come terapia anticancro. Tutte le terapie sono basate sull’utilizzo di farmaci che usano l’acidità tumorale come target o inibendo i meccanismi che la causano.
Finalmente anche la ricerca ufficiale si dirige là dove la ricerca indipendente sta indagando ormai da anni.

Le cellule cancerose
Le cellule del cancro sono cellule che da sane si sono trasformate in cancerose.
E sono un sintomo di acidità; ossia, quando le cellule sane vengono corrose dagli acidi alimentari e metabolici, esse possono diventare cancerose.
Più acidi abbiamo nei nostri corpi, più elevato è il rischio di sviluppare del tessuto canceroso.

Le cellule sane del corpo umano prosperano in fluidi con pH alcalino leggero, moderato ed elevato (da pH 7,3 a 11). Non tollerano nemmeno un lieve stato acido. Le cellule cancerose, invece, prosperano in un pH acido di 5,5. Le cellule cancerose diventano inattive ad un pH lievemente superiore a 7,365 e si trasformano in microzima oppure muoiono a pH 8,5 (mentre le cellule sane vivono).

La prevenzione è la migliore cura; tuttavia la migliore prevenzione possibile contro la condizione cancerosa aiuterà anche a farla regredire nel caso che una condizione cancerosa è già in essere. Sarebbe preferibile non dover mai arrivare a tale punto!

Trattamenti quali interventi chirurgici e la chemioterapia non fanno nulla per sostenere il sistema immunitario o per prevenire l’accumulo di acidi nei tessuti. Questa è la ragione per cui la condizione cancerosa è così spesso recidiva. Nulla viene fatto per cambiare la condizione che ne ha dato l’avvio: l’acidità!

Ma se voi fate sì che le condizioni cambino, potete impedire alle cellule cancerose di prendere il sopravvento. Occorre mangiare, bere ed anche muoversi e pensare in modi che ristabiliscono l’originario progetto alcalino del corpo. Molti studi hanno mostrato che quello che mangiamo influenza la nostra esposizione al cancro. Alcuni cibi ci difendono
dall’insorgenza di cellule cancerose, altri ne promuovono lo sviluppo.

Viene dato credito alla qualità anticancro di sostanze antiossidanti presenti nei cibi benefici, come le vitamine C ed E, il betacarotene, il selenio e l’amminoacido glutatione. E questi, in  effetti, proteggono i tessuti sani dai danneggiamenti da acidità che possono innescare una condizione cancerosa. Ma in questo genere di discussione spesso sfugge un aspetto più ampio: i cibi che sostengono un corpo sano sono alcalini; i cibi dannosi sono acidi. La dieta che previene tutte le condizioni cancerose è al 100% alcalina. Non c’è spazio per nessun cibo acido, se si vuole prevenire e/o invertire una situazione cancerosa.

Potete combattere l’insorgere di una condizione cancerosa, aumentando l’alcalinità dei vostri tessuti e, quindi, abbinando ad una dieta basata su ortaggi verdi, succo di verdure fresche, sale non raffinato, oli salubri ed acqua alcalina, integratori alimentari, attività fisica e scelte di vita alcaline (secondo quanto descritto dei capitoli 12, 13 e 14). Dovete dire basta a cibi acidi come proteine animali, alcool e zucchero e rinunciare altrettanto ad abitudini acidificanti.

Se la vostra primaria preoccupazione di salute è una condizione cancerosa, trarrete particolarmente beneficio dall’utilizzo di integratori a base di minerali alcalini (sodio, calcio, potassio, magnesio, cesio e rubidio) e, addirittura meglio, dall’uso di sali minerali [ionici N.d.C.], quali sodio, magnesio, potassio e bicarbonato di calcio, che alcalinizzano all’istante.

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Andiamo a conoscere insieme cos’é il pH e l’equilibrio Acido-Basico

L’acronimo ph (potential Hidrogen) si utilizza in chimica per misurare quanti ioni H+ sono presenti in una soluzione acquosa. La soluzione per eccellenza e più diffusa sul pianeta è l’acqua. Basti pensare all’acqua degli oceani che ricoprono ben il 70% della superficie del pianeta. La scala del pH va da 0 a 14. Al centro della scala si colloca il valore 7 che rappresnta l’equilibrio tra gli ioni H+ (indice di acidità) e gli ioni OH- (indice di alcalinità) presenti in una soluzione. Gli ioni acidi e alcalini sono elementi chimici antagonisti che in genere coesistono in una medesima soluzione in modo inversamente proporzionale: con l’aumentare degli uni diminuiscono gli altri.

La vita e la salute degli animali più evoluti, di cui noi facciamo parte, sono compatibili solo con un pH leggermente alcalino. Quando la nostra biochimica si discosta dal suo valore ottimale di 7,365 i processi cellulari e fisiologici si allontanano dalla normalità dando origine alle più svariate disfunzioni organiche.

Con il tempo poi, queste disfunzioni generano alterazioni morfostrutturali classificate col nome delle svariate malattie croniche degenerative.

Per renderci conto di come l’acidità sia deleteria per il nostro corpo basti osservare cosa accade quando immergiamo un pezzo di carne cruda in un bicchiere di aceto dal pH 2,5-3. Basta lasciarlo tutta la notte e l’indomani mattina lo troveremo flaccido come se fosse stato cotto. Certamente, l’acidità riscontrabile nei nostri tessuti non sarà forte come quella dell’aceto ma è sufficiente un pH appena sotto il 7 per genrare alterazioni funzionali e, con il tempo morfostrutturali importanti incompatibili con la salute e la vita.

Un primo segno di acidosi tissutale è la stanchezza a cui si accompagnano sensazioni di bruciore e dolore di varia intensità in relazione ai livelli di acidità accumulata nei tessuti. L’acidità può accumularsi in qualsiasi zona del corpo dando origine alle più svariate malattie, dalla semplice influenza al cancro, una delle patologie odierne dalla prognosi maggiormente infausta. Un’altra malattia debilitante estremamente diffusa causata dall’acidosi è l’osteoporosi. I’organismo infatti per difendersi dagli acidi sottrae alle ossa minerali alcalini per neutralizzarli.

Dopo queste premesse, penso che sarai interessato a sapere come far fronte nella vita pratica per mantenere l’equilibrio acido-basico necessario per le corrette funzioni fisiologiche ed il benessere complessivo dell’organismo. Il fattore principale dell’accumulo degli acidi nell’organismo è il carente drenaggio degli organi emuntori. Perché quest’ultimi non svolgono adeguatamente il loro lavoro? Semplicemente, perché vengono sovraffaticati da un eccessivo carico di tossine introdotte con farmaci, droghe e cibo inadeguato per il nostro metabolismo digestivo.

Come noi non rendiamo nel nostro lavoro quotidiano a causa della stanchezza dovuta all’eccesso di lavoro e contemporaneamente per carenza di riposo i nostri organi interni, adibiti alle funzioni vitali, non riescono a svolgere adeguatamente le loro mansioni. Il nostro stile di vita è decisamente stressante e sottopone tutto l’organismo ad un duro aggravio di lavoro metabolico. La conseguenza di tutto ciò è che esso invecchia prematuramente. Voi pensate che una persona anziana possa competere, in forza e performance con una più giovane? Allo stesso modo, un corpo invecchiato e debole non potrà funzionare come un corpo giovane e nel pieno delle sue forze.

La funzione metabolica che maggiormente sottrae energia all’organismo, paradossalmente è quella digestiva. Noi ci alimentiamo per ricavare energia da quello che mangiamo ma, il più delle volte il dispendio energetico utilizzato per la digestione non viene compensato dall’energia ricavata dalle relative sostanze nutrititive rese disponibili con la digestione.

La causa di ciò è la carenza digestiva. Purtroppo, se non si digerisce correttamente, i nutrienti contenuti nei cibi non possono essere assorbiti e trasformati dal nostro sistema alchemico che trasmuta le sostanze ingerite in carne ed ossa. L’equilibrio del pH lungo tutto il tratto digerente assicura la massima digeribilità degli alimenti.

Ebbene l‘acqua alcalina, assieme all’utilizzo prevalente di cibi crudi, può darci una grossa mano nell’assicurarci l’equilibrio alcalino di tutto il corpo, condizione necessaria per una buona salute e una lunga vita. Ciò è possibile perché l’acqua alcalina aiuta il sistema digerente nel processo digestivo degli alimenti da cui l’organismo può ricavare tutte le sostanze nutritive ma sopratutto perché l’acqua svolgendo il ruolo di trasporto e scambio, assicura l’approvigionamento di tutti i nutrienti alle cellule e nello stesso tempo lo smaltimento dei rifiuti di scarto prodotti dalle stesse.

Poiché i rifiuti prodotti dal metabolismo cellulare sono acidi, bere acqua alcalina è molto efficace nella neutralizzazione permettendo, così al sistema drenante una loro maggiore e più facile espulsione. L’acqua alcalina contiene ossigeno prontamente biodisponibile e minerali alcalini che vanno a tamponare (neutralizzare) le tossine acide che si sono accumulate nell’organismo.

Pertanto mangiare cibi alcalinizzanti e bere acqua alcalina permette al sistema immunitario di affrontare le situazioni avverse con più facilità.

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