Microhydrin® – Ovvero Acqua Viva con Microidrina

L’acqua viva, che dona salute e vitalità al longevo popolo degli Hunza nell’Himalaya e ad altre popolazioni note per la loro longevità, venne scoperta dal dott. Henry Coanda, padre dell’idrodinamica e di altri 600 brevetti. Per più di 60 anni egli tentò di crearla artificialmente, ma malgrado le sue eccezionali capacità, non vi riuscì.

All’età di 78 anni (nella foto), passò il compito ad uno scienziato geniale, il diciottenne Patrick Flanagan (anche lui  nella foto). A soli 17 anni fu nominato dalla rivista Life come uno degli scienziati più promettenti d’America grazie alle sue scoperte (oggi ne ha a suo carico più di 200) che lo resero famoso già a soli 11 anni.

Il dott. Coanda pensò che se ci fosse stato qualcuno in grado di affrontare un compito così impegnativo, questi non avrebbe potuto essere altri che uno scienziato cosi promettente come il giovane Flanagan. Fu così che egli lo scelse come suo erede di ricerca.

Nei vent’anni che seguirono, il dott. Flanagan cercò inutilmente di assolvere al compito ricevuto. Vi riuscì finalmente un anno dopo (1984) assieme alla sua nuova collaboratrice e moglie, la dott. Gael Flanagan. Furono però necessari ancora 10 anni di sforzi comuni per creare un prodotto come la Microidrina, un’acqua dalle eccezionali capacità curative.

I lunghi anni di sforzi avevano finalmente dato i loro frutti. Questa sembra la storia di un successo, ma che continua per decenni con ricerche infruttuose, che non portano certamente finanziamenti, ne gratifiche, ne prestigio scientifico e ancor meno un avanzamento sociale, deve avere una fede eccezionale…
Perciò la strada della creazione dell’acqua viva è in primo luogo la storia dell’entusiasmo e della dedizione di due grandi uomini: il dott. Henry Coanda e il dott. Patrick Flanagan.

Le conoscenze del dott. Flanagan col supporto del team di scienziati RBC Life Sciences hanno portato alla realizzazione del famoso Microhydrin

Fonte: Microhydrin® : Tecnical Information. – Dallas: Arlington Publications, 1998, str. 22

 

Testimonianze sulla nuova acqua viva

Sei mesi dopo un’operazione al cervello a causa di un tumore, Matt Stark era completamente paralizzato. In seguito il suo stato migliorò, ma il suo lato sinistro rimase praticamente insensibile. Iniziò a soffrire di frequenti attacchi di epilessia e forti mal di testa. Dopo due anni di sofferenza e inutili cure medicinali, un parente gli consigliò di tentare con la Microidrina, una polvere minerale che vitalizza l’acqua. Dopo una settimana, i mal di testa scomparvero, mentre la parte sinistra del corpo iniziò ad acquistare mobilità. Oggi lavora di nuovo.

Matt raccontò la sua esperienza in una della trasmissioni della rete radiotelevisiva americana (©BGP, 1999) condotta da John Lloyd, che trattano di salute e di nuove frontiere in campo alimentare.

Gli ascoltatori poterono sentire anche altre testimonianze di incredibili guarigioni con l’acqua vitalizzata ed anche i pareri dei medici che seguirono i casi:

Jimmy Hoffanan era dipendente dalla cocaina dal 1994. Il suo stato peggiorò e una volta fu addirittura ricoverato d’urgenza. Dopo aver varie volte cercato di smettere senza riuscirvi, il 12 Febbraio 1999 provò con la Microidrina. Assunse da 6 a 12 capsule al giorno. Racconta di essersi liberato dalla cocaina senza troppe difficoltà dopo una sola settimana. Questa guarigione improvvisa, naturalmente, portò su questa strada anche altri tossicodipendenti del suo “giro” di San Diego.

Stupefacente è anche la confessione di Danny Closer. Dopo lunghi anni di problemi alle gambe, risultanti in una cancrena, avrebbe dovuto farsi amputare ambedue gli arti. Danny pregò il suo medico di tentare di tutto per salvargli le gambe, ma anche se riuscì ad evitare l’amputazione, i suoi arti erano praticamente inutilizzabili: sanguinavano quasi ininterrottamente, i muscoli si essicavano e neppure i forti calmanti ne la morfina riuscivano a lenire i forti dolori. Il dottore gli disse, con le lacrime agli occhi, di essere dispiacuto, ma che Danny avrebbe dovuto passare il resto della vita su di una sedia a rotelle. I dolori erano talmente forti, che Danny disse alla moglie di prendere la sedia a rotelle soltanto in affitto: sentiva infatti che non avrebbe resistito a lungo in quelle condizioni. Un giorno si fece portare in un negozio di alimenti biologici sperando di trovare qualcosa che alleviasse il dolore. Gli venne offerta la Microidrina e Danny iniziò a prenderne 2 capsule al giorno. I suoi famigliari erano scettici: come avrebbero potuto funzionare due sole capsule, quando neppure grandi dosi di forti farmaci non avevano dato risultati. “Non lo so”, disse, “sul flacone scrive da 2 a 4 capsule al giorno”. La cura funzionò: i dolori diminuivano di giorno in giorno e dopo tre settimane poteva dormire come un bambino. Le ferite si rimarginarono e Danny era di nuovo in piedi. Andò dal medico per chiedergli una spiegazione, ma questi commosso gli rispose: “Non lo so, non lo so veramente”.
Anche il dottor Billy Fonders, che si era occupato di Danny Closer, partecipò alla trasmissione. Disse che, dopo aver attentamente studiato le qualità del prodotto, aveva iniziato a consigliarlo anche agli altri suoi pazienti. Notò che la Microidrina era efficace praticamente in tutte le patologie ed era veramente una specie di “panacea”: agisce infatti alla radice delle malattie (tutte) eliminando lo squilibrio che causa la patologia.

Alla trasmissione partecipò anche Jean McDonalds, un’altra sua paziente: Nel 1986, Jean McDonalds subì un avvelenamento da sostanze chimiche. Da molto tempo era sotto la tenda ad ossigeno e i dottori le davano il 30 % di possibilità di sopravvivenza. Jean sopravvisse, ma per lei iniziò un lungo periodo di dolori muscolari, torpore mentale, peggioramento della vista e altri problemi che la costrinsero a lasciare il lavoro. In dieci anni provò i metodi più svariati, ma non ottenne miglioramenti, fino a che iniziò ad assumere la Microidrina. In un tempo estremamente breve la sua vista migliorò così come la sua concentrazione (“chiarezza mentale”). In seguito sparirono anche i dolori e la digestione migliorò. Ora fa uso della Microidrina da 18 mesi senza accusare effetti collaterali negativi.
Gli ascoltatori hanno potuto sentire anche il parere di vari dentisti. Il dot. Casper Thrulach descrisse il caso di una donna che si presentò con una grave infiammazione della cavità orale. La pelle era talmente staccata dalle gengive e dalle pareti della cavità orale che si potevano vedere i nervi. A causa di dolori insopportabili la donna poteva aprire la bocca solo parzialmente e il dentista non potè neppure svolgere una visita accurata. Le consigliò di sciacquarsi la bocca con la Microidrina (3 volte al giorno per almeno 3 minuti) e di bere il preparato, invitandola a ritornare dopo una settimana. Il dottore era scettico, infatti anche casi di infezione molto più leggeri richiedevano almeno una settimana e mezza prima di poter vedere qualche risultato (con l’utilizzo di forti medicinali). Quando la paziente si ripresentò dopo una settimana, notò con sorpresa che il disturbo era praticamente scomparso.

Il dot. Frank Frenesiack che collaborò alla trasmissione e pure utilizzava la Microidrina nella cura dei suoi pazienti, affermò, che nella sua pratica ventennale non aveva mai incontrato un mezzo (tecnologico) così efficace come la Microidrina. “Forse si tratta veramente di un punto di svolta nel campo della medicina” (Dot. Clinton Howard fondatore di RBC Life Sciences). Dopo la sua comparsa sul mercato nel Settembre del 1997 (non come farmaco ma come integratore alimentare), l’uso della Microidrina negli Stati Uniti e aumentato vertiginosamente. I suoi inventori, il dot. Patrick Flanagan e la dot. Gael Flanagan furono invece proposti per la nomina al premio Nobel.

Fra dubbi ed entusiasmo
Questi racconti sono troppo stupefacenti perchè non sorga qualche dubbio sulla loro autenticità. Dubitare è infatti di fondamentale importanza in questi tempi di “miracoli” commerciali. Abbiamo però fatto conoscenza con la Microidrina già in precedenza: quando, nel Settembre del 1999, ricevemmo dagli USA la registrazione della trasmissione televisiva, avevamo noi stessi assunto la Microidrina ininterrottamente per 17 mesi (di ciò racconteremo in seguito). In precedenza avevamo seguito varie pubblicazioni (libri, articoli) sull’acqua viva dei luoghi ove vivono le popolazioni piu longeve.
Venimmo a conoscenza dell’acqua viva all’inizio degli anni ’90. In un capitolo del libro “I segreti del suolo” (The Secrets of the Soil, 1992) gli autori P. Tompkins e C. Bird (autori del ancora più conosciuto “La vita segreta delle piante” – The Secret Life of Plants) descrivono l’opera del dot. Patrick Flanagan, il quale riuscì, con l’aiuto della moglie Gael Flanagan a ricreare in laboratorio l’acqua bevuta dalle longeve popolazioni della valle himalayana del fiume Hunza. Prima di Flanagan, già il dot. Henry Coanda scoprì che una tale acqua è quasi unica al mondo e che gli abitanti dei luoghi sono sani e robusti e vivono normalmente ben più di cent’anni. L’acqua dei loro ruscelli è molto più simile all’acqua che si trova negli organismi viventi, che all’acqua delle nostre parti. Nel libro sono descritte anche la struttura di quest’acqua e altre sue particolarità. Il suddetto capitolo segnò un vero e proprio punto di svolta nella nostra comprensione delle basi della salute: Ci consentì di capire quale fosse l’elemento “curativo” comune di frutta e verdura fresca, succhi vegetali, ioni negativi dell’aria ed altri antiossidanti naturali (l’efficacia curativa d’alcuni ci era già nota).
L’acqua dei laboratori dei coniugi Flanagan uscì sul mercato per la prima volta nel 1985 con il nome di Crystal Energy®. I Flanagan “vitalizzarono” l’acqua creando una polvere minerale del tutto identica a quella “macerata” dal ghiacciaio “Uptar” sui monti sovrastanti la valle del fiume Hunza, energizzata poi dalle veloci correnti dei corsi montani. Naturalmente sentimmo il desiderio di provarla, ma prima di fare questo passo decidemmo di studiare attentamente la materia facendoci inviare libri ed articoli dagli Stati Uniti.
Come precedentemente detto, nel Settembre del 1997, i coniugi Flanagan immisero sul mercato la Microidrina, energeticamente molto più potente della Crystal Energy. Abbiamo già detto che un bicchiere d’acqua arricchita con la Microidrina contiene tanti elettroni disponibili, quanti ne contengono 10000 (diecimila!) bicchieri di succo fresco di arance coltivate biologicamente. La notizia era più che stupefacente. Le decine di articoli che ci facemmo inviare immediatamente contenevano incredibili dati sugli effetti curativi di questo prodotto alimentare, analisi di istituti universitari, dichiarazioni dei medici., tutti superlativi., e dell’assoluta non nocività del prodotto. Non trovammo però dati di analisi cliniche a lungo termine su gruppi di persone più numerosi, dati a cui eravamo maggiormente interessati. Non ricevemmo risposte soddisfacenti neppure dopo aver scritto all’istituzione competente negli Stati Uniti. Decidemmo così di sperimentare gli effetti di quest’acqua direttamente noi stessi.
L’acqua viva, che dona salute e vitalità al longevo popolo dei Hunza nel Himalaya e ad altre popolazioni note per la loro longevità, venne scoperta dal dot. Henry Coanda, padre dell'”idrodinamica” e di più di 600 brevetti. Per più di 60 anni egli tentò di crearla artificialmente, ma malgrado le sue eccezionali capacità, non vi riuscì.
All’età di 78 anni, passò il compito ad uno scienziato geniale, il diciottenne Patrick Flanagan. A soli 17 anni fu nominato dalla rivista Life come uno degli scienziati più promettenti d’America grazie alle sue scoperte (oggi ne ha a suo carico più di 200) che lo resero famoso già a soli 11 anni. Il dot. Coanda pensò che se ci fosse stato qualcuno in grado di affrontare un compito così impegnativo, questi non avrebbe potuto essere altri che uno scienziato così promettente come il giovane Flanagan. Fu così che egli lo scelse come suo erede di ricerca.
Nei vent’anni che seguirono, il dot. Flanagan cercò inutilmente di assolvere al compito ricevuto. Vi riuscì finalmente un anno dopo (1984) assieme alla sua nuova collaboratrice e moglie, la dot. Gael Flanagan. Furono però necessari ancora 10 anni di sforzi comuni per creare un prodotto come la Microidrina, un’acqua dalle eccezionali capacità curative. I lunghi anni di sforzi avevano finalmente dato i loro frutti.
Questa sembra la storia di un successo, ma chi continua per decenni con ricerche infruttuose, che non portano certamento finanziamenti, ne gratifiche, ne prestigio scientifico e ancor meno un avanzamento sociale, deve avere una fede eccezionale. Perciò la strada della creazione dell’acqua viva è in primo luogo la storia dell’entusiasmo e della dedizione di due grandi uomini: il dot. Henry Coanda e il dot. Patrick Flanagan.

Le nostre esperienze
Nell’Aprile del 1998 ricevemmo per posta i primi flaconi di Microidrina. Le prime sensazioni ci lasciarono un pò delusi. Non sentimmo infatti nulla di particolare (soltanto in seguito abbiamo saputo che questo è un fatto normale per la maggior parte delle persone). Alberta e Iztok portarono con se i flaconi in un faticoso viaggio di undici giorni all’estero prendendo due capsule al giorno. Fu in quell’occasione che Alberta si rese particolarmente conto che le capsule la aiutavano molto. Dopo lunghe giornate di guida, la sera era ancora particolarmente vitale (cioè aveva molta più resistenza che nei viaggi precedenti).
Poco dopo il ritorno dal viaggio notò un altro miglioramento. Negli ultimi due anni le erano cresciute sul viso due formazioni cutanee (verruche), che però non sembravano di origine maligna, ma avendo avuto in passato il cancro alla pelle (dal quale guarì grazie ad un’alimentazione a base di cibi crudi), c’era comunque motivo per preoccuparsi.

Grazie all’assunzione della Microidrina le due verruche cominciarono a rimpicciolirsi. Rendendosi conto di ciò, iniziò a spremere sulle verruche la polvere di Microidrina che rimaneva sul fondo del bicchiere. Dopo tre mesi una verruca era completamente sparita, mentra l’altra si era tanto ridotta che si notava appena.

Era questo un effetto della Microidrina? Se sì, allora il preparato è probabilmente più forte del succo di grano in erba che lei assumeva in precedenza. Anche se gli effetti del succo erano molto benefici, esso non arrestò la crescita delle verrucche.

Nel frattempo, una nostra zia di 91 anni si fratturò un’anca, che le venne sostituita chirurgicamente. La invitammo da noi per rimettersi dall’operazione. Non la forzammo a bere la Microidrina, ma siccome grazie alla nostra alimentazione e ai nostri succhi si era già molte volte rimessa in salute, accettò anche la Microidrina (tre capsule al giorno) e le pillole di alghe Spirulina, che sembrerebbero ottimizzare gli effetti della Microidrina.

Si rimise in sesto molto velocemente e quando una sua parente, che è anche un medico, venne a farle visita, rimase stupita dalla velocità con cui si era rimessa. Dopo due mesi la zia ritornò a casa senza stampelle. Tutt’oggi ne fa uso solo quando esce, per sentirsi più sicura, mentre a casa, dove vive da sola, cammina senza alcun sostegno.

Durante le scorse vacanze si è unita al nostro gruppo un’altra “giovinetta”, l’ottantanovenne madre di Alberta e anche a lei demmo la Microidrina e la Spirulina. Dopo aver visto l’effetto su nostra zia, le bevve molto volentieri. Come molte persone anziane, anche lei sentì presto di avere più forza. Dopo cinque giorni notò anche un altro importante miglioramento: erano spariti i crampi alle gambe che le rubavano il sonno faccendola alzare più volte durante la notte. Continuò ad assumere i due prodotti per circa due settimane e i crampi non ricomparvero più (ripetè la cura dopo 3 – 4 mesi).

Quando ritornò da noi durante l’inverno, notammo in lei un altro miglioramento di cui lei stessa non si era accorta. Aveva infatti portato con se gli aghi da maglia. “Madre, lei puo lavorare a maglia?”, le chiedemmo stupiti. Infatti ciò le era stato impossibile per gli ultimi quindici anni a causa dei reumatismi. “Si”, rispose con orgoglio, “quest’inverno ho già fatto cinque paia di calze. Che ne so, le mani mi si sono come sciolte”.

Telefonammo allora anche alla zia per sapere come andava con i suoi reumatismi alle mani. Sapevamo infatti che alcuni anni fa durante l’inverno non riusciva nemmeno ad abbottonarsi il cappotto. Solamente dopo averglielo chiesto anche lei si accorse che quell’inverno i reumatismi non si erano fatti sentire.

Esperienze con l’igiene dentale
La Microidrina però non soddisfò tutte le nostre aspettative, che forse erano troppo grandi. Iztok tentò con la Microidrina di salvare qualche dente fra quelli che il suo dentista aveva già dato per perduti (carie, paradentosi). Avevamo infatti letto in alcuni articoli che il dot. L. C. Miller era riuscito a ridurre delle »tasche« di paradentosi di 4 – 6 mm della metà, lavando i denti con la Microidrina (disciolta in una piccola dose di acqua) e a sbiancare i denti.

La paradentosi cronica è la causa principale di caduta di denti nelle persone adulte, dopo i 35 anni. La causa principale della formazione di carie dentale e della paradentosi è la moltitudine di microbi che si annidano sui denti sotto forma di placca. Producendo tossine, essi causano l’infiammazione delle gengive (gengivite) e, in seguito, la caduta dei denti. La Microidrina crea un terreno biologico non addatto ai microorganismi patogeni. Il dot. Miller nota che la Microidrina elimina la placca, i denti ritornano bianchi (in modo non aggressivo) e vengono così eliminate le condizioni per lo sviluppo della paradentosi e di altre malattie dei denti.

Oggi possiamo fare un uso quotidiano della Microidrina nell’igiene orale, essendo la sua efficacia igienica (disinfettante) più che evidente, con l’utilizzo della polvere dentifricia Microbrite.

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